Un titolo azionario emanato nel 1853 dalla Strada Ferrata di Pinerolo. La società viene costituita nel 1845 per collegare attraverso una ferrovia Pinerolo a Torino. Nel 1849 la Strada Ferrata di Pinerolo viene riconosciuta con Decreto Reale che ne approvava lo statuto ed il regolamento. Vengono quindi esaminati alcuni progetti di collegamento: via Buriasco-Vigone e Pancalieri, di 44 km, via Piossasco-Orbassano, di 33 km, e infine quello passante per Candiolo, None ed Airasca. La scelta cade sull’ultimo per usufruire di un tratto della già esistente linea Torino-Genova con inserimento nel comune di Moncalieri poco lontano dal ponte sul Sangone, divenuto in seguito Bivio Sangone. Della costruzione se ne occupa la ditta Edward Pickering di Londra, che aveva realizzato il tratto di ferrovia di Savigliano.
Il disegno di legge presentato dal ministro Paleocapa venne approvato all’unanimità, stabilendo la concessione governativa per la ferrovia per 80 anni con facoltà di riscatto statale a 30 anni; la legge relativa viene emanata il 26 giugno 1853. La linea viene inaugurata il 27 luglio 1854.
Negli anni cinquanta dell’Ottocento Torino si prepara a quel che diventerà il Risorgimento italiano. Si susseguono governi virtuosi tra cui quello di Bettino Ricasoli, Massimo d’Azeglio e Urbano Rattazzi, ma soprattutto quello di Camillo Benso conte di Cavour. Il decennio si apre con l’approvazione delle leggi Siccardi, che aboliva i privilegi ecclesiastici di stampo feudale. La città è in rapida espansione industriale e urbanistica: nel 1853 viene costruita la nuova cinta daziaria e militare che sostituisce l’antica struttura urbana del cinquecento. Nel 1857 iniziano i lavori per realizzare il Traforo del Frejus, collegando così più facilmente la città alla Francia, alleata con i piemontesi contro il nemico comune austriaco.
Questo decennio è dominato dalla figura di Cavour, il quale non è amato né dal re né dal popolo, ma dimostra a tutti di avere un’indubbia capacità amministrativa e ben presto la sua figura politica assume un ruolo chiave nel prosieguo del Risorgimento. Conscio della situazione degli altri Paesi europei, inizia una serie di riforme che contemplano, tra l’altro, la canalizzazione del Vercellese, finanziamenti alle industrie, creazione di ferrovie e di navi. Nel 1855 il regno si allea con la Francia nella guerra di Crimea contro la Russia; il primo ministro Cavour considera infatti l’intervento un buon trampolino di lancio per entrare a far parte del gioco politico europeo, ed invia un corpo di bersaglieri a combattere a fianco degli alleati, partecipando poi al Congresso di Parigi tra le nazioni vincitrici. A Plombières, una stazione termale nel massiccio dei Vosgi, il 20 luglio 1858 Cavour stringe un’alleanza segreta con Napoleone III. Tale accordo prevede, in caso di attacco austriaco, l’intervento dei francesi a fianco dei sardi, per tentare la conquista della Lombardia e per proseguire eventualmente fino all’Adriatico. In caso di vittoria, in cambio di tale aiuto, alla Francia sarebbe stato ceduto il ducato di Savoia e la contea di Nizza insieme alla possibilità di controllare indirettamente l’Italia centrale. Questa alleanza costituisce il viatico di quello che sarà il triennio che condurrà, il 17 marzo 1861, alla proclamazione del Regno d’Italia.






