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3 PARTE MARCOFILIA ANNULLI ANTICHI STATI ITALIANI

Alla fine del 1700 gli uffici postali del Regno di Sardegna introdussero l’uso dell’annullamento distinguendo due tipi di bolli da usare: quello per la posta ordinaria e quello per la franchigia. Il bollo per la franchigia era destinato alla posta degli uffici pubblici o di eventuali enti che avevano l’autorizzazione a non pagare il servizio postale. Normalmente sulle lettere in franchigia erano apposti due bolli: quello di franchigia e quello dell’ufficio postale.

Il 2 aprile 1819 lo Stato Pontificio emanava le disposizioni per l’affrancatura in denaro della corrispondenza che prevedeva l’uso di un apposito timbro con la dicitura “Affrancata” accanto al quale doveva essere segnato l’importo di affrancatura ed impresso il bollo distintivo dell’ufficio postale.

Nel 1825 il Regno di Sardegna introduce un timbro per contrassegnare la posta in franchigia. Tale timbro di forma ovale con l’intestazione R.POSTE e indicazione dell’ufficio di utilizzo rimarrà poi in uso anche nel primo periodo del Regno d’Italia.

Nel 1848 il Regno di Sardegna con editto del 18 settembre adotta i bolli tondi a differenza dei precedenti rettangolari. I nuovi bolli entrarono in vigore il 1º luglio del 1849 . Nel caso in cui la tariffa della corrispondenza fosse pagata alla partenza, ovvero in “Porto Pagato”, sulla missiva era aggiunto il timbro delle due lettere “P.P.”

Nel 1851 le poste del Regno di Sardegna vennero dotate di un timbro a losanghe detto anche “timbro muto” in quanto non possedeva alcuna scritta. Era di formato rettangolare e composto da 40 rombi posti su otto file diagonali e di misura 22X17,5 mm. L’ultimo uso noto di questo particolare annullo e rappresentato da una cartolina spedita il 14 gennaio del 1912 attraverso la posta viaggiante lungo le linee di navigazione marittima per un percorso che andava da Homs (Libia) a Messina.

Nel 1859 gli uffici postali siciliani del Regno delle Due Sicilie furono dotati di un annullo a “ferro di cavallo” studiato appositamente dal pittore Carlo La Barbera. Questo particolare annullo permetteva di timbrare i francobolli senza deturpare l’effigie di Re Ferdinando di Borbone. Avvenuta la conquista dell’isola a seguito degli eventi che portarono all’unità italiana, lo stesso timbro fu usato in maniera deturpante per stampigliare delle corna sopra la fronte del sovrano caduto.

Nel 1860 su iniziativa dall’amministratore generale delle Poste del Regno delle Due Sicilie fu introdotto l’annullo detto “a svolazzo” in quanto consisteva nella parola “annullato” sistemata in maniera ondulata. Tale annullo si era reso necessario per consentire un più preciso uso da parte degli impiegati postali che talvolta non marcavano a dovere i francobolli favorendone così il riuso.

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