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TRAMWAY ELECTRIQUE DE ROME A CIVITA-CASTELLANA #Scripofilia

La tramvia Roma-Civitacastellana a scartamento ridotto fu la prima parte della linea, pure a scartamento ridotto, Roma-Civitacastellana-Viterbo, progenitrice della attuale linea a scartamento normale Roma-Civitacastellana-Viterbo ex SRFN, oggi del COTRAL; la linea a scartamento ridotto andò sempre sotto il nome di ferrotramvia, essendo nata come unione di due linee, la “tramvia” in sede stradale Roma-Civitacastellana e la “ferrovia” in sede propria Civitacastellana-Viterbo. Non ebbe lunga vita: aperta all’esercizio nel 1906 fu sostituita nel 1932 dall’attuale ferrovia.

La linea fu creata, almeno inizialmente, più per il traffico merci che per quello viaggiatori e sua caratteristica fu quindi il notevole numero di raccordi, alcuni stabiliti talvolta con carattere di provvisorietà come quelli che servirono all’edificazione di vaste aree dei quartieri Trionfale e delle Vittorie in Roma, per il trasporto dei materiali di cava. In effetti, in vicinanza di Roma la linea ricalcava il percorso di una antica ferrovia a scartamento normale, la Ferrovia delle cave , che univa le cave di Grottarossa ai Prati di Castello.

Il realizzatore della tramvia Roma-Civitacastellana fu l’ing. Ettore Angelelli, che ne fu anche il primo direttore. L’Angelelli trovò appoggio finanziario dalla banca belga Ryckaert e fu quindi fondata la Ryckaert, Renders & Co. che ottenne la concessione il 4 luglio 1904; a questa società subentrò la Società anonima della tramvia Roma-Civitacastellana , fondata a Bruxelles il 28 settembre dello stesso anno. Fu stabilito di usare lo scartamento metrico e la trazione elettrica a corrente monofase e si trattò, all’epoca, della più lunga linea monofase in Europa; non fu una scelta felice, come successivamente si vide.

Il lavori si avviarono il 27 aprile 1905 con un cantiere in viale Lazio, oggi viale Tor di Quinto, in Roma; una prima corsa di prova ebbe luogo il 31 marzo 1906 con una locomotiva a vapore tra Roma e Civitacastellana, mentre la prima corsa a trazione elettrica si ebbe il 23 settembre; il 10 ottobre venne aperta all’esercizio la tratta urbana tra piazza della Libertà e ponte Milvio in Roma e l’intera linea fu inaugurata il 27 dicembre. La tramvia Roma-Civitacastellana risultò lunga 53,38 km, a binario unico.

L’esistenza della tramvia Roma-Civitacastellana terminerà formalmente nel 1908, quando la Società otterrà la concessione per il prolungamento della linea a Viterbo e cambierà il nome in Società anonima della tramvia e ferrovia elettrica Roma-Civitacastellana-Viterbo. Nel 1911, poco prima dell’attivazione della tratta ferroviaria per Viterbo, sarà inaugurato un servizio urbano da p. della Libertà a Ponte Milvio e ai Due Ponti.

Tracciato

La linea parte da piazza della Libertà, in Roma, dove è stata eretta una stazioncina in stile floreale; segue il lungotevere Michelangelo deviando a sinistra, all’incirca nella futura piazza delle Cinque Giornate, per imboccare il viale delle Milizie ( fino al 1974 uno spezzone di binario a scartamento ridotto con rotaie Phoenix rimasto nell’asfalto testimonierà qui la vecchia tramvia ); tenendosi sulla sinistra del viale arriva all’incrocio di quella che sarà via Barletta, dove con un’ampia curva a destra imbocca viale Angelico, sul quale si mantiene sul lato destro; qui, prima del deposito Vittoria delle tramvie municipali, è situato lo scalo merci della linea.

Dopo la barriera Angelica [in seguito piazza maresciallo Giardino] la linea segue la strada sempre denominata viale Angelico e, passando per le località Olmo e Farnesina, raggiunge il piazzale di ponte Milvio.

E’ oggi impossibile ricostruire esattamente il percorso del binario, a causa delle grandi modifiche avvenute nella zona con la costruzione del foro Mussolini: la strada primitiva era a livello molto più basso dell’attuale, posta all’incirca dove fino a pochi anni orsono si trovava l’Osteria del Cucurucù (il fabbricato esiste ancora).

La fermata di ponte Milvio, a 4,54 km da piazza della Libertà, è posta prima del piazzale, che è poi traversato diagonalmente incrociando i binari tranviari della SRTO, per imboccare viale Lazio [viale Tor di Quinto].

Si arriva alla stazione Tor di Quinto con annessi deposito e officina [a ridosso dell’attuale sottostazione ENEL]; dopo la stazione Ippodromo la linea raggiunge la via Flaminia che impegna mantenendosi sulla destra, seguendola poi nel suo tormentato profilo piano-altimetrico e incontrando successivamente le stazioni indicate nel prospetto sotto riportato.

Al km 52 della Flaminia la linea piega a sinistra per superare il fiume Treia su un ponte a quattro archi; questo ponte, travolto da una piena nel 1924, sarà sostituito da una struttura provvisoria in legno, rimasta in funzione fino alla chiusura della tramvia. Seguendo la vecchia strada, la linea si arrampica infine fino a Civitacastellana, dove termina alla stazione con annesso deposito posta in corso Umberto I.

I certificati emessi 

Oggi ci concentriamo su una azione di fondazione, emessa nel 1904, documento di particolare pregio storico collezionistico.Per maggiori informazioni, vi consiglio di consultare questo link. N.B.: La scheda è riferita ad un documento di esempio attualmente presente, in circolazione si possono trovare altre azioni di questo stesso anno e di anni successivi, con colorazioni differenti.

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Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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