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TELEGRAFO PANTOGRAFICO CASELLI S.A. DI FRANCHI 100 1857 di Alberto PUPPO

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Oggi parliamo di un‘azione al portatore di cento Franchi effettivi, emanata a Firenze il 30 gennaio 1857, dalla Società anonima del telegrafo pantografico.

La società nasce per volere dell’abate Giovanni Caselli e dell’ingegnere parigino Paul Gustave Froment e ha come scopo quello di commercializzare il loro apparecchio. Un macchinario che per i suoi costi elevati viene utilizzato soprattutto da banchieri e agenti di cambio.

Ma che cos’è il pantelegrafo o telegrafo universale elettrochimico? Si tratta di un ingombrante apparecchio che può essere considerato un vero e proprio precursore del telefax. L’innovativo macchinario, ideato da Caselli, sale così agli onori delle cronache e dopo la sua invenzione, nel 1856, viene finanziato dal Granduca di Toscana.

Lo stesso imperatore Napoleone III è interessato allo sviluppo del pantelegrafo (insignisce Caselli anche della Legione d’Onore) e i primi anni della società fanno ben sperare. L’invenzione, poi brevettata nel 1861, ottiene un’ampia risonanza anche in Italia, tanto che Caselli viene insignito da Vittorio Emanuele II dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro.

Tuttavia la società è incapace di promuovere adeguatamente la nuova tecnologia in un momento di trasformazione dei sistemi di comunicazione e ciò a tutto vantaggio della trasmissione telegrafica, e fallisce prima della morte di Caselli nel 1891. La figura di questo inventore e abate richiama negli anni l’interesse di numerosi biografi. Giovanni Caselli nasce a Siena il 25 maggio del 1815 da Francesco e Colomba Molini e Giovanni Caselli. Giovanni si forma studiando fisica a Firenze sotto la guida di Leopoldo Nobili. Nel 1836 prende i voti e diventa abate. Insegna storia e lettere nelle scuole a Siena. Successivamente si trasferisce a Parma in veste di precettore dei figli del conte Luigi Sanvitale. Assieme a lui prende parte attiva ai movimenti risorgimentali della città cosa che lo porta ad essere espulso dal Ducato dopo la Restaurazione. Caselli torna nel granducato di Toscana e riprende a studiare fisica, la sua grande passione. In particolare approfondisce il sincronismo fra due apparati di telecomunicazione posti a notevole distanza. Si dà anche al giornalismo e nel 1854 fonda e dirige “La ricreazione”, un giornale di scienze fisiche e di arti di cui escono però solo nove numeri. Le sue esperienze di perfezionamento del telegrafo per poter trasmettere testi, manoscritti e grafica senza l’utilizzo dei segnali convenzionali, porta nel 1856, come abbiamo visto, alla realizzazione del pantelegrafo.

La definizione della macchina deriva dall’unione della parola pantografo (mezzo che copia disegni e immagini) con telegrafo (macchina che invia messaggi attraverso una linea). L’avveniristico macchinario viene così adottato dal governo francese, soprattutto grazie a Froment, per il funzionamento delle sue linee telegrafiche. Il servizio viene avviato nel 1865 sulla tratta Parigi-Lione, poi esteso anche sulla Lione-Marsiglia.

La tariffa è di 20 centesimi per centimetro quadrato, più la tassa di 10 centesimi. Il servizio si interrompe nel 1871 in seguito ai fatti della guerra franco-prussiana e mai più ripristinato. Non solo in Francia: il pantelegrafo funziona anche tra Londra e Liverpool e in Russia per permettere gli scambi di messaggi tra le due residenze imperiali di San Pietroburgo e Mosca. Caselli non inventa solo il pantelegrafo: nella sua vita realizza anche uno strumento per misurare la velocità dei treni (cinemografo), un siluro (che non vede mai la luce per un probabile ripensamento pacifista) e un timone idromagnetico per la guida delle navi.

La figura di Caselli è stata celebrata nel 1997 con una grande mostra, denominata fax art, che si è svolta in contemporanea in 4 città: Siena, Londra, Parigi ed Yamagata. A Siena presso il Complesso Museale del Santa Maria della Scala, a Parigi e Londra presso l’Istituto Italiano di Cultura e a Yamagata presso la Tohoku University of Art & Design.

L’azione storica al portatore di cui abbiamo parlato oggi ha un valore di catalogo di circa 780 euro. Ottime le sue potenzialità di rivalutazione nei prossimi anni.

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