Smart Contracts (L ESPERTO LEGALE di Ambrogio Visconti)
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Smart Contracts (L’ESPERTO LEGALE di Ambrogio Visconti)

Potrebbero rappresentare una vera rivoluzione nelle modalità con cui vengono redatti i principali contratti.

Con il termine blockchain si intende la tecnologia alla base del Bitcoin.
La tecnologia blockchain non è altro che una catena di operazioni decentralizzate su base peer-to-peer, che prescinde dall’intermediazione di un ente centrale “certificatore” per l’affidabilità delle transazioni; questo perché ogni nuova operazione viene convalidata dagli appartenenti alla rete e inserita in un blocco che si aggiunge alla catena.
Ogni blocco include una marcatura temporale e l’impronta hash del blocco precedente.
La sicurezza del sistema — che parrebbe sinora confermata dall’esperienza stessa del Bitcoin — risiede nel fatto che la catena sia di fatto disponibile a tutti gli appartenenti alla rete (seppur le informazioni siano registrate in modalità criptata per garantire la riservatezza dei dati) e costituisca un tutt’uno non modificabile né cancellabile in nessuno degli elementi che la compongono.
I cosiddetti Smart Contract sono una delle possibili applicazioni della tecnologia blockchain.
Tale categoria di contratti prevederebbe di collegare attraverso una blockchain le clausole di un contratto mediante codici “attivi” in modo che al verificarsi di condizioni predeterminate nel contratto – le clausole possano essere automaticamente eseguite.

I cosiddetti Smart Contract sarebbero dunque contratti in grado di entrare in esecuzione e fare rispettare le proprie clausole senza intervento esterno.

Le possibili implicazioni di questa tecnologia sollevano alcuni temi sul piano legale che potrebbero richiedere una nuova regolamentazione ma soprattutto potrebbero cambiare in modo anche radicale la strutturazione delle transazioni.

Quali sono gli ambiti contrattuali che potrebbero essere più facilmente interessati dall’utilizzo di smart contracts?
Considerata l’attuale stato della tecnologia e una serie di aspetti legali legati soprattutto legati alla pubblicità, credo che l’utilizzo migliore, almeno in Italia, possa essere nel settore della vendita e fornitura di prodotti (chiaramente non registrati, come ad esempio le autovetture), le assicurazioni, trasporto etc. in estrema sintesi tutti i casi in cui il contratto non è ab substantia.
In particolare credo che il settore assicurativo possa trarre notevoli vantaggi, anche se bisogna valutare attentamente la fase di gestione dei sinistri.

Avvocato Roberto Sparano, partner di QUORUM Studio Legale e Tributario Associato
Avvocato Roberto Sparano, partner di QUORUM Studio Legale e Tributario Associato

Come cambierebbe la modalità di lavoro degli advisor legali?
Lo Smart Contract comporterà una standardizzazione dei processi per cui non credo che sia necessaria una consulenza legale, fermo restando che dovranno essere rispettati dei necessari e restrittivi canoni di trasparenza.
Lo Smart Contract non è, nonostante il nome, un vero e proprio contratto, ma un codice basato sullo schema “if this happens then do that” per cui le tecniche di redazione degli attuali accordi negoziali saranno completamente rivoluzionate.
I comandi devono essere semplici e diretti, non sempre questo avviene in sede contrattuale, bisogna anche capire la capacità di gestione di scelte multiple da parte del sistema.
Un esempio concreto: in alcuni casi è prevista la possibilità da parte di uno dei contraenti di risolvere il contratto al verificarsi di determinate circostanze, il soggetto in questione ha un diritto e potrebbe non volerlo esercitare, per cui lo schema di cui sopra sarebbe modificato in “if this happens and this happens then do that”.
Credo che per queste fattispecie più complesse l’intervento umano è ancora necessario.

Quali sono gli elementi di criticità che emergono dal punto di vista normativo dall’applicazione di smart contracts?
Per quanto riguarda l’Italia c’è un limite esterno che potrebbe rallentare, se non impedire la diffusione di Smart Contract: gli adempimenti pubblicitari.
Basti pensare al real estate, alla compravendita di veicoli o al diritto societario; sono tutti settori in cui è necessaria una registrazione della transazione e per avere un effetto “automatico” sarebbe necessario che il sistema pubblico di registrazione sia connesso e riconosca quanto risulta dai ledger.

di Ambrogio Visconti

 

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