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I BUONI AGRARI

L’Unita’  d’Italia e’ stata il frutto di un processo lungo e difficile, che ha portato allo storico incontro di Teano, del 26 ottobre 1860, dove Garibaldi consegnava a Vittorio Emanuele II tutti i territori della penisola da lui liberati. In seguito anche le Marche e l’Umbria furono annesse al Regno Sabaudo tramite plebiscito; prendeva corpo cosi l’unificazione nazionale, anche se essa non era ancora completa perché il Lazio rimaneva territorio papale e il Veneto era in mano austriaca, in ogni caso il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II venne proclamato Re dItalia.

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Banca Agricola Sarda – 30 Lire

Sette anni dopo, nel 1869, nel Regno d’Italia, la cui capitale era Firenze, si fa’ pressante l’esigenza di raccogliere e stimolare la raccolta di capitali destinati all’agricoltura la principale fonte di ricchezza del paese.

Tale necessita’ viene soddisfatta attraverso l’approvazione della legge n. 5160 del 21 giugno 1968, che prevedeva “…. di emettere titoli speciali di credito al portatore, detti buoni agrari e pagabili a vista…” “…. di ricevere somme in deposito rilasciando corrispondenti delle apoche di credito…” e  che ”..i buoni agrari non potranno essere di valuta inferiore a lire trenta…”. Vennero quindi creati diversi istituti di Credito Agrario, mentre altri istituti gia’  esistenti costituirono speciali sezioni dedicate al Credito Agrario.

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Credito Agricolo Industriale Sardo: Cento Lire
Stefano Poddi
Membro dell’ Accademia Italiana di Studi Numismatici International Bank Note Society IBNS # 10087 poddiste@yahoo.it http://www.stefanopoddi.it tel. 06 33174783 cell. 329 2436450
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