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2 PARTE AEREOFILIA – L’AEREOGRAMMA

Il documento postale volato prende nome di “aerogramma” ed è senza dubbio il più importante oggetto dell’aerofilia. Elementi dell’aerogramma sono: la busta, i francobolli, gli annulli, i timbri e le etichette di servizio. La busta può essere di fabbricazione privata o preparata appositamente per un determinato volo da un ente promotore che talvolta coincide con la compagnia aerea organizzatrice. I francobolli testimoniano la tariffa postale richiesta e possono essere di posta aerea o di posta ordinaria oppure di una mescolanza dei due tipi. L’annullo sui francobolli reca sempre la data di partenza ed è quindi una prova fondamentale dell’evento aeronautico. I timbri, detti anche “cachet”, in genere riportano diciture inerenti al volo come ad esempio la scritta “primo volo”. In occasioni speciali gli aerogrammi sono firmati dai piloti. Un tipo particolare di aerogramma è quello detto “crash cover” in quanto costituisce una prova di un’interruzione di volo determinata da un incidente aereo. Sui crash cover possono essere visibili tracce di bruciatura in caso di incendio o tracce di permanenza in acqua nel caso di ammaraggio.

I primi documenti che fanno esplicito riferimento al volo risalgono al 1500, anche se tale termine era inteso come sinonimo di urgenza, si può già configurare l’aspirazione umana al volo. In tali documenti, che sono lettere mercantili viaggiate nel nord Italia, è di fatto riportato il termine “volando” per indicare alle staffette di recapitare le missive con la massima urgenza.

Nel 1784 si ebbe il primo vero volo con trasporto di messaggi. L’americano John Jeffries, alla guida di un pallone aerostatico, lanciò su Londra alcuni volantini portanti messaggi di pace. Nello stesso anno l’Italiano Vincenzo Lunardi nel corso di un’ascensione con il suo pallone, alla presenza del Principe di Galles, per un errore di manovra precipitò causando la morte di uno spettatore. Profondamente scosso dall’episodio e criticato negativamente dall’opinione pubblica, decise di ripetere l’esperimento nel 1786 ed a titolo di profondo rammarico lancio dal pallone un messaggio di condoglianze.

I due episodi fecero scuola e molti altri aeronauti effettuarono lanci di messaggi perché venissero raccolti dalla folla come ricordo della loro ascensione. Molti contenevano sonetti espressamente composti per la circostanza.

Nel 1858 l’americano John Wise trasportò sul pallone “Jupiter” 123 lettere. da Lafayette (Indiana) a New York. Tutte le lettere erano affrancate con un valore da 3 centesimi e contenevano la scrittura manuale: “Via Ballon Jupiter”. Questo rappresenta il primo trasporto aereo di posta affrancata effettuato al mondo. Delle lettere solamente una è giunta a noi ed è conservata al National Postal Museum degli Stati Uniti.

Veri tentativi occasionali di trasporto postale furono fatti nella seconda metà del 1800 tra i quali è bene annoverare quello del 16 settembre 1870, quando da Metz partì un piccolo aerostato contenente 7000 lettere. La città, trovatasi sotto assedio da parte dei Prussiani, escogitò tale trasporto postale per inviare la posta fuori dalla città.

Anche Parigi finisce sotto assedio prussiano e presto si trova a dover risolvere il problema dell’isolamento a cui è sottoposta: problema tanto più grave se si considera il ruolo di “capitale” che la città svolge. Una via praticabile viene individuata proprio in quella aerea ed il 26 settembre, dopo alcuni esperimenti, le Poste di Parigi istituiscono un vero e proprio servizio aereo di posta: il primo al mondo.

I decreti che autorizzano il servizio sono due e specificano che: il peso delle lettere spedite in aerostato non deve superare i 4 grammi, l’affrancatura delle lettere è obbligatoria e la tariffa è di 20 centesimi. I palloni usati prevedono a bordo anche un equipaggio e per tale motivo vengono denominati “Ballon Montés”. Molte lettere trasportate riportano quindi la scritta “par ballon montes” con la quale si richiedeva espressamente il servizio.

Nel 1877 l’americano Samuel Archer King ebbe l’idea di applicare alla corrispondenza trasportata sui palloni una vignetta azzurra con la scritta “Ballon Postage”, la raffigurazione di un aerostato ed il valore di 5 centesimi. Serviva da porto supplementare all’affrancatura con valori di posta ordinaria e rappresenta un vero precursore dei francobolli di posta aerea.

Nel 1899 la Nuova Zelanda organizzò un vero e proprio servizio di posta usando i piccioni viaggiatori. Tale metodo in realtà già abbondantemente usato, prevedeva come novità l’uso di appositi francobolli che presero il nome di pigeongrams ed una scrupolosa organizzazione dei “voli”.

L’epoca dei precursori viene chiusa nel 1903 quando i fratelli Orville e Wilbur Wright creano il primo vero aeroplano.

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