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I. R. MONTE DEL REGNO LOMBARDO VENETO 1853

Un documento molto raro e prezioso. La cartella obbligazionaria nominativa per una rendita annua perpetua di Fiorini 95,40 intestata alla “Amministrazione della sostanza lasciata dal fu conte Nicolò Mauruzzi da Tolentino” ha un valore storico importante. L’intestatario infatti è l’ente che amministrava i fondi lasciati dall’esponente più importante della famiglia di uomini d’arme dei Mauruzi o Mauruzzi della Stacciola originaria di Tolentino.

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Niccolò da Tolentino nella Battaglia di San Romano di Paolo Uccello

Il conte Nicolò, nato a Tolentino, nelle Marche, nel 1350, è stato un condottiero e capitano di ventura. Fugge da casa nel 1370 per dissapori familiari ed entra in servizio come comandante d’armi di numerose signori italiani.

Ottiene successi militari strabilianti. Ad esempio, per Firenze, espugna Brescia e vince la battaglia di Maclodio il 12 ottobre 1427.

In seguito ai successi ottenuti viene nominato capitano generale della Repubblica Fiorentina e viene incaricato di guidare una coalizione di stati che nel giugno del 1432 fronteggia in territorio di Romagna Francesco Sforza, dove vince la Battaglia di San Romano (tema di un famoso ciclo di tavole dipinte di Paolo Uccello).

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Nel 1434 le sue fortune si interrompono tragicamente quando viene catturato dai Visconti e gettato in un burrone.

Nicolò muore a Borgo Val di Taro dopo un anno di atroci sofferenze per le ferite riportate. Le sue spoglie si trovano nella bellissima Santa Maria del Fiore a Firenze.

Il conte Nicolò ha tre figli: Giovanni, Baldovino e Cristoforo. Quest’ultimo si stabilisce a Venezia dove la famiglia è nota con il nome di “Tolentini” e si imparenta con i Gabrielli. Anche Cristoforo da Tolentino viene ricordato come un valoroso militare.

Proprio Venezia ci dà lo spunto per parlare del Monte del regno Lombardo-Veneto da cui proviene il documento oggi allo studio. Il Monte viene costituito a Milano nel 1822, con lo scopo di dare vita a uno stabilimento di credito pubblico.

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Il Regno Lombardo Veneto si estendeva per una superficie totale di 46.991 chilometri quadrati e contava, approssimativamente, 6.357.800 abitanti. Quando vennero introdotti i francobolli (1° giugno 1850), nelle nove province della Lombardia e nelle otto del Veneto esistevano 255 uffici postali (tra cui cinque collettorie). Negli anni successivi vennero aperti nuovi uffici e qualcuno venne chiuso. Gli uffici dipendevano da diciassette Direzioni Provinciali, a loro volta sottoposte alla Direzione Superiore di Verona. Senza elencare tutti gli uffici, di seguito ne diamo il numero provincia per provincia. In Lombardia: Milano (capitale) 21, Bergamo 25, Brescia 25, Como 35, Cremona 10, Lodi e Crema 8, Mantova 22, Pavia 8, Sondrio 9 In Veneto: Venezia (capitale) 14, Belluno 10, Padova 13, Rovigo 10, Treviso 13, Udine 23, Verona 14, Vicenza 16. Fino al 31 ottobre 1858 nel Lombardo Veneto la moneta circolante era la Lira Austriaca che si divideva in 100 Centesini, equivalenti a 20 Kreuzer, ovvero 0,865 Lire Italiane. Il 1° novembre 1858, con l’introduzione di una nuova valuta (Österreichische Währung) un Fiorino, equivalente a 2,47 Lire, si divise in 100 Soldi. Infine il 22 giugno 1859 fu introdotta la monetazione italiana (1 Lira = 0,405 Fiorini). Conclusasi l’avventura napoleonica, il 9 giugno 1815 si chiuse il Congresso di Vienna nel corso del quale le potenze vincitrici di Napoleone decisero la suddivisione politica dell’Italia, inizialmente in una decina di Stati, diventati poi sette a seguito di annessioni: Regno di Sardegna, Regno Lombardo Veneto, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena, Regno delle Due Sicilie. Nel Regno Lombardo Veneto furono riuniti i territori della Lombardia e del Veneto che erano stati assegnati all’Austria.

Nello specifico amministrava il debito pubblico del Lombardo-Veneto, che proveniva dalla quota del debito pubblico del regno d’Italia, cioè del disciolto Monte Napoleone e i prestiti pubblici emessi dal governo austriaco dopo il 1815.

La prefettura del Monte, come riporta il sito lombardiabeniculturali.it, dipende direttamente dal governo di Milano e a questa sono attribuite le prerogative di “inscrivere delle rendite perpetue sia la corrispondente formazione ed emissione delle cartelle; l’emissione dei certificati […] sia la conversione successiva di questi certificati in cartelle; il pagamento delle rendite maturate nelle epoche stabilite; il trasporto della proprietà delle rendite iscritte e la registrazione precisa di tutto ciò che si riferisce alla proprietà ed al godimento delle rendite stesse; e finalmente l’acquisto delle cartelle e dei certificati col fondo di ammortizzazione” (Patente 24 maggio 1822).

Il Monte emette successivamente nuove cartelle sia per le rendite annuali perpetue provenienti dai crediti liquidati, sia per gli importi convertiti in rendita perpetua al 5% e per gli arretrati delle amministrazioni centrali del Regno d’Italia.

La decorrenza degli interessi viene stabilita a partire dal 1 novembre 1820 “qualunque sia l’epoca in cui ne seguirà la liquidazione e la iscrizione”.

Il 17 giugno 1859, in seguito alla conquista della Lombardia da parte delle truppe franco-piemontesi, il patriota Cesare Correnti viene nominato prefetto del Monte Lombardo-Veneto.

Il Monte cessa di esistere nel 1866, quando il Veneto viene annesso all’Italia.

Va da sé che il documento di cui ci occupiamo oggi sia ricco di eccezionali spunti storico-biografici. Questa preziosa cartella obbligazionaria è larga 25 centimetri e alta 39. È in carta filigranata stampata e manoscritta e riporta lo stemma del Monte con la caratteristica aquila bicipite nel campo superiore.

Nel quadrante inferiore sinistro troviamo invece l’impronta a secco con le iniziali del Monte. In quello inferiore destro si nota il timbro a inchiostro dell’Ufficio di Riscontro della Corte dei Conti di Milano. La cartella fu rilasciata in sostituzione di una precedente annullata. La quotazione ufficiale per un documento senza intestazioni particolari è di 650,00 euro, per quello analizzato intestato all’Amministrazione della sostanza lasciata dal fu conte Nicolò Mauruzzi da Tolentino il prezzo è di euro 950,00.

Superfluo dire come le obbligazioni degli stati italiani preunitari abbiano ottime prospettive di rivalutazione. Per questo reputiamo il suo acquisto un vero investimento.

Alberto PUPPO
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