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3 Parte: Le Meridiane – Alba e tramonto, durate dei crepuscoli

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Una breve trattazione sulla misura del tempo deve includere anche alcune informazioni di carattere pratico le quali fanno parte di diritto dell’argomento ed inoltre possono avere anche utilità nella vita all’aria aperta. Tempo addietro fui invitato ad una breve chiacchierata in una sede del C.A.I.

Dopo aver accennato ai fondamenti dell’orientamento in montagna, all’osservazione del cielo stellato, al riconoscimento delle fondamentali costellazioni, utili per orientarci, ebbi l’idea di parlare di albe e tramonti e durate dei crepuscoli. Oggi, molti alpinisti di rango si cimentano nelle seven mountains. Con la locuzione Seven Summits (ˈsɛvən ˈsʌmɪts) (parola inglese per Sette cime o Sette vertici) sono indicate le montagne più alte per ciascuno dei sette continenti della Terra. Due di questi – il Kilimangiaro e (se si considera europeo il Caucaso) l’Elbrus – sono anche vulcani, sia pur inattivi.

Nel mondo dell’alpinismo, scalare tutte e sette le cime dei Seven Summits è considerato un importante traguardo. Il primo alpinista a riuscire nell’impresa è stato lo statunitense Richard Bass.
Spesso l’alpinista, pur essendo tecnicamente preparatissimo,dimentica oppure non sa’ che la durata del crepuscolo e’ molto differente alle nostre latitudini rispetto ad esempio a zone molto prossime all’equatore. Un normale crepuscolo dura circa 40 sulla catena alpina ed invece dura circa 15 in prossimità dell’equatore, ricordiamo che il Kilimangiaro e’ molto vicino all’equatore e fa’ parte delle famose Seven Mountains. Un errore di calcolo sulla durata del crepuscolo potrebbe creare seri problemi per il raggiungimento di un campo base o di un rifugio,tenuto conto che le cime sono quasi tutte abbondantemente sopra i 5000 metri sul livello del mare, anche il più piccolo errore potrebbe avere conseguenze tragiche.
solstizio

Come approccio iniziale possiamo dire che l’orario dell’alba e del tramonto varia di molto alle nostre latitudini durante l’anno ed invece cambia di poco via via che ci abbassiamo in latitudine, fino ad essere costante tutto l’anno per l’equatore. All’equatore la sfera celeste diviene retta ossia l’equatore celeste taglia l’orizzonte a perpendicolo, questo significa che ogni astro rimane sopra e sotto l’orizzonte un tempo identico, il Sole non fà alcuna eccezione, restando sempre 12 ore sopra e 12 ore sotto l’orizzonte.

Salendo in latitudine abbiamo un aumento considerevole delle ore di luce per ogni giorno mano a mano che aumenta la declinazione del Sole e la latitudine ,per meglio afferrare questo concetto basti dire che al sosltizio estivo nell’emisfero Nord la declinazione e’ massimo ed e’ pari a 23°26′ Nord, ossia il Sole è allo Zenit sopra il Tropico del Cancro, sommando a questo valore la nostra latitudine, ottenendo come risultato un valore superiore od uguale a 90° sappiamo che in quella località il Sole non tramontera’ mai. La latitudine minima per assistere quindi al bellissimo fenomeno del Sole di mezzanotte è quella avente latitudine di 66°34′ ossia la latitudine del circolo polare artico.A quella latitudine il giorno del solstizio estivo il Sole non tramonta e rimane a sfiorare l’orizzonte a mezzanotte. Capo Nord, posto a 72° gradi di latitudine, permette di osservare il fenomeno per circa 45 giorni a cavallo del solstizio estivo ossia fino a quando la somma frà la latitudine di Capo Nord ( fissa ) e la declinazione del Sole ( variabile ) rimane sopra il valore di 90°. La declinazione del Sole ossia la sua altezza sopra o sotto l’equatore passa da un valore di + 23°26′ al solstizio d’estate ( 21 giugno ) ad un valore di 0° durante gli equinozi di primavera e d’autunno ( 21 marzo e 22 settembre ) per poi scendere sotto l’ equatore ed avere un valore di – 23°26′ al solstizio d’inverno ( 21 dicembre ).

Pur essendo facilmente calcolabile con una formula di trigonometria, l’istante dell’alba e del tramonto del Sole, variabile in funzione della latitudine e della declinazione del Sole è fornita da quasi tutti gli strumenti GPS e da apposite tabelle consultabili sul web. Possiamo dire che alla latitudine media del Nord Italia ( 45° Nord ) al solstizio di giugno si hanno circa 15 ore e 45 minuti di luce, agli equinozi di marzo e settembre circa 12 ore di luce e al solstizio di dicembre circa 8 ore e 40 minuti di luce.Le ore del sorgere e del tramonto non sono state indicate perchè variabili con lo spostamento in longitudine e con l’inserimento dell’ora legale estiva. Parlando di crepuscoli, vengono tenuti in considerazione tre crepuscoli i quali iniziano dall’istante del tramonto del Sole: a) crepuscolo civile da quando il Sole tramonta a quando e’ 6° sotto l’orizzonte,b) crepuscolo nautico da 6° a 12° sotto l’orizzonte, c) crepuscolo astronomico da 12° a 18° sotto l’orizzonte.

Alle nostre latitudini tali crepuscoli hanno durata sensibilmente maggiore ai solstizi che durante gli equinozi e possono essere considerati per scopi utili di circa un’ora dopo il tramonto del Sole, stesso valore si adotta prima del sorgere del mattino. Per scopi utili si intende lo svolgimento di attività umane senza necessità di una fonte luminosa artificiale. In zone prossime all’equatore, tali valori divengono  circa la metà, e variano poco al variare delle stagioni. Osservando le tre foto allegate si chiarirà meglio il concetto. Il punto “senza movimento”  nella rotazione dell’ombra diurna e’ proprio l’equatore ed allontanandoci da esso vediamo come gli spostamenti siano via via piu’ cospicui salendo e scendendo in latitudine ossia allontanandoci dall’equatore.

Sperando abbiate avuto piacevole lettura, a presto.
Rodolfo Piralla

 

 

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Alberto PUPPO
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