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SCONTI PAZZI PER LE MATERIE PRIME! di Maurizio Mazziero

Al supermercato si va quando c’è il 3×2! Questo direbbe, sen- za troppi giri di parole, la famosa casalinga di Voghera.
Dopo 5 anni di discesa, le materie prime nel loro insieme hanno perso oltre il 50%, si trovano a un terzo del valore toccato nel 2008 e sono al di sotto dei prezzi minimi toccati nel 2001 (si veda la figura 1).

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Figura 1: Andamento di lungo termine del CRB Index, uno dei panieri globali sulle commodity. Dopo 5 anni di discesa, le materie prime nel loro insieme hanno perso oltre il 50%, si trovano a un terzo del valore toccato nel 2008 e sono al di sotto dei prezzi minimi toccati nel 2001. Fonte: Visual Trader.

Ora, che le commodity scontano gli scenari più cupi sull’economia e i produttori di materie prime stanno saltando come birilli potremmo aver toccato il fondo ed essere vicini a un recupero. In uno scenario di bassi tassi di interesse, borsa americana al rialzo da sei anni ed Europa che zoppica, un private banker non sa più che pesci pigliare e probabilmente guardare alle commodity, anche solo per fornire un po’ di diversificazione, non sarebbe una cattiva idea.

Come inserire le commodity nei portafogli?

Il modo più facile potrebbe essere quello di utilizzare un paniere globale sulle materie prime, con l’aspettativa che tanto, prima o poi, qualcosa salirà. Ma il diavolo sta nei dettagli e il paniere globale potrebbe non rispondere in modo coerente alle nostre previsioni.

Infatti, l’indice globale contiene un’ampia gamma di materie prime con pesi percentuali che potrebbero penalizzare il risultato economico complessivo.

In quasi tutti i panieri, ad esempio, il peso più consistente è attribuito al petrolio; in genere ne troviamo almeno un 15%. Ma proprio il settore petrolifero è cambiato in modo strutturale in termini di offerta ed è attualmente soggetto a dumping da parte dell’Arabia Saudita; risulta piuttosto difficile pensare di vedere l’oro nero tornare verso i 70-80 dollari entro un ragionevole periodo di tempo.

E a proposito di oro, che dire del prezioso metallo giallo dimenticato da tutti e che, con tutto l’anestetico profuso dalle banche centrali, sembra aver perso la funzione di porto sicuro? Seppur chi scrive non sia convinto che l’oro non serva più a nulla, non dobbiamo perdere di vista il fatto che negli indici globali se ne può trovare per oltre il 10% e il momento per il recupero potrebbe non essere dietro l’angolo.

Come è possibile quindi inserire delle materie prime nei por- tafogli? E soprattutto come avere la conferma di una reale inversione di tendenza?

Attenti a usare i panieri globali

La prima domanda trova una risposta abbastanza semplice: evitare di usare i panieri globali, ma puntare solo sulle materie prime che hanno maggiori opportunità di crescita.

Dobbiamo infatti uscire dalla logica di considerare le commodity come un unico comparto e riflettere che ogni materia prima, o perlomeno ogni settore, ha dinamiche differenti rispetto agli altri.

È un’ovvietà, sappiamo tutti che il raccolto del mais non c’entra nulla con l’estrazione del rame, eppure quando poi parliamo di commodity lo facciamo sempre in termini generali.

Ma se la risposta alla prima domanda era semplice: niente panieri, la difficoltà sta nella sua applicazione e a come comprendere quando il vento sulle commodity sarà cambiato.

Come attuare un’analisi pratica

I prezzi delle materie prime sono talmente compressi che:

  • Andare al ribasso a questi livelli, con uno dei numerosi prodotti short quotati, è troppo rischioso;
  • Distinguere un recupero, anche consistente dei prezzi, da un rimbalzo non è per nulla semplice.La soluzione più corretta sarebbe quella di tenere sotto osservazione tutti i dati di produzione e le dinamiche di domanda e offerta; ma l’obiettivo potrebbe risultare insormontabile, specialmente per chi non ha una conoscenza specifica del settore. E allora come fare?
    Le materie prime sono così affascinanti che quando hanno intenzione di andare al rialzo ce lo dicono per tempo.

    Il rialzo dei prezzi si verifica quando l’equilibrio tra domanda e offerta inizia a vacillare e la disponibilità della merce diventa scarsa rispetto alla sua richiesta.

