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2 PARTE: STORIA DEL SERVIZIO POSTALE

Schermata 2016-03-10 alle 17.37.30Nel Cinquecento le manifatture artigianali ebbero uno sviluppo notevole trasformandosi da attività locali in vere e proprie fabbriche specializzate che esportavano in tutto il continente con la necessità di comunicare con i corrispondenti. E’ evidente che questo estendersi del servizio fu facilitato dalla diffusione della carta (breve storia della carta) meno ingombrante e costosa della pergamena
Le necessità del commercio svilupparono il sistema bancario, quello dei trasporti e delle comunicazioni, col risultato che molte persone ebbero la necessità di saper leggere e scrivere per comunicare a distanza.
Ecco realizzate le condizioni necessarie per lo sviluppo della posta; riassumendo:
la prima condizione è che molti sappiano leggere e scrivere, la seconda, che si abbiano relazioni con persone lontane o viaggianti, terza condizione, la disponibilità di un materiale per scrivere comodo, economico e facilmente trasportabile come la carta.

Abbiamo visto che il nome “posta” è derivato dalle antiche stazioni di sosta e cambio cavalli sulle strade di grande comunicazione. Esse fornivano stalle di ricovero per cavalcature, locande per vitto ed alloggio dei passeggeri e dei postiglioni (nel tempo si sono trasformate in alberghi di lusso col nome di Hotel Posta o simili, perchè il viaggiare era occupazione quasi esclusivamente di persone abbienti).
La “posta” era all’epoca sinonimo di circolazione veloce sia dei passeggeri che delle corrispondenze (lettere e gazzette di notizie), ed era il luogo dove le staffette dei corrieri si scambiavano i carichi di lettere prima di ritornare alle loro basi. Era un continuo spostarsi da una “posta” all’altra per il flusso della corrispondenza che non si fermava mai. L’emblema di queste stazioni (documentato da dipinti dell’epoca) era un cavaliere al galoppo. Questo modo di operare era limitato ai principali centri cittadini dell’Europa continentale raggiunti dalle grandi strade di comunicazione; praticamente solo le grandi città erano ben servite essendo esse stesse tappe e nodi degli assi stradali che come una ragnatela coprivano tutta l’Europa, e su cui viaggiavano le notizie e le merci.
Questi servizi nel tempo vennero definiti “ordinari” perchè erano effettuati ordinariamente cioè regolarmente. Esistevano cadenze giornaliere, settimanali e mensili perciò la frase “a stretto giro di posta” va intesa come cadenza dei viaggi di andata e ritorno dei corrieri e significava nel minor tempo possibile.

Tali servizi ordinari erano organizzati nello spazio come una ragnatela che copriva tutta l’Europa sugli assi di maggiore traffico confluenti nei nodi più importanti, e nel tempo con cadenze prestabilite e coincidenze viarie. In questi nodi di incontro delle grandi vie di comunicazione, da cui transitavano i corrieri internazionali, erano trasportate spesso anche “le gazzette” e gli “avvisi” cioè raccolte di fogli a stampa o vergati manualmente di notizie commerciali e non (gli antenati dei giornali !!), che erano distribuite agli abbonati o agli acquirenti magari interessati a guerre e vicende di natura politica. In tali nodi postali cittadini confluivano anche i procacci delle zone adiacenti con il loro carico di lettere da depositare pagando il trasporto dovuto per la continuazione del viaggio e ritirando le lettere che erano indirizzate nella zona di loro competenza, per le quali erano stati pagati al ritiro delle lettere “franche” da consegnare, oppure pagati a destino se non affrancate (definite “condannate” se la data di consegna era stabilita in anticipo). Nei giorni di arrivo dei vari corrieri, le stazioni postali dovevano preparare i pacchi delle lettere in partenza da consegnare per le varie destinazioni. La corrispondenza in arrivo veniva distribuita ai cittadini che, sapendo di dover ricevere della posta, si radunavano nell’ufficio.

Ad un livello inferiore di servizio erano costretti gli abitanti delle zone non toccate da nessun transito regolare (in un mondo essenzialmente agricolo), i “villani” spesso si arrangiavano approfittando di qualche viandante, di mercanti locali o di marinai che trasportavano le merci lungo le coste; questi per un compenso alla partenza e una più cospicua ricompensa all’arrivo (spesso sotto forma di vitto e alloggio, perchè alcuni campavano di questo) trasportavano lo scritto a destino o nelle città munite di “posta” da cui farle proseguire.

Il dover pagare al sovrano una “patente” e il considerare la corrispondenza come una merce su cui mettere tasse e gabelle lungo il percorso, fece gravare sulle lettere una tassazione pesante; infatti fino a tutto il 1700 il servizio postale rimase molto costoso e, a detta di documenti dell’epoca, a volte veramente poco affidabile.

E’ stata la Rivoluzione Francese che abbattendo il vecchio regime spazzò via anche il sistema organizzativo ormai superato delle poste. La riforma, completata da Napoleone sulla base del principio che il servizio era di tutti i cittadini e quindi doveva essere accessibile e poco costoso, gettò le basi del sistema moderno del traffico postale (fra l’altro stabilì l’obbligo della bollatura della corrispondenza con timbri di provenienza).

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