CollezionismoNumismatica

BRETTON WOODS E L’ABBANDONO DI OGNI LEGAME CON L’ORO

La sequenza di svalutazioni prodottesi per fronteggiare la crisi del 1929 mette in crisi il sistema aureo e le aree monetarie che esso aveva creato.

La soluzione che viene escogitata durante la Conferenza di Bretton Woods del 1944 durante la fase di creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, consiste nel prevedere finanziamenti da parte dei paesi in surplus (primo fra tutti, gli USA) a favore dei paesi in deficit.

photo2-11
Le riserve in oro delle singole banche centrali perdono il ruolo di primo piano giocato fino a quel momento e lasciano spazio al dollaro, come moneta alla base del sistema monetario internazionale. Pertanto le riserve delle banche centrali saranno da allora in poi costituite soprattutto da riserve valutarie (prevalentemente in dollari) nonché da titoli di stato esteri.

A sua volta, però, il dollaro rimane convertibile in oro e la Federal Reserve conserva buona parte delle riserve auree mondiali nel “forziere-fortezza” di Fort Knox, nel Kentucky.

L’abbandono di ogni legame con l’oro

Anche il sistema di Bretton Woods non regge alla prova del mercato e di una economia che diventa sempre più complessa e nella quale operano interessi sempre più consistenti. La fine della convertibilità del dollaro in oro viene decretata dal presidente statunitense Nixon quando appare chiaro che il sistema è troppo oneroso per gli USA.
BrettonWoods
Si passa così nel 1971 ad un sistema di cambi flessibili: i deficit non generano più flussi di oro o di altri beni a favore del paese in surplus, ma danno luogo a svalutazioni delle monete.

Teoricamente qualunque metallo può essere riserva o materiale di conio della moneta. Quando la moneta inizia a essere stampata su carta o su un supporto metallico che non ha un valore (se fuso e rivenduto) pari a quello nominale, quantità dello stesso materiale vengono accumulate a riserva. Il passaggio alle riserve si ha quando l’oro o il metallo di conio non è disponibile in quantità sufficienti per le monete che si vogliono emettere.

Dapprima si coniano monete con una quantità di metallo inferiore al valore nominale, progressivamente ridotta. I forzieri e le riserve non sono accessibili pubblicamente e non è possibile accertare il loro ammontare effettivo.

Le autorità monetarie possono quindi emettere moneta nella quantità desiderata e non più in base alla quantità di oro o di altri metalli preziosi presenti nei propri forzieri.

Con riferimento a questi strumenti di pagamento, privi di qualsiasi contropartita in beni, si usa l’espressione moneta legale (o moneta a corso legale), in contrapposizione al concetto di moneta merce.

Per misurare la quantità di moneta presente in un sistema economico, si utilizzano gli aggregati monetari: M0, M1, M2, M3.

Translate