    A questo punto i prezzi tendono a crescere, anche velocemente, per razionare la domanda e spingerla verso prodotti sostitutivi. È un fenomeno ciclico che avviene sempre, magari con cadenze non regolari, ma i prezzi bassi sono sempre i migliori dottori di loro stessi, perché spingono gli operatori meno efficienti fuori dal mercato facendo così calare l’offerta.

    Questo aspetto si ripercuote, prima ancora che sui prezzi, sulla curva forward dei future.

    Impariamo a usare la curva forward

    La figura 2 mostra la curva forward del petrolio WTI (rilevata a metà dicembre 2015), questo grafico viene costruito ponendo sull’asse verticale i prezzi e su quello orizzontale le scadenze dei future dalla più vicina a sinistra a quella più lontana a destra.

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    Figura 2: Curva forward petrolio WTI (15 dic.’15) Curva forward del petrolio WTI, la formazione con inclinazione positiva viene definita contango. Raffigura l’andamento usuale per i future delle commodity, con prezzi maggiori man mano che ci si allontana nel tempo per tenere conto dei costi di detenzione della merce sino alla data di consegna. Fonte: elaborazione Mazziero Research su dati CME Group.

    La forma inclinata positivamente tiene conto del fatto che una merce con consegna più avanti nel tempo avrà degli oneri maggiori dovuti ai costi di:

    • conservazione;

    • magazzino;

    • assicurazione;

    • finanziamento.

    Questa curva si definisce in contango ed è la normalità per le materie prime; l’inclinazione del primo tratto sarà tanto maggiore quanto l’offerta sarà abbondante rispetto alla domanda, perché chi vuole vendere la propria merce dovrà abbassare il prezzo, proprio come in tempo di saldi.

    La minore inclinazione delle scadenze più lontane rispecchia il fatto che il petrolio non è ancora stato estratto e quindi vengono meno gran parte dei costi, mentre restano quelli di finanziamento, perché chi vende a termine la merce verrà pagato solo al momento della consegna. È abbastanza comprensibile che, anche con prezzi stabili del petrolio, restare in posizione a tali condizioni genera una perdita: ciò è dovuto al roll yield negativo. Uno strumento di investimento (ETC, certificato ecc.) che segue la performance del petrolio investirà sulla prima scadenza disponibile e sarà costretto ad effettuare il roll over su quella successiva prima della cancellazione del future.

    La replica del sottostante comporterà uno spostamento su quella curva forward costringendo a pagare la medesima quantità di merce più di quanto si sia ricavato dalla vendita. Questo risultato economico negativo si accumulerà mese dopo mese tanto da renderlo nel tempo difficilmente recuperabile anche con un buon rialzo.

    Quindi non dobbiamo dimenticare che quando si acquista una materia prima con una curva in contango, il tempo costituisce un elemento negativo che penalizza la performance.

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    Figura 3: Curva forward zucchero (15 dic.’15) Curva forward dello zucchero, la formazione con inclinazione negativa viene definita backwardation. Evidenzia una carenza di offerta rispetto alla domanda, i compratori esercitano una pressione sulle quotazioni delle scadenze più vicine per poter ottenere comunque la merce anche a costo di prezzi più elevati. Fonte: elaborazione Mazziero Research su dati ICE.

    Quando una commodity diventa rialzista

    Ora osserviamo nella figura 3 la curva dello zucchero (rilevata a metà dicembre 2015); la forma è cambiata completamente e tende a sovvertire tutte le convinzioni che sinora ci eravamo fatti. Che fine hanno fatto quei costi che gravano sulla merce elencati in precedenza?

    Questa curva si chiama backwardation e segnala una cosa molto importante: l’offerta non è in grado di incontrare la domanda e quindi i prezzi a pronti si alzano anche contro la logi- ca derivante dalla quantificazione dei costi di mantenimento. In pratica chi ne ha bisogno, vuole subito la merce, perché è ora che serve per i propri impianti, per creare i propri prodotti, per rifornire la grande distribuzione e così via. Non importa se la disponibilità della merce vi sarà nel futuro e in grande quantità; la merce serve ora!

