CollezionismoFilatelia

4 PARTE MARCOFILIA ANNULLI REGNO D’ITALIA

Durante gli eventi risorgimentali che portarono l’unificazione della Nazione i territori conquistati dal Regno di Sardegna erano soggetti all’introduzione del sistema postale in uso nello stesso. Talvolta successe che tale pratica necessitasse dell’apertura sommaria di uffici postali che rimanevano privi di annulli e timbri costringendo i gestori a ricorrere ad una bollatura di emergenza effettuata manualmente o con mezzi di fortuna .

Con la Legge di riforma postale del 1º gennaio 1863 i sistemi di bollatura del Regno di Sardegna venivano estesi al Regno d’Italia. Tali sistemi erano composti da una serie di timbri come segue:

bolli a cerchio con indicazione dell’ora riservati agli uffici più importanti
bolli a doppio cerchio con rosetta o indicazione della provincia o della regione per uffici secondari
bolli a doppio cerchio con lettera in basso per gli uffici: mandamentali (D), comunali (C) e rurali (R).
timbri lineari per indicare il servizio richiesto: assicurata, raccomandata
timbri lineari di servizio: affrancatura insufficiente, via di mare, ecc.
Nel 1863 con normativa raccolta nel Bullettino postale 1863 n° 11 fu reso obbligatorio il “bollo preventivo” da apporsi sugli avvisi inoltrati dalle ferrovie ai destinatari di spedizioni in giacenza. Il costo era di 5 centesimi riportati al centro del bollo tondo e che aveva ai bordi la dicitura “AVVISI FRANCHI”.

Nel 1864 venne introdotto il “bollo del luogo d’origine” riservato ai servizi di collettoria ovvero agli incaricati di ritirare la posta nei comuni sprovvisti di ufficio postale. Si trattava di un bollo lineare che venne dato in uso ai collettori dopo un primo periodo nel quale era riservato agli uffici postali.

Nel 1866 gli uffici postali vennero dotati di annullatori numerali a punti che grazie al diverso numero riuscivano ad evitare che con un bollo se ne coprisse un altro per frodare la posta. Sulla corrispondenza era quindi apposto anche il timbro con le indicazioni della data oltre che l’annullo sul francobollo riportante il numero distintivo dell’ufficio..

Nel 1877 gli annulli numerali a punti vengono sostituiti con quelli numerali a sbarre ed i timbri a doppio cerchio con quelli ad un solo cerchio ma di grande formato. Contemporaneamente sono introdotte, da prima a Firenze, le nuove macchine per la bollatura funzionanti a pedali e prodotte dalla ditta “Officine Enrico Dani” con le quali si facilitava il lavoro degli impiegati addetti. I timbri apposti con questa macchina lasciavano impronte molto nitide e parallele. Tali annulli vengono chiamati “duplex” o anche “cannocchiale”.

Il 1º luglio del 1883 fu posto in uso un nuovo bollo di forma ottagonale e destinato alle collettorie di prima classe e nel 1887 quelle di seconda classe vengono fornite di bollo quadrato ad angoli arrotondati. Il primo luglio per i corrieri postali ed i messaggeri venne introdotto un bollo datario quadrangolare con data e località mobile. La lettera “T” indicava il treno e la “C” le vie navigabili.

Nel 1890 l’amministrazione postale cerca di riunire in un solo strumento bollo e timbratura creando un bollo circolare posto dentro un quadrato a sbarre e detto “tondo-riquadrato”. L’ideatore fu Lodovico Josz che fin dal 1888 era incaricato di studiare soluzioni alle bollature dal ministero preposto. La prima data d’uso di questo tipo di bollo è il 14 gennaio 1890 presso l’ufficio Roma succursale 14. Successivamente viene introdotto un annullo a doppio cerchio con la dicitura della località al centro linearmente la data; tra la data ed il doppio cerchio si creano così due lunette che vengono riempite con barre verticali: questo modello resterà in uso per tutta la durata del Regno anche se subirà frequenti modifiche.

Nel 1901 gli uffici postali di Roma e Napoli furono dotati di obliteratrici meccaniche Bieckerdike a bandiera che, analogamente a quelle a pedale ma tramite l’uso dell’energia elettrica, imprimevano timbro ed annullo nell’ordine di 250 al minuto. L’annullo era costituito dal disegno di una bandiera con le iniziali di Vittorio Emanuele III.

Nel 1908 tutti gli uffici vengono lentamente dotati di bolli di tipo Güller con lunette che divennero così famosi da essere ancora oggi simbolo universale della timbratura postale.

Nel 1911 furono adoperate obliteratrici meccaniche della ditta Flyer che potevano sostituire la targhetta con delle linee orizzontali andando a formare l’annullo detto “a linee orizzontali”. Sul timbro ideato in tre righe, dal 1928 venne posto l’anno dell’era fascista.

Translate