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Roma capitale d’Italia

Oggi è il 157° anniversario della proclamazione di Roma capitale del Regno d’Italia.

Roma fu proclamata capitale del regno d’Italia nella seduta del Parlamento del 27 marzo 1861. In un vibrante discorso Cavour aveva ricordato le profonde ragioni storiche che motivavano quella decisione; si era, inoltre, mostrato fiducioso che, con la restituzione di Roma all’Italia e la definitiva scomparsa del potere temporale della Chiesa, l’autorità dei pontefici e l’autonomia del loro magistero spirituale non avrebbero subito alcuna diminuzione. Ne sarebbe anzi derivato ai papi maggior prestigio morale.
A Roma capitale guardavano con ansia non solo le grandi figure della democrazia italiana, sensibili al richiamo dell’antica tradizione repubblicana romana, ma anche esponenti della cultura liberale, come il piemontese Quintino Sella: per lui la “terza Roma”, dopo quella dei Cesari e dei papi, avrebbe dovuto diventare la capitale della nuova età della scienza e del progresso.
La prematura scomparsa di Cavour, avvenuta a soli 51 anni due mesi dopo, e la netta opposizione delle principali potenze europee, Inghilterra, Austria e soprattutto Francia, fece sì che Roma rimanesse saldamente in mano al papa fino al 1870, quando la sconfitta di Napoleone III a Sedan nella guerra franco-prussiana e la proclamazione in Francia della repubblica offrirono al governo italiano, guidato dal piemontese Giovanni Lanza, l’occasione per assumere un’iniziativa autonoma.
Il 20 settembre 1870 un corpo di bersaglieri al comando del generale Raffaele Cadorna entrava a Roma attraverso una breccia aperta nelle mura della città all’altezza di porta Pia. Pio IX, dopo una resistenza poco più che formale, si ritirava nei palazzi vaticani. Con il successivo plebiscito del 2 ottobre veniva proclamata l’annessione della città e del restante territorio pontificio all’Italia. La “legge delle guarentigie” (delle garanzie) del 13 maggio 1871 regolò i rapporti con la Santa Sede.
Per ricordare lo storico discorso di Cavour e la proclamazione di Roma capitale del Regno d’Italia abbiamo scelto i sei francobolli italiani che commemorano questa fondamentale tappa del Risorgimento. Di ognuno di essi abbiamo pubblicato l’immagine e una breve descrizione sopra.

Rimane a persuadere il pontefice che la Chiesa può essere indipendente, perdendo il potere temporale. Ma qui mi pare che, quando noi ci presentiamo al pontefice, e gli diciamo: santo padre, il potere temporale per voi non è più garanzia d’indipendenza; rinunziate ad esso, e noi vi daremo quella libertà che avete invano chiesta da tre secoli a tutte le grandi potenze cattoliche; di questa libertà voi avete cercato strapparne alcune porzioni per mezzo di concordati, con cui voi, o santo padre, eravate costretto a concedere in compenso dei privilegi, anzi peggio che dei privilegi, a concedere l’uso delle armi spirituali alle potenze temporali che vi accordavano un po’ di libertà; ebbene, quello che voi non avete mai potuto ottenere da quelle potenze, che si vantavano di essere i vostri alleati e vostri figli divoti, noi veniamo ad offrirvelo in tutta la sua pienezza; noi siamo pronti a proclamare nell’Italia questo gran principio: libera Chiesa in libero Stato.

Camillo Benso di Cavour, dal Discorso del 27 marzo 1861 alla Camera dei deputati.

CLAUDIO ALBERTAZZI
La filatelia e la Storia sono da sempre le mie principali passioni e questo sito non è altro che la realizzazione di un sogno. I francobolli possono rivelarsi uno strumento assai utile per ripercorrere e approfondire le epoche passate. E’ incredibile come questi piccoli frammenti di carta colorata possano offrire una precisa testimonianza dei principali avvenimenti storici e aiutarci quindi a comprendere meglio il nostro presente. Guerre e battaglie, scoperte scientifiche, esplorazioni geografiche, personaggi: ogni francobollo racchiude in sé una storia e ogni storia può essere rivissuta all’infinito per viaggiare nel tempo e nello spazio. www.filateliaestaria.it
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