BanconoteCollezionismo

IL CAMBIO DELLA MONETA CHE NON E’ MAI AVVENUTO

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale l’Italia e’ devastata dall’inflazione, per averne un esempio basti pensare che nel 1945 la circolazione monetaria e’diciotto volte quella del 1938, negli ultimi anni lo Stato italiano ha stampato fin troppa cartamoneta per fronteggiare le spese di guerra.
Inoltre l’Italia e’ divisa in tre tronconi, dovuti alla diversa tempistica della liberazione Alleata: l’ Italia del Nord con la Repubblica di Salo’ e i Tedeschi, il Regno del Sud comprendente anche Roma e il Lazio gestito dal Governo Italiano e sotto la tutela della Commissione Alleata e il centro Italia sottoposto direttamente al Governo Militare Alleato.
Per quanto riguarda la circolazione monetaria, In Italia circolano almeno tre tipi di cartamoneta: le lire Badogliane, quelle stampate dall’RSI e le AM-lire (Allied Military Currency), bisogna necessariamente riunificare la circolazione monetale come presupposto necessario per arrivare all’Italia riunita.
Il cambio della moneta puo’ avvenire sia per sovrastampa dei biglietti esistenti sia per sostituzione (come e’ avvenuto con il cambio lira/euro), la sovrastampa dei vecchi biglietti viene scartata quasi subito per le grandi possibilita’ di falsificazione che permette..
Il cambio della moneta e’ molto rapido, ognuno deve portare le proprie vecchie banconote per cambiarle con le nuove, pena rimanere con dei biglietti di carta colorata di nessun valore alla caduta in prescrizione dei vecchi biglietti.
Tramite tale procedura puo’ essere applicata anche l’imposta patrimoniale che colpirebbe gli indebiti arricchimenti di guerra.
Lo scontro politico e’ aspro e senza sconti ma si riduce alla prese di posizione in parlamento e agli articoli sui giornali.
Nella storia del cambio della moneta sono due le vicende che si intrecciano.
La prima vicenda riguarda la mancata emissione, commissionata dai vertici della Banca d’Italia di Roma, dei biglietti da 500 e 1.000 lire (Italia turrita) preparate dell’incisore Zanotti della Staderini e stampate, mentre la seconda vicenda riguarda la produzione di cartamoneta, da usare in Italia ma di fattura americana, commissionata il 20 marzo 1944 da Arturo Atti, Commissario della Banca d’Italia residente a Bari, alla American Bank Note Company di New York, nei tagli da 500 e 1.000 lire (Garibaldi) per un importo di 100 miliardi di lire.
Niccolo-IntronaPer la seconda vicenda inizia una lotta cortese ma durissima tra la Banca d’Italia, Governatore Luigi Einaudi e Direttore Generale Nicolo’ Introna, sostenuta dal Ministro del Tesoro Marcello Soleri e la Sottocommissione Finanziaria Alleata rappresentata dal Colonnello E.M.Foley Jr.
Gli italiani vogliono che la produzione delle nuove banconote avvenga in Italia, nonostante le condizioni disastrose nelle quali versa il Paese, per una questione di orgoglio nazionale, di dignita’ professionale e anche di posti di lavoro.
Dal 12 agosto del 1944 fino al 24 aprile 1945 si intrecciano lettere, memorandum, prove di stampa, ultimatum, depositi di dollari in garanzia, ecc., fino a che alla fine del giugno 1945 arriva una lettera dagli USA “ …la Tesoreria degli USA avrebbe preferito moltissimo che tutti i biglietti italiani fossero stampati in Italia”.
Gli USA devono desistere di fronte alla costanza e coerenza dell’impegno italiano.
Torniamo ora alla prima vicenda, il 19 giugno Aldo Staderini si reca in Banca d’Italia per rendere noto che due dei suoi dipendenti sono stati arrestati per la falsificazione delle AM-lire, uno dei due e’ l’incisore Zanotti che ha curato l’incisione dei nuovi biglietti da 500 e 1.000 lire (Italia turrita), che si e’ appropriato delle pellicole fotografiche dalle quali si possono produrre le lastre per la stampa.
Tutte le banconote prodotte vengono distrutte meno alcuni esemplari, circa una ventina, che vengono trafugati da un operaio addetto alla alimentazione della impastatrice tramite i pacchi di banconote da distruggere.
Il cambio della moneta viene definitivamente accantonato dal Governo nel marzo del 1947, con buona pace di quanto avevano sperato in un riequilibrio delle risorse economiche dopo l’arricchimento di pochi per gli illeciti profitti di guerra.

Stefano Poddi
Membro dell’ Accademia Italiana di Studi Numismatici International Bank Note Society IBNS # 10087 poddiste@yahoo.it http://www.stefanopoddi.it tel. 06 33174783 cell. 329 2436450
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