CollezionismoFilatelia

1 PARTE MARCOFILIA

Schermata 2016-04-13 alle 10.46.41La marcofilia è il collezionismo, lo studio e la catalogazione degli annulli e dei timbri postali. Questo settore della filatelia talvolta prosegue di pari passo con la storia postale o con l’aerofilia avendo come interesse comune a questi rami del collezionismo i bolli apposti sulla corrispondenza. La funzione dell’annullo consiste nell’apporre una traccia indelebile sul francobolli per impedirne l’eventuale riuso mentre il timbro contiene le informazioni fondamentali relative alla spedizione di un oggetto tramite posta. La traccia lasciata durante l’operazione di annullamento e timbratura viene eseguita normalmente con appositi inchiostri indelebili e penetranti in modo da impedire eventuali contraffazioni.

La vastità del materiale che si offre al collezionista appassionato di marcofilia fa sì che questa possa essere raggruppata secondo gli stessi metodi della filatelia classica e della filatelia tematica ovvero seguendo un ordine cronologico, per nazione e per tema. I metodi di conservazione usati sono del tutto simili a quelli della filatelia.

In senso stretto il termine “marcofilia” descrive una particolare branca del collezionismo che raccoglie e studia le impronte dei timbri (detti bolli) presenti sulla corrispondenza postale storica e attuale.

Come estensione (che farà torcere il naso ad alcuni) mi sembra corretto comprendere nella categoria tutti i segni aggiunti dagli addetti postali alle corrispondenze per segnalazioni di servizio come: bolli accessori, scritte e targhette applicate alle corrispondenze e ai moduli postali.

I principali sono i bolli annullatori o datari, i bolli di origine o provenienza; nella categoria si possono comprendere anche i bolli per le segnalazioni di servizio applicati sui moduli postali o sulla corrispondenza, quali le scritte di controllo, i bolli di rispedizione, di avviamento, di consegna e ancora, bolli di tassazione, di raccomandazione o di assicurazione, di franchigia ecc. Non bisogna dimenticare le impronte annullatrici meccaniche che in certi periodi vennero usate anche per pubblicità e propaganda.

Le segnalazioni di servizio manoscritte erano frasi codificate espressamente previste dai regolamenti in sostituzione dei timbri appositi mancanti; anche il colore dei lapis o degli inchiostri era regolamentato e seguiva precise regole (o perlomeno avrebbe dovuto).
Altro capitolo interessante sono i bolli annullatori temporanei o provvisori, utilizzati negli uffici postali in servizio per un tempo limitato in sedi provvisorie e in circostanze particolari, per esempio in occasione di fiere, esposizioni, congressi. Ai suddetti uffici furono forniti dei bolli approntati ed utilizzati per l’occasione, definiti poi “annulli speciali”.
Tali uffici postali temporanei venivano aperti (almeno inizialmente) con lo scopo preciso di favorire i visitatori e i partecipanti all’incontro, nell’ inviare le corrispondenze di affari o di saluto o di ricordo dal luogo stesso della manifestazione. In tempi moderni, gli annulli delle manifestazioni si sono arricchiti di disegni e definiti annulli figurati. E’ diventato un capitolo appassionante per molti collezionisti, anche se sono creati ed applicati al solo scopo collezionistico.

Altra branca degli annulli speciali sono stati i cosidetti bolli “muti” cioè impronte di timbri (provvisori) riportanti solo la data e mancanti delle indicazioni consuete per il buon andamento postale, perciò integrati obbligatoriamente con ulteriori bolli o a volte anche con scritte manuali.

La maggior parte di queste “impronte” (il termine corretto è bolli, se applicati a timbro) vennero applicate manualmente, però non mancano impronte di annullamenti meccanici e meccanici continui. Come accennato sopra, non bisogna dimenticare (poichè appartenenti anch’esse alla marcofilia) le impronte applicate a macchina presso gli uffici postali per le tassazioni o per l’affrancatura delle raccomandate.
E che dire dei bolli ovali di franchigia apposti dai mittenti ma con l’intestazione “R.R.POSTE” ?, anch’essi potrebbero rientrare nella categoria. In ultima analisi si potrebbero pure comprendere (anche se applicate dai privati e appartenenti alla cosidetta “meccanofilia”) le impronte meccaniche “rosse” che erano munite di punzone ufficiale delle Poste Italiane, quindi l’affrancatura era solamente delegata momentaneamente ai privati (vedi i cartellini di controllo delle rosse).

 

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