Tra gli incanti Ferrario anche una Gazzetta di Parma del 1859 e le emissioni della RSI del 1943
di [Redazione Scripomarket]
Nel mondo del collezionismo filatelico, ogni dettaglio può trasformare un comune francobollo in una rarità ambita. È il caso degli esemplari italiani passati per le mani di un ignoto artefice — probabilmente attivo tra l’Estremo Oriente e l’Europa — che già decenni fa intuì il valore della rarità costruita ad arte. Oggi, di quei 15 esemplari noti, uno solo sarà battuto all’asta Ferrario (www.ferrarioaste.com) il 25 e 26 giugno, con una base d’incanto di ben 25.000 euro.
Il francobollo in questione — una “5 lire” d’epoca regia con sovrastampa “DOLLARI – Pechino” — ha viaggiato realmente per posta. Ed è proprio questo a renderlo ancora più prezioso agli occhi dei collezionisti: non solo l’evidente rarità (sono solo quindici gli esemplari conosciuti), ma la prova d’uso postale autentico, che lo colloca fuori dall’ambito puramente filatelico e lo proietta nel collezionismo documentale storico.
Accanto a questo lotto da record, l’incanto propone altri due esemplari simili, con la scritta «dollari» in minuscolo, stimati rispettivamente a 4.000 e 3.000 euro. Un investimento accessibile solo a una cerchia ristretta di collezionisti esperti, attirati dall’unicità più che dal valore facciale.
Gazzetta di Parma 1859: la cronaca della Storia
Tra i documenti storici offerti in asta, spicca anche un’autentica testimonianza dell’Italia preunitaria: una copia originale della Gazzetta di Parma del 9 giugno 1859. Quel giorno, Maria Luisa di Borbone, duchessa di Parma e Piacenza, abdicava lasciando il Ducato sotto il controllo delle forze favorevoli all’unificazione italiana. Il documento, un vero cimelio del Risorgimento, andrà all’incanto a partire da 20.000 euro. Per i collezionisti di storia postale e politica, si tratta di un pezzo straordinario.
RSI e Guardia Repubblicana: la propaganda in formato cartaceo
Non mancano infine le curiosità del Novecento: oltre 300 lotti sono infatti dedicati a materiali cartacei e stampati della Repubblica Sociale Italiana, creati dalla Guardia Nazionale Repubblicana a Brescia nel dicembre 1943. Trattasi di produzioni a carattere autocelebrativo, spesso sottovalutate ma sempre più oggetto di studio da parte dei collezionisti specializzati in propaganda e storia militare. Le stime in questo caso si aggirano sotto i 1.000 euro.
Conclusione:
L’asta Ferrario di giugno si annuncia come un appuntamento imperdibile per gli appassionati di filatelia, storia postale e documenti dell’Italia risorgimentale e novecentesca. Rarità, curiosità e frammenti di storia si fondono in una selezione capace di attrarre non solo i collezionisti, ma anche chi vede nei documenti d’epoca un investimento culturale e patrimoniale.
📍Per dettagli e cataloghi aggiornati: www.ferrarioaste.com





