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LA LETTERA POSTALE 1861 – 1961

Nel linguaggio comune si definisce lettera una comunicazione scritta inviata a persone, società od enti.
Nel linguaggio postale ufficialmente è così definita: “Art. 80 – Per lettera s’intende qualsiasi comunicazione scritta chiusa od aperta, di uno o più fogli, munita d’indirizzo, che costituisca una corrispondenza attuale fra due o più persone”, si stabilì perciò che fosse una comunicazione attuale di interesse specifico del destinatario, che fosse stata scritta appositamente per lui e che godesse del segreto epistolare; infatti esulavano da questa definizione tutta una serie di comunicazioni scritte aventi altre definizioni come: le stampe, le circolari, i manoscritti, i giornali, ecc..

busta_prefilatelica_1853
Busta di tipo moderno spedita da Pisa a Milano nel 1853, il sigillo ha impresso l’aquila bicipite dell’I.R. Austriaco.
serie_buste
Confronto fra le dimensioni minime e massime usuali delle corrispondenze.

Il regolamento proseguiva:
“Art. 81- Le lettere ordinarie non debbono contenere denaro, carte od altri oggetti di valore, altrimenti sono assogettate al trattamento della raccomandazione d’ufficio di cui all’art. 168. Possono essere chiuse in busta di qualunque forma e colore od essere piegate o suggellate altrimenti, od essere spedite anche aperte. E’ ammesso l’uso di buste sulle quali siano stampati annunzi commerciali, o rechino indicazioni estranee all’indirizzo. …..”

Il paradosso della raccomandazione d’ufficio (al doppio del normale) è che era applicato solo per l’interno giacchè quelle per l’estero erano raccomandate con questa motivazione:
“… per semplice cautela, gratuitamente cioè senza veruna sovratassa, non essendo consentito dagli accordi internazionali….”

Per varie ragioni di carattere economico e sociale si ritenne di dare delle agevolazioni ad altre categorie di utenti creando oggetti postali che avevano altre caratteristiche, perciò le cose si complicarono ulteriormente con la creazione di altri oggetti postali come : le fatture commerciali, gli estratti conto, le partecipazioni e i biglietti da visita, i campioni senza valore ecc.

Tutte queste categorie di oggetti postali avevano una tariffa inferiore alla lettera e per poter godere della riduzione avevano dovuto rinunciare alla segretezza ed essere spediti aperti per l’ispezione postale; infatti sulle corrispondenze a tariffa ridotta, specie sulle stampe, si trovavano talvolta i bolli lineari manuali “VERIFICATO” che ne testimoniavano il controllo, solitamente applicato statisticamente, anche se i controllori (in seguito diventati verificatori) avrebbero dovuto controllarle tutte.

In antico la lettera era formata da un foglio scritto ripiegato (la lettera vera e propria) che poteva essere spedito tal quale oppure dopo averlo inserito in un secondo foglio ripiegato denominato “sovraccoperta”; questo secondo metodo era meno usato perchè la tassazione era basata sul numero dei fogli e in funzione della distanza, per tale motivo anche le buste (considerate anch’esse un foglio) ebbero scarsa diffusione iniziale; per preservare il segreto epistolare tutte le lettere venivano sigillate a caldo con ceralacca o con ostie di gomma arabica (i primi adesivi a fusione)
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Quando si modernizzò il sistema postale verso la metà dell’800 (coincidente con l’invenzione del francobollo) e si cominciò a far pagare la tassa in base al peso, applicando una tariffa uniforme sul territorio nazionale, si diffusero le buste più eleganti e pratiche e la carta da lettera diventò più leggera mantenendo il peso sotto i 15 grammi.
Le buste erano state inventate nel Settecento ripiegando gli angoli di un foglio e sigillando i lembi in un punto centrale; poi l’industria migliorò il sistema incollandone i tre lati e lasciando il terzo preincollato da inumidire per la chiusura.
Naturalmente la sigillatura della busta con colla si prestava a manomissioni; spesso perciò veniva anch’essa sigillata usando ceralacca od ostie di gomma arabica poste nella parte centrale del retro, con impressi sigilli e segni personalizzati per far riconoscere immediatamente al destinatario il mittente. La versione moderna di detti sigilli sono stati i “chiudilettera”.

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