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LE AFFRANCATURE POSTALI

Schermata 2016-03-22 alle 11.48.48Come è facilmente intuibile il pagamento del servizio per la raccolta, il trasporto e la consegna della corrispondenza e degli invii postali, ha subìto nel tempo modifiche tendenti a rendere più economica e sicura l’esazione della tariffa; infatti quando prima dell’Unità a garanzia della consegna si faceva pagare l’importo del servizio a destino, frequentemente l’oggetto postale era rifiutato dal destinatario per l’alto costo (infatti una delle regole basilari era che la corrispondenza poteva essere rifiutata); altre volte gli invii non potevano essere consegnati perchè male indirizzati; in entrambi i casi si verificavano notevoli perdite economiche al servizio postale.
Dopo l’Unità e l’introduzione del sistema con affrancatura anticipata e con l’istituzione del servizio della consegna a domicilio, il numero delle “inesitate” diminuì sensibilmente; solamente le rispedizioni ponevano problemi di costo, infatti, secondo il regolamento una lettera poteva “inseguire” un destinatario per varie località, perchè la normativa prevedeva che finchè la corrispondenza non fosse stata aperta era di proprietà del destinatario, perciò anche nel caso di cambio di indirizzo (con lo stesso destinatario) il servizio postale si incaricava di raggiungerlo al nuovo recapito per la consegna.

In periodo prefilatelico, per lungo tempo, chi inviava lettere doveva recarsi alla “posta” per concordare con l’addetto l’itinerario stradale del suo invio, scegliendo (se possibile) le tariffe più convenienti fra costo e celerità in funzione delle varie coincidenze di trasporto nel suo paese (stato) di residenza. Complicazione maggiore si aveva quando la spedizione era effettuata all’estero e nei vari Antichi Stati italiani attraversati; nel caso non si potesse quantificare con esattezza il costo, si spediva la corrispondenza lasciando una congrua somma in deposito alla Posta e l’eventuale eccesso di tariffa sarebbe stato restituito dalla stessa ad invio concluso.
Come schema generale, il costo dell’invio era basato sulla distanza e sul numero dei fogli dello scritto, infatti all’epoca le bilance di precisione non erano molto diffuse, e le unità di peso erano innumerevoli e diverse da una città all’altra. Quale usare? solo la rivoluzione francese e Napoleone unificarono le misure imponendo il sistema C.G.S. . Poi su questo spinoso capitolo, anche Napoleone dovette fare marcia indietro per il malcontento dei suoi “citoyens”.

Se le lettere erano indirizzate all’estero, era possibile pagare in anticipo il porto del paese di origine fino alla frontiera facendo pagare il resto ai destinatari, oppure, se gli stati attraversati dalle lettere avevano stipulato convenzioni, era possibile far pagare a destino per maggior sicurezza tutta la tariffa di consegna. Ogni stato gravava un proprio importo (in moneta locale) che addebitava allo stato di provenienza; era una sequela di addebiti e rimborsi nelle varie monete da conteggiare ad ogni passaggio col reale rischio che il destinatario non ritirasse la missiva complicando ulteriormente una contabilità già complessa.

Specificamente il termine affrancatura significava che la lettera era resa franca cioè con trasporto pagato anticipatamente (come era stato introdotto dal regolamento napoleonico), applicando un bollo oppropriato dal lato indirizzo, per avvisare gli addetti al trasporto della missiva, che nulla era da richiedere alla consegna; da ciò è nato il termine “francobollo”.

Ancora prima dell’Unità vennero introdotti i francobolli, ma solo come possibilità facoltativa di affrancatura; questo metodo evitava di recarsi alla posta e permetteva al mittente di “gettare in buca” la corrispondenza già “franca” senza farla addebitare al destinatario (che avrebbe comunque pagato la stessa tariffa).

Dopo l’unità d’Italia nel 1863, con la nuova legge postale, si introdusse anche in Italia il sistema applicato con successo in Inghilterra.Schermata 2016-03-22 alle 11.48.57

Detto sistema consisteva nei seguenti presupposti:

primo, che il trasporto fosse “tariffato” in funzione del peso (prima era tassato secondo il numero dei fogli, e il peso del singolo foglio poteva variare), secondo, che le lettere potessero essere spedite senza essere obbligati a recarsi all’ufficio postale per stabilire la tariffa, ma semplicemente “gettate in buca” a qualsiasi ora, terzo, che se l’invio fosse stato a carico del destinatario, cioè non affrancato, per il maggior lavoro e tempo richiesto alle poste si facesse pagare per l’invio un importo di tassazione superiore e
quarto, che la tariffa fosse uniforme su tutto il territorio nazionale.
Con l’applicazione di tali presupposti il lavoro degli addetti postali si ridusse drasticamente e la tariffa unica applicata (stabilita dopo una ricerca statistica) si abbassò facendo aumentare il traffico postale.
Da sottolineare ancora una volta, che la tariffa per le corrispondenze non franche, inizialmente stabilita al doppio dell’importo, non era una multa, ma una tariffa scelta in modo di indirizzare gli utenti verso l’uso dell’affrancatura anticipata, che richiedeva meno lavoro del personale (divenne poi fino agli inizi del “900 una volta e mezza, poi di nuovo diventò il doppio).
Il termine tassazione nel linguaggio corrente si applica perciò alle somme da riscuotere dopo aver effettuato una prestazione che, se effettuata prima del servizio, è denominata tariffa di affrancatura.
Da sottolineare che nei primi tempi dell’Unità i francobolli erano emessi nel presupposto che ogni valore servisse per un servizio specifico; quindi solitamente le affrancature riportano un solo valore.
Il pagamento degli invii della corrispondenza oltre all’uso dei valori postali e degli interi (cartoline, biglietti postali) era possibile con altri sistemi per i grandi enti e aziende con notevoli volumi di corrispondenza. Questi potevano utilizzare l’apertura di conti di credito, il pagamento forfettario anticipato (applicando apposita scritta) e l’uso di affrancatrici meccaniche

AFFRANCATURA MECCANICA. E’ la possibilità introdotta in Italia dal 1927 di affrancare a macchina le spedizioni postali; le impronte sono definite dai collezionisti col nome di “rosse”.(colore imposto dai regolamenti postali). Nel primo periodo di introduzione dell’affrancatura a macchina, l’importo per i servizi accessori doveva esser soddisfatto obbligatoriamente con i francobolli a loro dedicati aggiungendoli sul fronte dell’invio (posta pneumatica, espresso, posta aerea).
Le affrancature meccaniche erano utilizzate dai grandi utenti del servizio postale che potevano controllare meglio la spesa della corrispondenza e nel contempo evitare i piccoli furti di valori effettuati dai dipendenti aziendali (e l’Amministrazione Postale risparmiare l’aggio ai rivenditori e le spese di fabbricazione dei francobolli!).

Era la segnalazione di servizio apposta dall’ufficio di partenza, seguita dalla cifra di tassazione, per comunicare all’ufficio postale di arrivo che l’invio doveva essere sottoposto a tassazione per la cifra segnata sulla corrispondenza; la frase era apposta in partenza con bolli lineari o con la frase manoscritta, oppure semplicemente mettendo il segno di tassa e la cifra da addebitare.

Le poche tariffe previste agli esordi delle nostre Regie Poste si moltiplicarono successivamente con l’introduzione di nuovi servizi. fra cui i principali furono : raccomandazione, espresso, contro assegno, conto corrente colla posta, ecc.

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