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TRA I TITOLI PIU’ STORICI DELLA SCRIPOFILIA: KASERLICHE INDISCHE COMPAGNIE (COMPAGNIA DI OSTENDA) 1723 di Alberto Puppo

Un documento di eccezionale valore storico e commerciale. Nella rubrica di oggi parliamo di un titolo emanato nel 1723 dalla Kaserliche indische compagnie, meglio conosciuta come Compagnia di Ostenda.

Negli anni tra il Seicento e l’Ottocento le compagnie delle Indie di diversi Paesi ottengono dai rispettivi governi il monopolio del commercio da e per una determinata area geografica.

Assumono una grande importanza commerciale e anche politica, perché contribuiscono all’espansione coloniale delle maggiori potenze marittime: fanno infatti da avanguardia nella conquista di nuovi territori. Le maggiori sono quella inglese e quella olandese delle Indie orientali, fondate nel 1600 e nel 1602.

Negli anni diventano vere e proprie società per azioni. In principio sono singole persone che versano di volta in volta i capitali per armare la nave e comprare le merci (cannella, pepe, altre spezie, seta, indaco, metalli preziosi, legni pregiati in India, Sudest asiatico, Pacifico), sciogliendosi a impresa conclusa. Dopo una decina di anni di sviluppo, la necessità di armare intere flotte di navi, creare stazioni di rifornimento, arruolare truppe per la difesa, porta alla creazione di grandi società per azioni stabili.

Le due compagnie realizzano e distribuiscono ai soci profitti enormi e garantiscono il controllo delle colonie. Nel secolo scorso vengono sciolte e i loro beni passano allo Stato. Compagnie simili, per le Indie occidentali, sono create anche in Spagna e Francia.

ostenda
Barbary pirates capture the Impératrice Élisabeth of the Ostend Company, 1724

La compagnia di Ostenda nasce anch’essa per intraprendere relazioni commerciali con le Indie. Il successo delle Compagnie delle Indie orientali olandese, britannica e francese conduce i mercanti e gli armatori di Ostenda nei Paesi Bassi austriaci a desiderare di stabilire relazioni commerciali dirette con le Indie.

Ma già dal 1715 si segnalano i primi commerci da Ostenda a Mokha (nello Yemen), all’India, al Bengala e alla Cina. Il governo austriaco, che da poco ha assunto il potere nei Paesi Bassi Meridionali, concede a numerosi mercanti privati di Anversa, Gand e Ostenda patenti per il commercio nelle Indie Orientali.

Tra il 1715 e il 1723, 34 navi salpano da Ostenda per la Cina, per la Costa del Malabar o la Costa del Coromandel, per Surat, per il Bengala o per Mokha. Le spedizioni sono finanziate da diversi consorzi internazionali, composti da mercanti e banchieri fiamminghi, inglesi, olandesi e francesi. La reciproca rivalità fra di essi, tuttavia, condiziona pesantemente i profitti e ciò porta alla fondazione della Compagnia delle Indie Orientali di Ostenda, autorizzata con patente dall’imperatore austriaco Carlo VI nel dicembre 1722.

La compagnia organizza operazioni commerciali che vengono parzialmente finanziate dal Sacro Romano Impero, il quale incamera ogni anno dal 3 al 6% del ricavato.

Il capitale della compagnia è però fornito principalmente dai danarosi abitanti di Anversa e Gand e viene fissato a 6 milioni di fiorini olandesi, composto di 6mila azioni di mille fiorini ciascuna.

I dirigenti vengono scelti tra i ricchi ed abili mercanti o banchieri che sono stati coinvolti nelle spedizioni private. La compagnia possiede anche

Opposition_to_Ostend_Company
Treaties condemning the Ostend Company as “pernicious” to both British and Dutch interests (left) and a 1723 law forbidding French subjects from investing in the company (right).

due filiali commerciali: Cabelon sulla Costa del Coromandel e Banquibazar nel Bengala.

Tra il 1724 e il 1732, 21 vascelli della compagnia sono inviati all’estero, principalmente a Canton in Cina e nel Bengala. Grazie alla crescita dei prezzi, alti profitti sono realizzati nel commercio con la Cina.

Questo rappresenta una spina nel fianco per le più antiche compagnie rivali, come la VOC olandese, la EIC inglese e la CFT francese. Queste rifiutano di riconoscere il diritto dell’imperatore austriaco di fondare una compagnia delle Indie Orientali nei Paesi Bassi Meridionali e considerano gli Ostendesi degli intrusi.

Vengono dunque esercitate pressioni politiche internazionali sull’imperatore d’Austria, che alla fine capitola. Nel maggio 1727 la patente della compagnia viene sospesa per sette anni e nel marzo 1731 il secondo trattato di Vienna ne ordina la definitiva abolizione.

La fiorente Compagnia di Ostenda viene così sacrificata agli interessi della dinastia austriaca. Fra il 1728 e il 1731 un piccolo numero di spedizioni illegali sono organizzate sotto bandiera prese a prestito, ma le ultimissime navi a salpare per la compagnia sono i due “vascelli del permesso” che partono nel 1732 e che sono così soprannominati in quanto erano un’espressa concessione fatta nel secondo trattato di Vienna.

Avere nella collezione uno di questi documenti non fa che rendere la stessa di grande valore storico / culturale.

Kaserliche indische compagnie

Alberto PUPPO
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