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ANONIMA SOCIETA’ COOPERATIVA DI CONSUMO DENOM. SOC. MANTOVANA DI PANIFICIO 1874 di Alberto PUPPO

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mantovana-panificioOggi parliamo di un titolo estremamente raro emanato negli anni settanta dell’Ottocento dalla Anonima società cooperativa di consumo denominata Società Mantovana di Panificio. La società nasce grazie all’autorizzazione di un decreto reale del 15 novembre 1874.

Ma cosa s’intende per cooperativa di consumo? È una società cooperativa tra consumatori per ottenere prodotti di consumo a prezzi migliori di quelli di mercato. Le persone (consumatori) che si uniscono per formare una cooperativa di consumatori vengono chiamati soci perché sono a tutti gli effetti i veri proprietari della cooperativa. Oggi per iscriversi all’ Albo nazionale degli enti cooperativi e godere delle agevolazioni esistenti devono avere almeno 50 soci. Queste cooperative hanno come principio cardine la mutualità, cioè l’aiuto, l’assistenza e il supporto reciproco tra soci, per ottenere un miglioramento complessivo degli standard di vita. Nel nostro Paese numerose cooperative di consumatori si sono unite in un consorzio di cooperative chiamato Coop Italia, il quale si occupa di gestire per conto delle cooperative aderenti gli acquisti, i test di qualità sui prodotti, le campagne pubblicitarie e molto altro. Un altro ente che rappresenta le cooperative di consumatori in Italia è l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori. Il documento di oggi ci permette di tracciare brevemente la storia di Mantova nell’Ottocento, in particolare dalla Restaurazione all’Unità d’Italia. Certo, la città conosce il suo massimo splendore durante il Rinascimento grazie ai Gonzaga.

La nobile famiglia si apre al mecenatismo culturale ed artistico, coinvolgendo artisti come Andrea Mantegna e dando il via ad un’intensa stagione costruttiva e decorativa che contribuisce a farla diventare una delle più belle e caratteristiche città d’Italia. La decadenza dei Gonzaga si materializza col sacco dei lanzichenecchi nel 1629 e la terribile epidemia di peste che colpisce la zona. La famiglia abbandona così il mecenatismo culturale ed è ormai ridotta in miseria. Espulso l’ultimo duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nerves, si chiude la gloriosa parabola dei Gonzaga di Mantova. Al loro posto s’insediano i Savoia che annettono la città al Ducato.  Nell’Ottocento, dopo la dominazione delle truppe napoleoniche, Mantova torna sotto gli austriaci che ne fanno uno dei capisaldi del Quadrilatero difensivo costituito dalle altre tre piazzeforti di Peschiera, Verona, Legnago.

Mantova diventa, per la sua posizione strategica, protagonista del Risorgimento italiano. La città si trasforma praticamente in un’enorme caserma dove erano acquartierati ben 10mila soldati provenienti dalle diverse nazioni inglobate nell’impero d’Austria. I mantovani non accettano però questo stato di fatto e in città incominciano a diffondersi le idee d’indipendenza ed unità d’Italia. Per tutta risposta Vienna militarizza la zona e impone lo stato d’assedio dal 2 aprile 1848 al 30 aprile 1854. Numerosi patrioti vengono uccisi dagli austriaci, in particolare ricordiamo le esecuzioni dei Martiri di Belfiore, patrioti appartenenti al comitato rivoluzionario mazziniano che era stato istituito con la loro prima riunione del 2 novembre 1850, sotto la guida di Enrico Tazzoli, Attilio Mori e Giovanni Acerbi.

La città conosce anni di repressione e scontri. Solo nel 1866, successivamente alla Terza Guerra di Indipendenza e al plebiscito del 21 e 22 ottobre, Mantova, assieme al Veneto e al Friuli, entra a far parte del Regno d’Italia.

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Alberto PUPPO
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