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CASSA SOCIALE DI PRESTITI E DI RISPARMI MILANO 1864 di Alberto Puppo

Il documento di cui parliamo oggi è estremamente raro. Si tratta di un’azione al portatore di 250 lire emanata dalla Cassa sociale di prestiti e di risparmi di Milano. Questo istituto di credito, conosciuto come Banca di Durino, per il nome della via dove ha sede la banca, nasce nel 1864 con l’intento di creare un istituto di deposito e di investimento che avesse come scopo principale intermediazione finanziaria ad altissimi livelli. I promotori vogliono ampliare la propria presenza anche sul mercato del credito nazionale oltre che milanese e lombardo. In poco tempo la banca apre 91 filiali con ampia autonomia amministrativa. L’istituto cerca di attirare la clientela applicando tassi d’interesse d’invito particolarmente alti. Ma l’operazione sfiora i limiti della truffa: in breve tempo affluiscono numerosi capitali che devono essere remunerati a tassi estranei ai normali livelli di mercato. La via inevitabile è quella di legare l’azienda alle sirene della speculazione col risultato di portare il passivo alle stelle per poi precipitarla nel baratro del dissesto. Così già il 12  novembre 1866, ad appena due anni dalla sua nascita, il Tribunale di Milano ne sancisce la liquidazione coatta. Luigi Luzzatti (Venezia, 1º marzo 1841 – Roma, 29 marzo 1927), giurista, economista e politico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri dal 31 marzo 1910 al 29 marzo 1911, si scaglia contro la Cassa sociale milanese nella sua relazione sulle condizioni economiche delle banche mutue popolari italiane del 31 dicembre 1876. Luzzatti sostiene che la banca “ha seppellito sotto le sue rovine il fiore dei risparmio popolare”.

Luigi_Luzzatti
Luigi Luzzatti (Venezia, 1º marzo 1841 – Roma, 29 marzo 1927) è stato un giurista, economista e politico italiano, che fu Presidente del Consiglio dei ministri dal 31 marzo 1910 al 29 marzo 1911. È stato il fondatore della Banca Popolare di Milano e Presidente dello stesso istituto di credito dal 1865 al 1870, oltre ad esserne stato Presidente Onorario dal 1870 al 1927.

Proprio Luzzatti fonda nel 1865 la Banca Popolare di Milano di cui è Presidente Onorario dal 1870 al 1927. Luzzatti nasce da una famiglia ebraica veneziana e fin da giovane, dopo la laurea in giurisprudenza, insegna economia politica a Padova. Le sue lezioni non piacciono alla polizia austriaca che lo costringe ad emigrare. Così si reca a Milano dove insegna all’istituto tecnico. In questi anni diventa affiliato alla loggia massonica milanese “Cisalpina”. Nel 1867, dopo l’annessione del Veneto al regno d’Italia, torna a Padova dove insegna diritto costituzionale fino al 1896. Nel 1863 dà alle stampe “La diffusione del credito e le banche popolari” dando così impulso allo sviluppo delle banche popolari in Italia.

Nel 1869 il presidente del Consiglio Minghetti lo nomina sottosegretario di Stato all’agricoltura e al commercio. Durante il suo mandato abolisce il controllo governativo sulle imprese commerciali e promuove un’indagine conoscitiva sulle condizioni dell’industria. Nonostante fosse un liberista si prodiga per introdurre in Italia sistema economico protezionistico. Nel 1891, da ministro del Tesoro del primo governo Di Rudinì, con alcune mosse avventate, accelera la crisi del sistema bancario. Successivamente riesce a tirare fuori il banco di Napoli dal baratro del fallimento.

Anche con Giolitti presidente del Consiglio, ricopre per anni il ruolo di ministro del Tesoro. Luzzatti, nel 1903, si prodiga per dare vita all’Istituto Autonomo delle Case Popolari, per aiutare i meno abbienti a trovare una casa. L’acme della sua carriera politica lo raggiunge Il 31 marzo 1910 quando viene nominato presidente del Consiglio dei ministri dal re Vittorio Emanuele III dietro indicazione del dimissionario Giolitti.

Da primo ministro introduce la scuola obbligatoria fino a 12anni e vuole estendere il diritto di voto a quattro milioni e mezzo di nuovi elettori. Ma per l’opposizione dell’estrema sinistra, che vuole il suffragio universale, la riforma non va in porto. A causa di questo fallimento, il 29 marzo 1911, si dimette e lo sostituisce Giolitti.
Luzzatti muore a Roma 15 anni più tardi. Il suo corpo è sepolto al Verano.

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Alberto PUPPO
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