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L’INCIDENTE DI GLEIWITZ

Oggi è il 77° anniversario dell’incidente di Gleiwitz: il 31 agosto 1939 truppe tedesche, travestite con delle divise polacche, attaccarono la stazione radiofonica della città della Slesia inscenando il più grave casus belli della Storia.
Non ci sono francobolli che ricordano questo episodio assai poco noto usato da Hitler come pretesto per la seconda guerra mondiale.
L’unico esemplare in qualche modo legato alla città di Gleiwitz – oggi Gliwice, in Polonia – è quello da 0,55 euro che le poste tedesche dedicarono quattro anni fa all’aviatrice Elly Beinhorn in occasione del 75° anniversario del suo volo record attraverso due continenti, l’Europa e l’Asia. Il 13 agosto 1935 la Beinhorn decollò con il suo Messerschmitt Bf-108 Taifun proprio da Gleiwitz e vi riatterrò dopo aver percorso 3.470 km in circa 13 ore e mezza stabilendo un nuovo primato e rendendola una delle aviatrici più famose di tutti i tempi.

“La nonna è morta”, questa parola d’ordine, pronunciata alle ore 20 del 31 agosto 1939 dal capo delle SD, Heydrich, diede il via alla Seconda Guerra Mondiale. Tutto era cominciato alcune settimane prima quando Hitler, ormai deciso ad attaccare la Polonia, aveva incaricato il comandante delle SS, Himmler, di organizzare un “incidente” capace di fornire all’esercito tedesco la scusa ufficiale in grado di giustificare di fronte al mondo l’intervento armato in territorio polacco. Himmler ne parlò con Heydrich e questi si assunse personalmente il compito di preparare un piano che prevedesse l’assalto di finti soldati polacchi alla stazione radio di Gleiwitz, a pochi chilometri dal confine.
L’operazione venne preparata nel più assoluto segreto. Alcune decine di uomini, quasi tutti membri delle SS, vennero inviati nella zona di Gleiwitz muniti di armi e divise in dotazione all’esercito polacco. Comandava il gruppo un giovane studente fuori corso di filosofia di nome Alfred Helmut Naujocks. Membro delle SS e collaboratore della Gestapo, la polizia segreta, Naujocks era un tipo spericolato, un avventuriero senza scrupoli, seguace fanatico della dottrina nazista. In seguito la Gestapo ricorrerà ancora a lui ogni volta che si avrà bisogno di creare “incidenti” analoghi. Naujocks fu, ad esempio, il protagonista delle provocazioni inscenate dai tedeschi nell’intento di giustificare davanti all’opinione pubblica le aggressioni contro il Belgio e l’Olanda.
Compito del commando nazista era di fingere un attacco alla stazione radio di Gleiwitz e quindi di leggere alla radio un messaggio in lingua polacca ovviamente ostile nei confronti della Germania.
Chiusi nei loro nascondigli, gli uomini di Naujocks attesero a lungo l’ordine di muoversi.
E l’ordine giunse alfine la sera del 31 con una telefonata personale dello stesso Heydrich. L’esecuzione del piano si svolse senza incidenti. I finti soldati polacchi attaccarono con le armi in pugno la stazione radio e, per rendere più realistica la loro azione, non esitarono a fare fuoco sul personale uccidendo alcuni cittadini tedeschi che, in perfetta buonafede, avevano cercato di difendersi dai “polacchi”. Conquistata la stazione, gli assalitori lessero ai microfoni il messaggio precedentemente preparato e quindi si allontanarono fingendo di dirigersi verso il confine.
Alcune ore dopo l”incidente”, le Forze Armate tedesche entravano in azione, mentre Hitler, da Berlino, poteva annunciare alla radio: “Questa notte truppe regolari polacchi hanno aperto il fuoco sul nostro territorio. Dalle 4,45 di oggi le nostre Forze Armate sono passate al contrattacco”.

CLAUDIO ALBERTAZZI
La filatelia e la Storia sono da sempre le mie principali passioni e questo sito non è altro che la realizzazione di un sogno. I francobolli possono rivelarsi uno strumento assai utile per ripercorrere e approfondire le epoche passate. E’ incredibile come questi piccoli frammenti di carta colorata possano offrire una precisa testimonianza dei principali avvenimenti storici e aiutarci quindi a comprendere meglio il nostro presente. Guerre e battaglie, scoperte scientifiche, esplorazioni geografiche, personaggi: ogni francobollo racchiude in sé una storia e ogni storia può essere rivissuta all’infinito per viaggiare nel tempo e nello spazio. www.filateliaestaria.it
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