Un titolo di credito che ci riporta all’inizio del 1900, quando l’industria automobilistica inizia a prendere piede sia in Italia, sia in Europa. Nello specifico, quello di oggi, è un titolo al portatore (che si trasferisce mediante la semplice consegna, sicché il possessore è legittimato all’esercizio del diritto menzionato nel titolo in base alla presentazione del titolo stesso) di lire 625 per 25 azioni emanato dall’azienda automobilistica italiana Brixia Zust le cui origini risalgono al 1878, quando l’ingegnere Roberto Züst entra a far parte della Güller & Croff, un’azienda specializzata in costruzioni meccaniche, macchine di precisione fondata nel 1854 a Intra, nei pressi del lago Maggiore.
Roberto Züst rileva la suddetta azienda nel 1893 e la ragione sociale assume il cognome del proprietario. Nel 1903 i figli di Roberto Züst ovvero Roberto, Arturo, Otto, Bruno e Silvio fondano la “Züst ing. Roberto – Fabbrica Italiana di Automobili” con sede e stabilimento a Intra, capitale sociale 1.500.000 Lire di cui 450.000 versate.
Le officine di Intra si estendono per una superficie di 20mila metri quadri. In questo spazio si costruiscono turbine, macchine a vapore, macchine utensili, e automobili di lusso. I primi cenni sulla stampa della società Zust risalgono al 1905, sul Manuale dell’Automobilista dell’ing. Pedretti c’è scritto: “L’ing. Roberto Züst di Intra costruisce vetture che si sono meritate l’appellativo di Mercedes italiane. Gli stabilimenti Züst rinomati da molto tempo per molte altre costruzioni meccaniche, anche nel ramo automobili producono macchine molto bene studiate secondo le vedute tecniche moderne e perfezionate al massimo grado”. Il 26 marzo dello stesso anno i fratelli Züst decidono di trasferire l’azienda a Milano; a Intra rimane la produzione di particolari fusi e macchine utensili. Il capitale sociale aumenta ed arriva alla cifra di 375.000 Lire. L’anno successivo, nel 1906, viene presa la decisione di fondare la Brixia-Züst a Brescia per la produzione di veicoli di serie più leggeri ed economici. I primi modelli sono la 28/45 Hp e la 40/50 HP con motori a 4 cilindri di 7432 cm³ e di 11 308 cm³.

Con la 28/45 HP, guidata dal pilota Sirtori, l’azienda partecipa nel 1908 al rally New York- Parigi che fa conoscere la casa nel mondo e soprattutto stupisce la robustezza e l’affidabilità della vettura. Grazie a questa gara la Züst si dimostra di essere una vettura estremamente affidabile e robusta. Durante questo rally, poi vinto dall’auto americana Thomas che precedette la tedesca Protos, la Züst deve anche attraversare la Siberia: la stessa impresa la compie l’Itala 35/45 HP di Scipione Borghese durante il Raid Pechino-Parigi del 1907.
Le vetture Züst sono fin dall’inizio di classe superiore e di grandi dimensioni. I telai non sono prodotti in proprio ma vengono scelti tra quelli delle più prestigiose case dell’epoca.nLa produzione della Zust nel 1908 comprendeva 3 modelli:
15/25 HP di 2853 cm³ di cilindrata;
35/50 HP Speciale GS di 6321 cm³ di cilindrata;
50/60 HP, poi ribattezzata S 235 di 7432 cm³ di cilindrata.
I modelli della Zust vengono molto apprezzati al Salone di Torino del 1908. Tanto che gli organizzatori dell’evento si esprimono con entusiasmo: “Rianimata da novello fervore costruttivo e commerciale, di cui, oltre ai fabbricanti, non hanno piccolo merito il dottor Vollmoeler, rilevatario della produzione Züst, e l’egregio signor Maggioni agente per l’Italia”.
Enrico Maggioni distinto più volte al volante di una macchina Züst, ne diventa il rappresentante generale per l’Italia, con sede a Milano, in via Boccaccio e nel giro di pochi mesi assume la rappresentanza anche della Brixia. Trasferisce la rappresentanza in Piazza Castello 16, coniando lo slogan “l’unica marca che non ha il minimo stock di chassis invenduti”.

Di particolare interesse è il testo che l’azienda scrive per pubblicizzare le auto sulla rivista L’Automobile del 1908: “DIFFIDA…TELEGRAMMA pervenuto dalle regioni “degli angeli e dei santi e delle sfere erranti e dei volanti cherubini d’or” ad Enrico Maggioni, rappresentante generale degli Automobili Züst. Le agognate porte del paradiso resteranno chiuse a tutti i possessori di vetture Züst e Brixia-Züst, e specialmente ai nuovi acquirenti. E sarà giustizia di compenso, poiché essi troppo avran goduto sulla terra! Firmato: per il PADRE ETERNO, S.PIETRO”.
Ma la crisi dell’azienda è dietro l’angolo: già nel 1909 l’esercizio della Brixia-Züst si chiude con una perdita di 80mila lire. La Züst cambia così strategia e si concentra sulla fornitura di camion militari all’esercito italiano che li utilizza per la guerra in Libia. Con l’inizio della prima guerra mondiale l’azienda produce sempre meno automobili civili e si dedica quasi per intero alla produzione di veicoli per l’esercito.
La Brixia-Zust, dopo un riassetto amministrativo, diventa Società Anonima Züst Fabbrica Automobili – Brescia – Milano e a capo degli stabilimenti bresciani viene nominato Silvio Maggioni, fratello di Enrico. A Milano la sede commerciale si trasferisce in Via Manzoni mentre in via Pallavicino apre un Garage con officina di riparazione.

Successivamente nel 1911 la Züst affida la rappresentanza generale al pilota della Fiat Luigi Storero. L’obiettivo è quello di affiancare la costruzione di veicoli militari con la costruzione di omnibus per i trasporti pubblici automobilistici. I tipi proposti erano due: da 12-14 posti, 20/30 Hp e da 18-20 posti, 35/40 HP. Luigi Storero a tal fine allestisce quattro grandi garage a Roma, Milano, Genova, Torino.
Alla fine dell’anno Storero assume la rappresentanza anche dell’Aquila Italiana e della Daimler. Nel 1913 si aggiungono la nuova 25/35 HP S 305, che presenta un radiatore simile a quello delle Fiat dell’epoca e una cilindrata di 4712 cm³. L’ultimo modello di Züst è la 15/25 HP S 365, con cilindrata di 2952 cm³ e commercializzata nel 1916.
Nel frattempo le consociate della casa madre versano in pessime acque. La Brixia-Zust è in perdita secca, motivo che induce la famiglia all’assorbimento del marchio e degli stabilimenti. Malgrado i riassetti economici ed amministrativi, nel 1917 la Zust viene ceduta alla OM.
Dopo la cessione la “Ing. Zust Roberto – officine meccaniche e fonderie” continuerà ancora per qualche anno la sua produzione nella sede in via Manzoni 10 a Milano.
Il valore attuale di catalogo è di circa 300 euro, ma rimane un titolo particolarmente ricercato e raro.





