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E’ un’Italia sulla strada della ripresa

Enrico Morando, vice-ministro dell’Economia e delle Finanze, con un’intervista a Invice – Investment & Advice traccia un bilancio sull’andamento dell’economia italiana nel 2015, sottolineando come la trasformazione di “centinaia di migliaia di contratti di lavoro da precario a stabile sia stato l’aspetto più positivo dell’anno passato”, caratterizzato però da una ripresa ancora “gracile”. Guardando al futuro, l’esponente del governo si dice mode- ratamente ottimista e prevede una cre- scita del Pil nel 2016 “che può spingersi no all’1,5 per cento”.Schermata 2016-03-23 alle 09.52.02

Quale bilancio si sente di fare sull’andamento dell’economia italiana nel 2015?

“Dall’ultimo bollettino trimestrale di Bankitalia emerge che, per quanto riguarda l’economia reale, gli indicatori sono positivi anche se il segno più è davanti a numeri piccoli. Però il Pil è nalmente tornato a crescere così come l’occupazione. Abbiamo persino qualche segnale positivo sul fronte dell’occupazione giovanile. Diciamo che il combinato disposto tra il jobs act e le norme sulla scalizzazione degli oneri contributivi per i neo assunti con contratto a tempo indeterminato hanno permesso la trasformazione di centinaia di migliaia di rapporti di lavoro da precario a stabile. Questo è il dato che giudico più positivamente del 2015”.

Per quanto riguarda l’andamento del credito invece?

“Anche qui si registra qualche segnale positivo. Rimane però il tema delle sofferenze bancarie che sono ancora molto presenti e che non permettono alle banche di superare la politica del contingentamento del credito che ancora angustia l’economia e rende difficile il lavoro delle nostre imprese. Per affrontare questa situazione abbiamo accelerato le procedure concorsuali attraverso il decreto di luglio 2015 e su questo lavoreremo ancora cercando di far funzionare meglio la giustizia civile. Inoltre abbiamo ridotto ad un anno il periodo nel quale le banche possono dedurre scalmente la quota deducibile delle perdite, allineandoci così ai grandi Paesi europei. In ne l’accordo raggiunto con l’Ue sulla gestione delle sofferenze bancarie degli istituti bancari italiani renderà più semplice la concessione dei prestiti all’economia reale da parte delle banche”.

Il governo è intervenuto anche sulle banche popolari.

“Abbiamo favorito il loro consolidamento attraverso processi di trasformazione da aggregazione e ci apprestiamo a fare la stessa cosa per le banche di credito cooperativo”.

Passiamo al capitolo nanza pubblica.

“Abbiamo rispettato gli obiettivi che ci eravamo dati all’inizio del 2015. Direi quindi che l’economia reale ci dice che siamo in una fase di fuoriuscita dalla recessione iniziata nel 2007-2008. Guardando al futuro esistono però rischi che nascono dal contesto internazionale”.

Quali in particolare?

“Penso all’andamento non più così positivo dei Paesi emergenti e l’incombere, malgrado le politiche ultra espansive della Bce, della deflazione. Anche perché il tasso d’inflazione in Europa oscilla dallo 0,1 allo 0,3% a seconda dei Paesi presi in esame, ben lontano dal 2%, ovvero l’obiettivo ssato dalla Banca centrale europea. Alla deflazione si aggiunge la preoccupazione per il nervosismo dei mercati finanziari”.

In che modo il governo intende alimentare la ripresa nel 2016? “Detto che nel 2015 l’Italia è tornata a crescere seppur di poco, per alimentare questa ripresa gracile è necessario continuare sulla strada delle riforme strutturali. Alcune sono state già fatte, altre sono in via di realizzazione come quella della scuola e della pubblica amministrazione”.

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Enrico Morando, vice ministro dell’Economia e delle Finanza

Che cosa farà il governo per quanto riguarda gli investimenti pubblici?

“Intanto c’è da registrare che la Legge di Stabilità del 2015 per il 2016 contiene un formidabile incentivo agli investimenti privati che sono quelli che hanno maggiormente risentito della crisi. Ci aspettiamo che, a norma sul cosiddetto super ammortamento per gli investimenti in macchinari da parte delle imprese, riavvii un ciclo positivo che manca da molto tempo”.

Tornando agli investimenti pubblici, quali saranno le priorità? “La priorità è quella delle infrastrutture, soprattutto al Sud. La decisione presa con la Legge di Stabilità, di fare ricorso alla cosiddetta clausola degli investimenti, è impegnativa visto che bisogna realizzare un volume di investimenti superiore a quello del 2015. Ma anche qui abbiamo imboccato la strada giusta”.

Quali sono le prospettive di crescita del Pil nel 2016?

“Il governo ha fondato le sue scelte di bilancio, avallate a larga maggioranza dagli organismi internazionali che fanno analisi e previsioni economiche, su un’ipotesi di crescita superiore all’1% che può spingersi no all’1,5 per cento. Naturalmente se si potesse fare di più saremmo tutti più contenti, ma questa è ad oggi la previsione più realistica”.

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