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Fede di battesimo Chiesa Sant’Orsola a Chiaia 1827

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Il documento di cui ci occupiamo oggi è una fede di battesimo della storica chiesa di Sant’Orsola a Chiaia (o di Sant’Orsola dei Mercedari Spagnoli, o anche Parrocchia di Santa Maria della Mercede a Chiaia). Si tratta di una chiesa di Napoli situata in largo Sant’Orsola lungo via Chiaia. La zona di appartenenza della chiesa viene inclusa nelle mura cittadine soltanto nel 1533 in seguito all’espansione decretata dal viceré Pedro de Toledo, che comporta l’edificazione di numerose case e palazzi, tra i quali il più prestigioso, tuttora esistente, era quello dei Carafa di Stigliano, diventato poi dei Giudice, principi di Cellamare, da cui deriva il nome attuale.
La struttura religiosa, in passato, altro non è che una piccola cappella gentilizia costruita intorno alla metà del XVI secolo dal nobile spagnolo Annibale de Troyanis y Mortella e dedicata a Sant’Orsola.

Nel 1569 viene donata ai padri dell’Ordine di Santa Maria della Mercede, che nel 1576 la demoliscono per far posto ad una fabbrica più grande a cui viene annesso il nuovo convento. Nel 1850 la chiesa viene rifatta e nel 1875 il chiostro, che ospita il cimitero dei monaci, è demolito per far posto al Teatro Sannazaro. Il convento continua ad essere abitato dai Padri Mercedari fino al 1923. Questi ultimi costituiscono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i frati di questo ordine mendicante pospongono al loro nome la sigla O. de M.

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L’ordine viene fondato a Barcellona il 10 agosto 1218 da Pietro Nolasco con lo scopo di liberare i prigionieri cristiani fatti schiavi dei musulmani (a tal fine, i mercedari aggiungono ai tre voti consueti un quarto voto, detto “di redenzione”, mediante il quale si impegnano a sostituire con la loro persona i prigionieri in pericolo di rinnegare la fede) e viene approvato il 17 gennaio 1235 da papa Gregorio IX, che assegna ai religiosi come norma fondamentale la regola di sant’Agostino.

In origine l’ordine ha un carattere laicale e militare ma agli inizi del XIV secolo la componente clericale diventa prevalente e i maestri generali iniziano a essere eletti tra i sacerdoti. I mercedari vengono assimilati agli ordini mendicanti nel 1690. Nello spirito della riforma che segue il concilio di Trento l’ordine si divide in un ramo “calzato” e in uno “scalzo”, divenuto poi indipendente. Dopo la scomparsa della schiavitù i mercedari si specializzano nell’insegnamento e nell’apostolato missionario: dopo il concilio Vaticano II, secondo lo spirito del fondatore, i frati riprendono il contrasto alle nuove forme di schiavitù di carattere politico, sociale e psicologico.

 

A  livello collezionistico il valore è di circa 450 euro. Ma la sua conservazione e rarità sono indici di una  rivalutazione futura. Anche in questo caso consigliamo acquisti da centri certificati che possano anche emettere documenti di autentica visti i falsi che vengono ritrovati.

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Alberto PUPPO
Founder of: SCRIPOMUSEUM.COM Historical digital Museum for collector of stock and bond, MUSEUM ON THE HISTORY OF FINANCE"SCRIPOMUSEUM.COM".
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