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COMPAGNIA GENERALE DELLE FERROVIE ECONOMICHE E TRAMVIE DELLA LIGURIA

Le ferrovie concesse, in Italia, erano un insieme di linee ferroviarie la cui costruzione ed esercizio era concessa dallo Stato all’industria privata. Presenti fino dalla unificazione del Paese, le ferrovie concesse hanno subito nel corso della loro storia diverse riforme, talora imposte da difficili condizioni economiche, in altri casi dalla preferenza accordata al trasporto su gomma, che hanno portato ad un loro ridimensionamento e all’attuale trasformazione in ferrovie regionali con infrastrutture affidate a specifici gestori ed esercizio affidato generalmente a imprese ferroviarie tramite contratti di servizio.

La storia

All’indomani della stipula delle “Convenzioni” previste dalla riforma delle ferrovie italiane del 1885 che aveva visto l’assegnazione di gran parte dei servizi a tre imprese ferroviarie (Rete Mediterranea, Rete Adriatica e Rete Sicula), erano state mantenute diverse imprese ferroviarie, per lo più a carattere locale, che al 31 dicembre 1887 assommavano 1326 km di rete. Tali imprese operavano in regime di concessione, secondo quanto prescritto dalla Legge n. 2248 20 marzo 1865.

Nel 1916 le ferrovie concesse assommavano in totale a 4646 km, e tale estensione continuò ad aumentare nel periodo fino alla seconda guerra mondiale.

Con la costituzione delle Ferrovie dello Stato, avvenuta nel 1905 e perfezionata nel 1907, rimasero numerose ferrovie “concesse all’industria privata”, in base all’istituto giuridico preesistente che prevedeva generalmente la concessione da parte dello Stato per la costruzione e l’esercizio di linee e impianti per un determinato periodo, ritenuto sufficiente a remunerare il capitale investito.

Nel secondo dopoguerra, la situazione vedeva dunque le ferrovie concesse all’industria privata regolate dal regio decreto n. 1447 9 maggio 1912 (Testo unico delle disposizioni di legge per le ferrovie concesse, le tramvie a trazione meccanica e gli automobili) ed esse rappresentavano un quinto dell’intera rete nazionale e di cui lo Stato era nudo proprietario fino allo scadere delle concessioni stesse (“beni privati di interesse pubblico”).

La difficile situazione economica generale legata anche alla crisi del 1929 unita ai margini economici sempre più ridotti che caratterizzavano il settore dei trasporti su ferro, che doveva competere con la crescente motorizzazione privata, portò al graduale disimpegno da parte dei privati e all’entrata in crisi di alcune società.

Ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo (Genova)
Ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo (Genova)

La prima azienda che risentì di tale fenomeno fu la Ferrovie e Tramvie Padane, che nel 1933 dichiarò fallimento e venne conseguentemente commissariata da parte del Governo. Da allora le ferrovie in gestione commissariale governativa si moltiplicarono, dando vita ad una fattispecie sui generis, in quanto originariamente prevista a carattere provvisorio, di linee in capo direttamente allo Stato ma il cui esercizio non era affidato alle FS. Nel secondo dopoguerra alle Padane seguì, nel 1949, la ferrovia Genova-Casella e in seguito numerose altre aziende (un’eccezione è rappresentata dalla società LFI di Arezzo, commissariata nel periodo 1987-1992 con il nome di Ferrovia Stia-Arezzo-Sinalunga – FSAS) fino alla riforma avviata all’inizio del secolo successivo.

Quest’ultima, inserita nel più ampio quadro di riforma dei servizi pubblici promosso in sede europea e recepito in Italia con la cosiddetta legge Bassanini (decreto legge n. 422 del 1997), comportò l’affidamento provvisorio per il triennio 1999-2002 delle ferrovie in gestione commissariale governativa alle FS, con l’obiettivo di un loro risanamento e del successivo passaggio alla competenza diretta delle Regioni. Per tale motivo, le stesse furono gestite dalle allora esistenti Divisioni Regionali con la figura del corrispondente direttore in sostituzione di quella del commissario governativo. Tale processo fu completato nei tempi previsti nelle regioni a statuto ordinario, mentre per altre realtà, come in Sicilia e Sardegna, richiese più tempo. Al 2013, l’ultima gestione commissariale esistente risulta quella della ferrovia Circumetnea, la cui responsabilità è direttamente in capo al Ministero per le infrastrutture e i trasporti – Dipartimento per i trasporti terrestri. (Fonte Wikipedia) .

 

I documenti emessi

Il documento preso in esame oggi, dalla grafica curata e molto interessante, è una obbligazione del valore di 300 lire, emesso all’estero nel 1892, in particolare a Bruxelles. Documento di buon valore collezionistico, con riferimenti al Regno d’Italia e alle ferrovie. Per maggiori informazioni, vi consiglio di consultare questo link. Come sempre vi ricordo che il certificato è un esempio e potrebbe risultare differente dai circolanti attualmente.

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Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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