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3 PARTE: STORIA DEL SERVIZIO POSTALE

Schermata 2016-03-10 alle 17.44.35I servizi furono regolamentati dallo stato che si arrogò anche il diritto di privativa della “posta lettere” cioè l’esclusiva della raccolta e del trasporto delle lettere rendendolo molto più sicuro e regolare.
Tale servizio venne esteso anche ai piccoli centri chiamando i Comuni a partecipare alle spese. Nasce in quel periodo la raccomandazione per il trasporto degli oggetti di valore.
Dopo la caduta di Napoleone il sistema da lui creato rimase (con poche varianti) in tutta l’Europa, ed anche in Italia si trasformarono le poste con criteri moderni.

I Savoia, ritornati a Torino dopo il Congresso di Vienna, restaurarono il vecchio ordinamento del Regno di Sardegna ma diedero alla posta un nuovo impianto normativo (negli altri Antichi Stati esistevano notevoli differenze a questo riguardo) che fu il primo regolamento organico delle “poste Sarde”; venne introdotto nel 1818 con un decreto di Vittorio Emanuele I° ( “……viene regolamentato il trasporto delle persone, delle merci, e delle missive, rispettivamente denominate : posta cavalli e posta lettere………..”)

Con la posta cavalli venne creato un regolare servizio pubblico di trasporto persone e merci dato in concessione a terzi, la posta lettere imponeva l’esclusiva dello stato alla raccolta e trasporto delle missive e le sue regole (gli scritti erano fisicamente trasportati dai postiglioni, dai corrieri, dalle staffette, dai pedoni ecc.)
Il “postiglione” (che collegava le poste) annunciava il suo arrivo nell’abitato con il “corno di posta” diventato in tempi moderni l’emblema del servizio postale.
In sostanza era stato adottato il sistema organizzativo simile a quello creato dalla Rivoluzione Francese; venne istituito un ministero che sovraintendeva alle “poste”, dettava le regole, ma si serviva di pochi impiegati per il controllo di un servizio delegato ai privati e pagato dagli utenti. Alcuni addetti alle poste non avevano nemmeno uno stipendio ma solo una percentuale sull’incasso dell’ufficio di appartenenza ed altri erano nominati volontari senza stipendio solo dopo un severo esame! (nella speranza di poter entrare in ruolo successivamente).

Il servizio però funzionava, ne abbiamo un esempio dalla lettera sottostante, partita da Milano (Impero Austriaco) il 24 Dicembre 1856 (in pieno inverno, e a Natale !!) e arrivata a Lione (Regno di Francia ) passando dal Regno di Sardegna (dal Piemonte e dalle Alpi !!) attraverso il Valico del Moncenisio con la “corriera” in soli 3 giorni! (la corriera, all’epoca, era una carrozza trainata da tre cavalli, se senza passeggeri, o da cinque cavalli se con passeggeri, come è puntigliosamente specificato nei regolamenti; il termine “corriera” è rimasto nel nostro lessico per indicare un servizio locale di trasporto).

Successivamente le Ferrovie sconvolsero il mondo delle poste; fecero cadere il volume dei traffici effettuati con le diligenze, poiché il servizio postale venne affidato al nuovo mezzo meccanico, più veloce e molto più economico delle staffette, dei postiglioni e delle carrozze leggere dei corrieri definite “seggiole”, modificando profondamente il servizio.
La rivoluzione ferroviaria ridisegnò il sistema delle Poste in senso moderno per i successivi centocinquant’anni. In questo periodo si completarono e modificarono i metodi per accelerare e migliorare il movimento della posta e la consegna delle lettere.
Poichè con le modifiche al trasporto causato dal moderno affermarsi della ferrovia e del motore a scoppio sparì la “posta cavalli”, il termine “posta lettere” col tempo divenne “posta”, sufficiente a descrivere il servizio postale.
Nel 1889 l’Amministrazione delle Poste e il servizio Telegrafico, fino ad allora dipendenti dal Ministero dei Lavori Pubblici, vennero fusi creando il Ministero delle Poste e dei Telegrafi; il nuovo ministero attuò una totale ristrutturazione del servizio postale introducendo anche nuovi servizi. Il servizio telegrafico, per adeguarlo alle tumultuose trasformazioni della società, venne dotato di linee adeguate e apparati ricetrasmittenti dislocati in modo capillare su tutto il territorio.
Gli addetti al servizio delle comunicazioni (denominati postelegrafonici) in quel periodo vennero muniti di divise di stile militare; il loro numero toccò complessivamente le 23.000 unità a cui vanno aggiunti 12.000 procaccia e agenti rurali alle dipendenze dei comuni che si erano dotati di ufficio postale.

Il nuovo ministero attuò una totale ristrutturazione anche dei servizi postali offerti agli utenti, introducendo molti cambiamenti per una maggiore efficienza, si migliorarono le modalità di esecuzione a quelli già prestati. Come fondamento della ristrutturazione della Amministrazione Postale era stata pubblicata nel 1908 una “summa” delle innumerevoli istruzioni elaborate nel tempo: l’Istruzione sul Servizio delle Corrispondenze Postali. Negli anni si era nel frattempo completato il servizio di recapito a domicilio e arricchito con nuovi servizi, fra i quali ricorderemo: l’espresso, l’assegno (o contrassegno), l’assicurazione; inoltre si fecero modifiche al biglietto postale, alla cartolina postale ed al servizio di recapito pacchi (tutti i servizi ebbero una nuova normativa ed anche la modulistica fu ritoccata).
Dopo la “Istruzione sul Servizio delle Corrispondenze Postali ”del 1908, il servizio si era ulteriormente consolidato e migliorato con l’introduzione nel 1936 del Codice Postale.

Si può affermare che il lasso di tempo fra il 1889 e il 1950 fu il periodo d’oro della posta italiana, per celerità e sicurezza rimasta ineguagliata (nonostante due guerre mondiali) rispetto al successivo mezzo secolo del Novecento. Dopo il 1950 tutto il personale facente parte del sistema postale, che era misto pubblico-privato, divenne solo pubblico e assunto alle dipendenze dello Stato. La proverbiale efficienza ottenuta in tanti anni, si incancrenì in un sindacalismo esasperato con mansioni rigidamente definite, che eliminò controlli e bollature, portando le Poste alla scandalosa inefficienza degli anni Ottanta.
Con l’inizio del secolo ventesimo si ebbe anche l’avvento delle nuove tecnologie che accelerarono ulteriormente la trasmissione delle notizie e abbassarono i costi modificandone sostanzialmente il metodo: invece di trasportare i corpi solidi, (gli scritti gravati dal peso della carta), si fecero viaggiare le onde elettromagnetiche risolvendo in un solo colpo gli annosi problemi del trasporto: il costo, la sicurezza e la velocità del messaggio.
Il telegrafo senza fili, la Radio, il Telefono, (chi non ricorda le vecchie telefoto?) integrarono il modo di comunicare della prima metà del “900 .

 

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