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Scripofilia, non solo investimento nella storia della Finanza ma ache nell’Arte di Alberto PUPPO

La Scripofilia, non finisce di sorprendere e avvicinare nuovi appassionati a questa forma di collezionismo. Sono particolarmente ricercati i titoli storici realizzati da grandi artisti / illustratori d’epoca. Tra questi possiamo citarne alcuni: Marcel Duchamp, Alfons Mucha, Duilio Cambellotti, A. Terzi, E. Anichini, P. Codognato, E. Catenacci, A. De Carolis, M. Colombati, C. Raimondo, N. Sciavarello e molti altri.

Un esempio eclatante di speculazione in campo  Scripofilo è l’obbligazione per la Roulette di Monte Carlo, realizzata da Marcel Duchamp. Per capire meglio di cosa sia successo a questo documento, vediamo chi è l’autore.

Marcel Duchamp  è stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955.

Mentre sta seguendo il progetto per la “Semisfera rotante“, Duchamp mette a punto un sistema per far saltare il banco del casinò di Montecarlo. Dopo studi, calcoli e prove decide di emettere trenta obbligazioni che gli permettano di finanziare la concreta realizzazione dell’impresa: ai soci che versano 500 franchi ciascuno, è garantito un dividendo del 20% sulle eventuali vincite. La fantastica compagnia che emette i titoli di credito (venduti nella ristretta cerchia degli amici dell’artista) è presieduta da Rrose Sélavy e ha Duchamp come amministratore: alcuni brani dello statuto sono stampati sul retro delle obbligazioni. L’operazione va considerata a tutti gli effetti un’opera d’arte, come spiega Duchamp ( per bocca di Rrose ) in una lettera a Picabia: “Non ho smesso di essere un pittore, ora disegno con il caso“. L’obbligazione è costituita da un cartoncino litografato, che presenta al verso un disegno del tavolo verde: sullo sfondo compare uno scioglilingua di Rrose Sélavy, scritto in successione continua ( “moustique-domestique-demistock” ). Sopra la roulette è incollata una fotografia di Duchamp, scattata da Man Ray: l’artista ha la testa completamente insaponata e i suoi capelli sono acconciati in modo da creare due piccole ali sulla sommità del capo. Sembra un antico busto di Mercurio, il dio romano della scienza e del comemrcio, protettore dei vagabondi e dei ladri: il rimando è particolarmente appropriato all’occasione.   ( Fonte lottovolante ).

Da queste informazioni possiamo capire che molti titoli hanno un valore collezionistico, storico, ma anche artistico. In questo singolare caso, l’obbligazione è stata venduta, presso la casa d’aste  CHRISTIE’S di NEW YORK, alla mirabolante cifra di 1.082.5000 dollari! 

Si tratta di un esempio molto particolare ma non unico, infatti molti investitori hanno capito che diversificare il proprio patrimonio anche nella Scripofilia è ormai cosa importante.

Tra il ‘700 e ‘800 i titoli erano equiparati alle stampe d’arte sia per la le immagini che per la realizzazione sulle lastre di rame indicanti l’autore del disegno e l’incisore. 

In seguito sorsero esigenze sempre più complesse. Il disegno e la realizzazione delle carte valori dovevano soddisfare tre fondamentali condizioni. Il titolo doveva avere una propria configurazione estetica, diversificarsi da quelli di altre società ed soprattutto difficili da falsificare. Si trattava di un problema assai serio. Si adottarono vari metodi anti-falsario, in parte ancora in uso: filigrane, timbri a secco, stampa a colori e vignette spesso incise su lastre di acciaio, come per i titoli americani, riconoscibili per la nitidezza e la cura dei particolari. 

Tra le officine di carte valori più famose posso citare quella di Milano la Stamperia Bernardoni fondata ai primi del ‘700  che in seguito diede origine all’Officina Carte Valori Rebeschini poi Turati Lombardi. A Torino la tipografia Doyen-Marchisio che fu fondata nel 1833 da Michele Doyen, francese di Digione, in società con il litografo Michele Ajello. A Genova i fratelli Armanino impiantarono un importante attività calcografica, litografica e tipografica, che dal 1840 al 1917 produsse numerosi titoli storici. A Roma nel fine dell’800 Aristide Staderini diede vita alla società tipografica Staderini. Da citare anche la società fondata nel 1878 con sede a Parigi della Carte Valori D. Coen. 

L’arte è sempre stata costosa ma non quella che si trova nella Scripofilia. Le quotazioni non hanno grandi riferimenti in quanto è un mercato molto recente, basti pensare che la dematerializzazione dei titoli quotati in borsa è avvenuta nel 2000. Solo adesso ci si rende conto che i titoli storici realizzati da grandi artisti sono delle vere e proprie opere d’arte. A Parigi l’imprimerie Chaix stampò i manifesti di Toulouse Lautrec come pure i certificati azionari, mentre a Bruxelles – uno dei centri di origine e di massima diffusione dell’ Art Nouveau – l’Imprimerie de la Cote Libre e altre, come Verteneuil et Bernet, crearono titoli ispirati all’estetica Liberty, disegnati da noti illustratori. Splendide le realizzazioni per i titoli storici italiani e per quelli emessi per il debito pubblico stampate dell’Istituto Poligrafico dello Stato.

C’è chi è pronto a scommettere che il trend di crescita dei titoli storici legati all’arte possa avere le stesse performance del mercato dell’oro. L’arte non può essere considerata alla stessa stregua di un qualsiasi altro strumento finanziario, i tempi non lo consentono. Il valore non è determinato dai soli valori intrinseci come l’unicità, il nome dell’azienda storica, le dimensioni, l’autore/illustratore, la provenienza, lo stato di conservazione e la certificazione di autentica, ma anche da elementi esterni variabili come il luogo della vendita, le modalità di vendita, il gusto del momento e la liquidità dei mercati finanziari.

E’ ovvio che chi sceglie di diversificare il proprio patrimonio con questo asset deve rivolgersi ad esperti del settore, affinché vengano indirizzati nella scelta corretta e ad acquisti ai giusti prezzi di mercato.  Importante in questi casi è rivolgersi ad aziende specializzate, in Italia la più titolata è sicuramente la Scripo srl di Verbania che con i suoi diversi settori è specializzata nella catalogazione di titoli storici da collezione ed è presente con i suoi numerosi siti web tra cui: www.scripofilia.itdedicato alla vendita; www.scripomuseum.comil catalogo internazionale con quotazioni sempre aggiornate e approfondimenti storici; www.scripomarket.com il giornale online sul collezionismo e la finanza; www.scripopass.com per richiedere le certificazioni e le quotazioni di collezioni o singoli titoli storici e www.scriposigns.com per approfondimenti storici sui personaggi famosi e le relative firme autografe.

Sono sempre più numerose le case d’asta a livello mondiale che trattano la vendita di titoli storici e tutto il mercato della Scripofilia.

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