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ARNOLDO MONDADORI EDITORE #Scripofilia

La Arnoldo Mondadori Editore, meglio nota come Mondadori, è la maggiore casa editrice italiana, con sede a Segrate (MI). Fondata nel 1907 da Arnoldo Mondadori è attualmente controllata dal Gruppo Fininvest. Mondadori pubblica libri e giornali (cartacei e digitali) in Italia e nel mondo, dispone di un’estesa catena di negozi, anche con la formula del franchising, ha una concessionaria pubblicitaria in joint venture con Publitalia 80 e una divisione dedicata allo sviluppo e all’innovazione digitale.

La storia

L’attività editoriale di Arnoldo Mondadori (1889-1971) inizia nel 1907. La sua prima pubblicazione è un periodico “popolare istruttivo”, Luce!. Nel 1911 conosce Tomaso Monicelli (padre del famoso regista Mario Monicelli) e insieme fondano “La Sociale”, uno stadio iniziale di quella che poi diventerà la casa editrice Mondadori.

Arnoldo e Tomaso iniziano a lavorare a una collana editoriale dedicata ai ragazzi in età scolare, con l’obiettivo di pubblicare libri formativi, ovvero letture di accompagnamento ai testi scolastici. Nel 1912 pubblicano il primo libro, Aia Madama, una raccolta di novelle scritte da Monicelli a cui l’anno successivo si aggiunge Il piccolo viandante, scritto sempre da Monicelli. La collana viene chiamata “Bibliotechina della Lampada” e i racconti verranno pubblicati regolarmente fino al 1927.

Negli anni della prima guerra mondiale Arnoldo Mondadori ha l’idea di un periodico illustrato dedicato alle truppe al fronte. Lancia La Tradotta, che riscontra un buon successo. La Tradotta viene affiancato da La Ghirba, cui contribuiscono pittori e scrittori famosi tra cui Soffici, De Chirico e Carrà. Contemporaneamente allarga l’attività libraria pubblicando nomi importanti della narrativa nazionale. Nel 1917 trasferisce il proprio stabilimento a Verona e alla fine del 1919 apre la nuova sede dirigenziale a Milano.

Gli anni venti sono un periodo di crescita intensa. La casa editrice inizia la pubblicazione di numerose collane di periodici. Nel 1923 entra nella società con un consistente afflusso di capitale l’industriale Senatore Borletti, che assume la presidenza, carica che mantiene fino al 1939, anno della sua morte. Su suggerimento di Borletti, Mondadori acquista il quotidiano Il Secolo.

Nel 1926 la casa editrice inizia la pubblicazione dell’opera omnia di Gabriele D’Annunzio, il maggiore scrittore italiano dell’epoca. La Mondadori riesce così a guadagnarsi quel prestigio in ambito finanziario e culturale che le permetterà di sostenere negli anni altri progetti ambiziosi. Sono pubblicate le opere di giovani scrittori, come di autori già affermati e dei classici della letteratura. Tra gli altri si ricordano: Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Sibilla Aleramo, Grazia Deledda.

Nel 1929 vengono lanciati i “Libri Gialli” (dirige la collana Alberto Tedeschi), un progetto editoriale che consisteva nella pubblicazione di opere a carattere poliziesco di scrittori internazionali, un genere nuovo per l’Italia. La collana di distingue per il colore giallo delle copertine. Nonostante il prezzo abbastanza alto per l’epoca (cinque lire e mezzo), la risposta del pubblico fu positiva, con cinquantamila copie vendute in un mese e ottantamila dopo cento giorni. Accanto a quelli che sono considerati i maestri del genere, come ad esempio Raymond Chandler, Dashiell Hammett, Georges Simenon, Agatha Christie e Erle Stanley Gardner, nel 1931 iniziano ad interessarsi al genere e scrivere romanzi gialli anche alcuni scrittori italiani come Alessandro Varaldo e Augusto De Angelis.

La collana ottiene un successo tale da dare il proprio nome al genere letterario. Seguono altre iniziative editoriali collegate: la collezione rilegata dei “Libri Gialli” (1929-1941), quella popolare dei “Gialli Economici” (1933-1942), fino alla raccolta dei “Supergialli” (1933-1941).Nel 1935 la Mondadori lanciò un nuovo settimanale, Il Cerchio Verde (1935-1937), che pubblicava racconti polizieschi.

Dal 1937 il regime fascista iniziò a far sentire la propria pressione sull’ormai nota collana. In quell’anno, infatti, il Ministero della Cultura Popolare dichiarò che nei romanzi “l’assassino non deve assolutamente essere italiano e non può sfuggire in alcun modo alla giustizia”, e sui libri stranieri apparvero fascette che dicevano: “Gli usi e i costumi della polizia descritti in quest’opera non sono italiani. In Italia, Giustizia e Pubblica Sicurezza sono cose serie”. Nel 1941 fu ordinata la chiusura della collana Mondadori, in seguito a una rapina con scasso che si ipotizzò potesse essere stata istigata dalla narrativa “gialla”. Due anni dopo (1943) Mussolini ordinò che entro il 31 luglio venissero confiscati “tutti i romanzi gialli in qualunque tempo stampati e ovunque esistenti in vendita”.

La collana riaprì solo nell’aprile 1946 con il nuovo nome “Il Giallo Mondadori”, che tuttora la caratterizza.

Il 2007 è l’anno in cui ricorre il centenario della casa editrice. La Mondadori viene definita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita alla sede di Segrate, “patrimonio di tutto il paese”.

Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Corte di cassazione ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado. Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte d’appello di Roma annullava il lodo arbitrale – che assegnava la maggioranza alla cordata che faceva riferimento a Carlo De Benedetti – era frutto di corruzione. (fonte Wikipedia)

 

I certificati emessi 

Il documento in questione, delle dimensioni di 27X35 cm e stampato da Officine Carte Valori Turati Lombardi, emesso nel 1973, è un certificato di 1000 azioni privilegiate. Da notare la firma in basso a destra. Per maggiori informazioni, vi consiglio di consultare questo link. N.B.: la scheda è riferita ad un documento di esempio attualmente presente, in circolazione potrebbero esistere varianti con caratteristiche differenti.

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Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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