Oggi parliamo di una rara azione dell‘Impresa del Genio datata 1856. Nel decennio cavouriano (1850 al 1860) si costituiscono in Liguria alcune società anonime e in accomandita con un capitale complessivo di circa 150 milioni di lire di allora. Tra le più importanti menzioniamo la Società di navigazione a vapore, la Ferrovia Genova-Voltri e appunto l’impresa del Genio.
Quest’ultima nasce con lo scopo di incentivare la scoperta di una forza motrice riprodotta con poca spesa giornaliera senza pericolo ed applicabile con vantaggio a qualunque uso industriale in sostituzione del vapore. Il documento di cui parliamo oggi è un’azione di godimento delineata attualmente dall’articolo 2353 del codice civile.
Si tratta di azioni assegnate come rimborso all’ex azionista nel caso in cui le sue azioni siano state annullate per via di una riduzione del capitale sociale per esuberanza. Esse attribuiscono un diritto di partecipazione agli utili futuri ma non rappresentano una quota di capitale sociale e sono postergate rispetto alle altre categorie di soci. Gli utili saranno corrisposti a questa categoria di azioni solo successivamente alla remunerazione di tutte le altre categorie di azioni nella misura dell’interesse legale, e anche in caso di scioglimento della società il diritto alla liquidazione di un eventuale attivo residuale sarà postergato rispetto alle altre categorie di azioni.
Alle azioni di godimento è negato il diritto di voto. Esse scaturiscono dalla differenza di valore che intercorre tra il valore nominale dell’azione e il valore reale della stessa; l’azione all’atto del rimborso ha un valore di gran lunga superiore a quello originario (valore nominale) e per la differenza vengono attribuite queste azioni di godimento. Tornando al periodo storico in cui è stata emanata tale azione, assistiamo a un rapido sviluppo industriale del Regno di Sardegna, soprattutto localizzato in Piemonte e Liguria.
In questi anni l’azione del conte Camillo Benso di Cavour, divenuto Ministro dell’Agricoltura e del Commercio nel 1850, e l’anno dopo Ministro delle Finanze, è incentrata sulla transizione dal protezionismo al liberoscambismo del Regno. Per avviare questa metamorfosi il conte riduce i dazi per l’importazione e l’esportazione delle merci, attuati attraverso trattati commerciali con Francia, Belgio, Gran Bretagna, Grecia, Svizzera, Paesi Bassi, Unione Doganale Tedesca e Austria. Cavour riequilibra il bilancio statale, fa approvare su tutti gli enti morali laici ed ecclesiastici un’unica imposta del 4% del reddito annuo, introduce l’imposta delle successioni, lavora per l’aumento di capitale della Banca Nazionale degli Stati Sardi aumentandone l’obbligo delle anticipazioni allo Stato e introduce la collaborazione tra finanza pubblica e iniziativa privata.
Conscio della situazione degli altri Paesi europei, inizia in contemporanea una serie di riforme che contemplano, tra l’altro, la canalizzazione del Vercellese, i finanziamenti alle industrie e la creazione di una capillare rete ferroviaria. A tal fine accoglie nel 1851, le proposte di aziende britanniche per la realizzazione delle linee ferroviarie Torino-Susa e Torino-Novara. Essendo assai raro, il documento di cui abbiamo parlato oggi, ha un valore di catalogo di circa mille euro.
Rappresenta un ottimo investimento nella storia considerato l’andamento che il titolo ha avuto negli ultimi anni nel mercato collezionistico. Il valore è sicuramente legato alla rarità di questo documento.







