Il documento che vi presentiamo oggi è di sicuro tra i più belli della Scripofilia italiana e direi anche di quella mondiale. E’ realizzato nel formato grande 30×40 cm. La grafica è stata realizzata dal disegnatore S. Talman, ed è particolarmente ricca di fregi, motivi ornamentali, personificazioni simboliche, puttini e beneauguranti cornucopie. Stemma araldico della città lombarda in alto. Nel campo inferiore suggestiva veduta del lussuoso edificio che ospitava la banca e della Piazza Vittorio Veneto su cui si affacciava; in risalto anche la Torre dei Caduti. A tergo medaglione con l’effige elmata di Bartolomeo Colleoni, celebre condottiero bergamasco del XV secolo a cui è dedicata la Cappella Colleoni di Bergamo.

Fondato nel 1873, fu il principale istituto di credito cittadino fino al 1929: contava infatti 30 agenzie in provincia di Bergamo, 4 in provincia di Milano, 1 in provincia di Cremona e di Como nonché una sede a Genova. In seguito a grosse insolvenze, nel 1932 venne chiesta ed accolta l’ammissione al concordato preventivo. La banca fu messa in liquidazione con deliberazione assembleare nel 1933. Il suo fallimento ebbe enormi ripercussioni su tutta l’economia bergamasca. L’immobile, già sede centrale della banca, venne ceduto alla Compagnia di Assicurazioni Milano che a sua volta lo alienò alla Banca Popolare di Bergamo.


Sul retro dell’azione si trova l’immagine e la scritta Barth Colleo che sta per Bartolomeo Colleoni (Solza, 1395 – Malpaga, 3 novembre 1475) è stato un condottiero e capitano di ventura italiano.
Fu signore di Antegnate, Calcinate, Castell’Arquato, Cavenago d’Adda, Cologno al Serio, Covo, Malpaga, Martinengo, Mornico al Serio, Romano di Lombardia, Solza e Urgnano.
Fino alla prima metà del XII secolo Bergamo era governata dai Conti Gisalbertini in un regime del tutto feudale, ma la gens nova scalpitava e nel 1168 il comune bandì i Conti che furono, così, costretti ad allontanarsi portandosi dietro quel mondo che ormai stava per sparire.
Nella nuova situazione si evidenziarono due famiglie, spesso imparentate tra di loro ma anche a seconda delle circostanza nemiche: quella dei Suardi e quella dei Colleoni. Esse ricoprirono incarichi pubblici e dignità ecclesiastiche, ma la loro azione si svolse sempre nell’ambito bergamasco. Solo con Bartolomeo la famiglia Colleoni avrebbe assunto rilevanza italiana e internazionale.
I Suardi e i Colleoni si fecero valere presto, parteggiando, anche in contrasto tra di loro, per opposte fazioni. Le contingenze politiche del momento videro queste due famiglie spesso su fronti opposti, alternando periodi di pace a periodi di scontri, ma accrescendo sempre ricchezza e potere.
Alla fine fu Bartolomeo Colleoni ad oscurare gli altri e ad imporsi, forte della gloria e della ricchezza accumulata sui campi di battaglia, come condottiero di Venezia prima, di Milano poi, e infine ancora di Venezia, al cui servizio terminò la propria carriera.
Gisalberto, che si considera il capostipite, fu attivo nella compravendita e scambi di terreni, ma anche nella brachania, e ciò lo faceva rientrare nel ceto dei negotiatores; fu attivo anche nel settore pubblico, infatti nel 1117 fu console di Bergamo.
È certo che i Colleoni avevano acquisito un ingente patrimonio immobiliare che spaziava dalla Valle Brembana all’Isola Bergamasca e che comprendeva fra l’altro l’importante posizione strategica del castrum di Baccanello di Calusco, distrutto nel 1298 dai ghibellini quando apparteneva ancora ai Colleoni.
I rapporti con la chiesa di Bergamo erano molto solidi e di lunga data: se ne ha notizia certa fin dal 1126 quando Gisalberto Coglione e Pietro del Brolo, prevosto di Sant’Alessandro, comperarono dei terreni.
I rapporti con la chiesa venivano coltivati assiduamente da Gisalberto, come dimostrano diversi atti di compravendita e di scambi di terreni, e dai suoi discendenti che avranno con la Chiesa un rapporto privilegiato. Godevano anche di privilegi imperiali quale quello di appello concesso da Federico II a un Colleoni:
«D’uno de’ quali il più antico hassi la confermazione di Federico II negli anni 1224. Ove a Sozzon de’ Coglioni, ed a’ suoi discendenti, egli si vede concesso in feudo legale la cognizione delle appellazioni di tutte le cause della Città di Bergamo, e del suo territorio»
(Spino P., Istoria della vita, e fatti dell’accellentissimo capitano di guerra Bartolomeo Colleoni)


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