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Storia delle banche italiane: Banco di Roma

Il Banco di Roma fu una delle tre Banche di Interesse Nazionale, insieme a Credito Italiano e Banca Commerciale Italiana, controllate dall’IRI. Fondato nel 1880 a Roma, cessò di esistere con tale nome nel 1992 quando, a seguito di un processo di concentrazione, confluì per incorporazione in una nuova società, la Banca di Roma, costituita insieme alla Cassa di Risparmio di Roma e al Banco di Santo Spirito; a sua volta la Banca di Roma divenne capofila di Capitalia, ed entrò a far parte del gruppo UniCredit nel 2007.

Storia

Banca cattolica

Il Banco di Roma viene fondato il 9 marzo 1880 su iniziativa di alcuni nobili romani, in un periodo di forte sviluppo urbanistico ed economico della città, divenuta da poco Capitale del Regno. Ai rogiti del notaio Scipione Vici, nel suo studio di Roma, si riuniscono il principe Sigismondo Giustiniano Bandini, il duca di Bomarzo Francesco Borghese ed il marchese Giulio Merenghi, i quali costituiscono il Banco di Roma, con un capitale di Lire 6 milioni, aumentabile fino ad un massimo di Lire 20 milioni.

Nato come istituzione locale, con l’inizio del nuovo secolo sotto la presidenza di Ernesto Pacelli, il Banco dimostra un’ambizione internazionale: in pochi decenni sono aperti sportelli in tutta Italia ed è la prima banca italiana ad aprire, tra il 1901 e il 1914, filiali all’estero. Tra le molte, si ricorda che il 2 gennaio 1901 si insedia la Filiale di Genova, nel novembre dello stesso anno segue Torino, il 22 gennaio 1902 apre la Filiale di Parigi, il 4 ottobre 1906 La Valletta (Malta),il 18 dicembre 1909 la Filiale di Napoli, il 15 gennaio 1910 il Banco apre Barcellona, ed il 18 novembre 1910 apre la Filiale di Firenze (fonte Luigi De Rosa, Storia del Banco di Roma, aprile 1989). Tuttavia, l’espansione in Italia era preclusa dalle due maggiori banche nazionali, la Banca Commerciale Italiana e il Credito Italiano: perciò il Banco di Roma scelse l’espansione nel Mediterraneo, in particolare in Libia.

Per espandersi in Italia il Banco ricorse agli aumenti di capitale, attraverso i quali la presenza della nobiltà romana nel capitale sociale diminuì in favore del Credito Nazionale, banca partecipata dalle banche cattoliche italiane e che veniva finanziata dallo stesso Banco di Roma. Nel 1914, a causa delle perdite, il Banco dovette svalutare il capitale. Fu la Banca d’Italia che aiutò il Banco di Roma a riprendersi da quella crisi.

La nazionalizzazione

Nel 1921 il Banco era di nuovo in crisi, sovraindebitato nei confronti della Banca d’Italia. Il governo e la banca centrale rifinanziavano il Banco di Roma per paura che si verificasse un nuovo crollo bancario dopo quello della Banca Italiana di Sconto. Con l’avvento del Fascismo, nel 1923, il Banco di Roma fu rilevato dalla Società Nazionale Mobiliare, controllata per il 26% dal Consorzio Sovvenzioni e per un altro 26% dalla Banca Commerciale Italiana e dalCredito Italiano.

Nel 1933 l’ Istituto di Liquidazioni, com’era stato ribattezzato il Consorzio Sovvenzioni nel 1926, venne assorbito dal nuovo istituto di salvataggio, l’IRI, che aveva rilevato anche il Credito e la Commerciale, cosicché il Banco di Roma si trovò ad esser controllato dall’IRI. Nel 1934 si avvia il riassetto complessivo del sistema bancario nazionale ed il Banco, come le altre due banche dell’IRI, diviene nel 1937 “Banca di Interesse Nazionale”.

All’inizio della Seconda guerra mondiale, sotto la presidenza di Felice Guarneri, il Banco conta una estesa presenza in tutta Italia e vanta una notevole rete internazionale, specie nel Mar Mediterraneo, in Medio oriente e in Africa orientale.

L’espansione riprende nel dopoguerra, anche con la costituzione di Mediobanca, e prosegue negli anni cinquanta e sessanta, sia in Italia che all’estero. La presenza internazionale si consolida dagli anni settanta con l’accordo di cooperazione “Europartners” stipulato insieme con Commerzbank, Crédit Lyonnais e Banco Hispano-Americano e con l’apertura di nuove filiali e rappresentanze in tutti i mercati, dal Nord America all’Estremo Oriente.

Nel 1991 si avvia il processo di concentrazione che porterà il 1º agosto 1992 alla nascita di Banca di Roma. (Fonte Wikipedia)

I certificati emessi 

Il certificato in questione è costituito da una azione al portatore, stampato dalle Officine Carte Valori Staderini di Roma, nel Maggio del 1918. Nel documento troviamo molti riferimenti alla città di Roma, come San Pietro  e il Colosseo. Per maggiori informazioni, vi consiglio di consultare questo link. N.B.: La scheda è riferita ad un documento di esempio attualmente presente, in circolazione potrebbero esistere varianti con caratteristiche differenti.

bancodiroma

 

Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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