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SOC. ANONIMA IL VULCANO AUTORIZZATA DAL GOVERNO DI SUA MAESTA’ RE DI SARDEGNA TORINO 1853 di Alberto Puppo

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Carlo Alberto di Savoia

Un’azione al portatore emanata nel 1853 dall’azienda torinese “Il Vulcano”. La società si occupa della fabbricazione, l’asciugamento e lo smercio di un nuovo combustibile delle case di recente costruzione. Il documento, oltre a un indubbio valore storico, ne ha uno significativo dal punto di vista grafico. Il disegno, infatti, si deve al lavoro della stamperia torinese dei fratelli Doyen. , nel 1829, viene convinto dal litografo Demetrio Festa, a capo dell’omonima azienda, a trasferirsi da Digione a Torino. L’azienda, fino alla venuta di Doyen, si occupava delle pubblicazioni di vedute e ritratti. Con il francese, invece, la stamperia Festa assume un’impronta più scientifica. Nonostante questo Doyen, nel 1833, fonda, con il socio Michele Ajello, una stamperia propria, che dirige fino alla morte nel 1861. La litografia, in pochi anni, diventa la più famosa di Torino. Al suo interno troviamo cinque disegnatori, venticinque operai e otto torchi Brisset. Doyen, nel1846, stabilisce una filiale anche a Genova, affidandola al fratello Leonardo: poco prima del 1850 le due case si fondono col nome di Fratelli Doyen e Compagnia.

Torino, negli anni cinquanta dell’Ottocento, è una città in piena espansione industriale e soprattutto reduce dalla Prima guerra d’Indipendenza dichiarata contro l’Austria nel 1848 da Carlo Alberto di Savoia, sollecitato dai liberali milanesi. Una guerra finita male per il Regno di Sardegna, sconfitto dall’abilità del maresciallo Josef Radetzky e dall’inetta guida del re sardo, a Custoza. La disfatta di Novara, il 23 marzo 1849, induce Carlo Alberto ad abdicare a favore del figlio Vittorio Emanuele II di Savoia. Carlo Alberto si ritira così in esilio ad Oporto, in Portogallo, dove muore qualche mese dopo.

In seguito alla disfatta il Regno di Sardegna cerca di ristabilire la sua economia. Massimo d’Azeglio, presidente del Consiglio, approva le leggi Siccardiane in seguito alle quali i privilegi di cui il clero aveva sempre goduto vengono aboliti. Col nuovo decennio si apre l’epoca di Camillo Benso di Cavour che l’11 ottobre 1850 viene chiamato al governo, inizialmente come ministro del Commercio e dell’Agricoltura e in seguito come ministro delle Finanze. Nel 1852 Cavour stringe un patto (il connubio) con la sinistra di Urbano Rattazzi che gli consente di diventare in seguito primo ministro.

Cavour non era amato né dal re né dal popolo, ma dimostra a tutti di avere un’indubbia capacità amministrativa e ben presto la sua figura politica assume un ruolo chiave nel prosieguo del Risorgimento. Conscio della situazione degli altri Paesi europei, inizia una serie di riforme che contemplano, tra l’altro, la canalizzazione del Vercellese, finanziamenti alle industrie, creazione di ferrovie e di navi.

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Camillo Benso conte di Cavour

Nel 1855 il regno si allea con la Francia nella guerra di Crimea contro la Russia; il considera infatti l’intervento un buon trampolino di lancio per entrare a far parte del gioco politico europeo, ed invia un corpo di bersaglieri a combattere a fianco degli alleati, partecipando poi al Congresso di Parigi tra le nazioni vincitrici.

A Plombières, una stazione termale nel massiccio dei Vosgi, il 20 luglio 1858 Cavour stringe un’alleanza segreta con Napoleone III. Tale accordo prevede, in caso di attacco austriaco, l’intervento dei francesi a fianco dei sardi, per tentare la conquista della Lombardia e per proseguire eventualmente fino all’Adriatico. In caso di vittoria, in cambio di tale aiuto, alla Francia sarebbe stato ceduto il ducato di Savoia e la contea di Nizza insieme alla possibilità di controllare indirettamente l’Italia centrale. Questa alleanza costituisce il viatico di quello che sarà il triennio che condurrà, il 17 marzo 1861, alla proclamazione del Regno d’Italia.

 

il vulcano

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Alberto PUPPO
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