RubricheScrittura e grafologia

SCRITTURA CIVILTA’ GRECO-ROMANA

Dalla storia dell’alfabeto greco, risulta evidente che i greci presero in prestito l’alfabeto fenicio adattandolo alla loro lingua. Le lettere dell’alfabeto greco sono le stesse di quello fenicio, ed entrambi gli alfabeti sono strutturati nello stesso ordine.

Coloro che adattarono il sistema fenicio aggiunsero tre lettere alla fine della serie, chiamate “supplementari”. Presto si svilupparono diverse varianti dell’alfabeto greco. Una, conosciuta come greco occidentale o calcidese, fu utilizzato a occidente di Atene e nel Sud Italia. L’altra variante, nota come greco orientale, venne utilizzato nell’attuale Turchia e dagli Ateniesi, e alla fine dal resto del mondo che parlava greco. Dopo la prima scrittura da destra a sinistra, i greci alla fine scelsero di scrivere da sinistra a destra, a differenza dei Fenici che scrivevano da destra a sinistra. Il greco è a sua volta la fonte di tutti i moderni alfabeti d’Europa.

Il più diffuso discendente del greco fu l’alfabeto latino, dal nome dei Latini, un popolo italiano che venne a dominare l’Europa, con l’ascesa di Roma. I Romani impararono a scrivere intorno al V secolo a.C. dalla civiltà etrusca, che usava una serie di scritture italiche derivate dai greci occidentali. A causa del predominio culturale dell’impero romano, le altre scritture italiche sparirono e la lingua etrusca è in gran parte andata perduta.

Le scritture italiche ispirarono l’alfabeto runico che fu alla base della scrittura inglese. Questa però era ancora rara fino al VI secolo, quando la lingua latina e il suo sistema di scrittura vennero portati in Gran Bretagna da Agostino di Canterbury insieme alla religione cristiana. I sovrani sassoni adottarono rapidamente la scrittura alla propria lingua, producendo uno dei primi corpus superstiti della letteratura europea in una lingua diversa dal greco o dal latino.

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