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LA CARTA E LA FILIGRANA NEL SERVIZIO POSTALE

Schermata 2016-04-13 alle 10.15.24Inutile ricordare che la scoperta del procedimento per la fabbricazione della carta è attribuito ai “soliti” cinesi intorno al 105 a.C.

Per la fabbricazione utilizzarono delle fibre vegetali (inizialmente anche della seta) ridotte in poltiglia finissima, la sospensione ottenuta era fatta depositare in strato sottile su un supporto che filtrava l’acqua, dal residuo fibroso, dopo pressatura per allontanare tutta l’acqua, si otteneva una specie di feltro vegetale che era distaccato dal supporto filtrante per asciugarlo al sole.

Dopo essicazione era schiacciato per compattarlo e lisciarlo ottenendo un prodotto che noi chiamiamo carta e che ancora oggi si fabbrica sostanzialmente con lo stesso procedimento.
In oltre duemila anni abbiamo aggiunto la collatura con gelatina animale (noi italiani) e meccanizzato il procedimento trovando anche il modo (gli olandesi) di fabbricare la carta in rotoli con un processo in continuo.
Dalla seconda metà del XIII sec. in Italia si ebbero famosi centri di fabbricazione della carta a Fabriano e successivamnete a Genova, Padova e Venezia.

Altra invenzione italiana tesa a salvaguardare l’ottima produzione fabrianese fu l’uso della filigrana inserita nei fogli e questo fin dal 1300. La filigrana era un disegno visibile in trasparenza ottenuto variando lo spessore della carta secondo un disegno caratteristico.

Essendo difficilmente riproducibile questa personalizzazione della carta è stata utilizzata da sempre anche per la produzione di carte valori, carte per documenti ed anche per i francobolli e per le carte postali.
Da notare che l’introduzione della filigrana nei francobolli italiani risale all’inizio del Regno con la produzione dei francobolli De La Rue che erano stampati su carta a mano con filigrana “corona” inizialmente di fabbricazione inglese. Successivamente (dal 1865) venne utilizzata carta di produzione italiana con i “ballerini” originali inglesi..

Questa carta filigranata con “coroncine” fu utilizzata fino alla fine del Regno d’Italia (anche se non tutti i francobolli italiani del periodo ebbero la filigrana), poi dall’inizio della Repubblica si introdussero le “ruote alate” e infine i “tappeto di stelle”. In effetti nel 1944 al Sud si ebbe anche l’uso “spurio” di carta con filigrana “tappeto di esagoni”; era carta probabilmente di origine tedesca usata per la realizzazione di una parte della tiratura della “Lupa di Bari”.
Le poste Italiane dopo la guerra del “15 – “18 e fino a tutti gli anni “30 del Novecento (praticamente fra le due guerre) fecero stampare i moduli postali da tipografie private su carta filigranata che è variata in funzione delle mutate condizioni politiche della società e dello stato.

Con l’eccezione delle filigrane dei francobolli che rimasero immutate, il cambiamento si può vedere sui moduli postali in generale (Mod. 25 e 30 per telegrammi, Mod.116 e 167 per comunicazioni interne ecc) ed anche sui biglietti postali in franchigia militare (in questo caso delle semplici onde).
Con l’avanzare del fronte, il “Regno del Sud” usò i vecchi francobolli con o senza filigrana e si attivò per normalizzare la situazione postale approntando i moduli postali legati al denaro (Mod. Ch 16 dei conto correnti postali, Mod. I dei vaglia postali e Mod.B con carta filigranata “Savoia”sui buoni fruttiferi postali); il resto dei moduli postali per il pubblico e per uso interno venne approntato con carta non filigranata. (postaesocieta)

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