CollezionismoFilatelia

STORIA POSTALE – STEMMI

ste_000_1818
Stemma reale riportato sul primo regolamento postale emesso con Regio editto da Vittorio Emanuele I° nel 1818 “Dalla Vigna Reale il dodici del mese di agosto, l’anno del Signore mille ottocento diciotto, e del Regno Nostro il decimosettimo.”

Schermata 2016-04-13 alle 10.27.05Da sempre per investire di ufficialità le leggi e per dare autorità necessaria ai funzionari degli uffici pubblici che agivano in nome e per conto del sovrano vennero forniti di timbri e sigilli con lo stemma reale.
Dopo l’Unità d’Italia quando si cominciarono a produrre documenti governativi che avevano l’attestato di ufficialità, si usò naturalmente lo stemma reale semplificato perchè in araldica si usava mettere non solo “cose” certe ma anche quelle su cui si accampavano pretese e i Savoia per lunga tradizione avevano molte pretese e molte aspirazioni con uno stemma molto complesso.
Anche sui francobolli e sulle marche da bollo si era pensato in un primo momento di utilizzare lo stemma reale invece dell’effige del Re (precedentemente la sua immagine era stata impressa a rilievo per ostacolarne la contraffazione od il lavaggio per il tentativo di riutilizzo).

Poi viste le capacità tecniche nei lavori di incisione eseguite dalla De La Rue di Londra, si decise per l’effige del Re sui valori bollati; questi sarebbero stati più difficili da contraffare se avessero riportato il volto dell’augusto sovrano:
I piccoli valori, difficilmente presi di mira dai falsari, inizialmente ebbero le cifre (con le tirature di Vittorio Emanuele II°) e successivamente gli stemmi (con Umberto I° e con Vittorio Emanuele III°): questi furono gli unici francobolli di serie ordinarie a non riportare l’effige reale per lungo tempo.
Schermata 2016-04-13 alle 10.27.12Tolte le preoccupazioni della contraffazione delle marche e dei francobolli restava la volontà di dare ufficialità alle carte bollate, cambiali ecc.. La cosa venne risolta con le riproduzioni dello stemma reale di cui se ne trovano svariate versioni sia nelle stampe, sia nei bolli che nei sigilli.

Dopo l’avvento al potere del partito fascista il nuovo regime disseminò fasci dappertutto, tutte le associazioni vennero fascistizzate, così i loro stemmi o marchi. I nuovi potenti pretesero ed ottennero anche di mostrare sugli stemmi dello stato monarchico il fascio littorio, con ciò era sottinteso che la tradizione monarchica sarebbe continuata ma sotto la tutela del Fascio!.
Il processo avvenne per gradi, inizialmente vennero solo appaiati lo stemma Savoia e quello del Partito Fascista, poi nel periodo dittattoriale, il fascio venne introdotto (imposto) con lo scudo crociato dei Savoia e con il Collare dell’Annunciata.

Fatto curioso in tempo di guerra, sulle cartoline e sui biglietti in franchigia militare, i fasci nello stemma governativo risultarono veramente poco visibili (che ciò sia successo casualmente oppure sia stato voluto non si sa).
Dopo la spaccatura fra Nord e Sud, i Savoia si affrettarono ad introdurre nuovamente lo stemma sabaudo senza fasci sulle carte ufficiali degli uffici statali.
Dopo che il referendum popolare diede la preferenza alla Repubblica, su tutte le carte governative lo stemma Reale venne cancellato prima dell’uso con timbri o tratti manuali a penna . In attesa che il nuovo stemma Repubblicano venisse approntato e che entrasse in uso passarono molti mesi, sui moduli postali venne semplicemente scritto a stampa Repubblica Italiana oppure fu riprodotta sui vaglia postali la scritta “Repubblica Italiana” su sfondo lineato. (postaesocieta)

Translate