    Come si passa da contango a backwardation

    Si potrà immaginare che la curva forward non passa dalla condizione di contango a quella di backwardation nel giro di una notte, ma impiegherà un certo periodo di tempo, che generalmente occupa dai 20 giorni al mese e mezzo:

    • inizialmente vedremo diminuire l’inclinazione del contango;
    • poi assisteremo ad un appiattimento della curva su quasitutte le scadenze;
    • infine comincerà a crearsi una condizione di backwardation cominciando dalle prime scadenze.
      La semplice osservazione periodica di questo fenomeno consentirà di comprendere cosa stia accadendo alla materia prima e prendere posizione al rialzo, ben prima che la scoprano gli strilloni dei giornali.Finché la condizione di backwardation reggerà è consigliabile mantenere la posizione,  dato che anche il roll yield fornirà un contributo positivo al risultato economico dell’investimento.

      Conclusioni

      L’attuale condizione dei prezzi delle materie prime non potrà durare in eterno ed è plausibile che ci si trovi vicino a un minimo di mercato. Tuttavia non tutte le materie prime si muoveranno al rialzo nello stesso momento e alcune potrebbero comunque restare al palo.

      In termini di investimento è consigliabile privilegiare un atteggiamento tattico che si può così riassumere:

      1. a questi prezzi il posizionamento short è sbilanciato in termini di rischio/rendimento; può essere considerato solo in termini opportunistici e di brevissimo periodo;

      2. evitare l’investimento con un paniere globale, i panieri settoriali potrebbero essere utili solo qualora tutto il comparto dia segni di una reale inversione rialzista;

      3. selezionare le singole materie prime osservando la variazione dell’inclinazione della curva forward;

      4. aprire gradualmente le posizioni all’appiattimento della curva forward e in corrispondenza della formazione di backwardation;

      5. ridurre le posizioni sulla ricomparsa di un appiattimento della curva forward e chiuderle nel momento di sviluppo di contango. ©

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INVESTORS L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE
INVESTORS´ nasce nel gennaio 2014 in seno alla casa editrice TRADERS' Magazine Italia, come rivista trimestrale, con l'obiettivo di coprire nell'ambito degli obiettivi editoriali il segmento dell'investment privato e professionale. La rivista riscuote da subito un ottimo apprezzamento da parte del Pubblico, con una crescita immediata e costante di lettori ed Abbonati. Viene pubblicata come Supplemento di TRADERS' Magazine, a firma dello stesso Direttore Responsabile Emilio Tomasini. All'inizio del 2015, INVESTORS' è matura per entrare in un progetto organico ben più ampio dell'essere una semplice appendice editoriale della pur prestigiosa TRADERS' Magazine. Nel giugno del 2015, dopo alcuni mesi di incubazione progettuale, nasce INVESTORS' Magazine Italia, nella cui compagine confluisce il gruppo Diaman, con la Diaman Holding. Presidente della società è Daniele Bernardi, anima fondatrice del gruppo Diaman, considerato uno dei massimi esperti italiani di finanza operativa e di sviluppo di sistemi per la finanza. Viene costituito un Consiglio di Amministrazione, dove il Presidente Daniele Bernardi, in accordo con i Soci, chiama a fungere da Amministratore Delegato Maurizio Monti, per la sua esperienza come Editore, mentre viene nominato Consigliere Fabio Carretta, anima commerciale trainante del gruppo Diaman. Il Direttore della seconda generazione di INVESTORS' è Gabriele Turissini, privat banker di trentennale espereinza, vero punto di riferimento dell'esperienza del risparmio gestito in Italia. Entrano poi nella squadra Ruggero Bertelli, portando il valore e il peso della propria esperienza accademica, ed Emilio Tomasini, come strategist consultant, con la sua esperienza ultraventennale nella finanza operativa italiana ed internazionale, oltrechè nel giornalismo finanziario. INVESTORS' si sviluppa su tre cardini fondamentali: l'innovazione, l'indipendenza, la chiarezza. Pretende di essere non solo rivista ma piattaforma completa di Cultura finanziaria, basata su interattività e operatività pratica. INVESTORS' Magazine è BIMESTRALE, nella sua duplice edizione cartacea e digitale, e organizza un Tour di 6 eventi l'anno (l' INVESTORS' Tour) per incontrare il proprio Pubblico. Diffonde in email un quindicinale gratuito per i sottoscrittori ed iscritti al sito. La linea editoriale di INVESTORS', voluta dal direttore Gabriele Turissini, è quello di essere l'Agorà dell'investitore, del promotore finanziario, del consulente e del professionsta della finanza: un luogo di confronto, incontro e scontro di tutta la platea degli operatori della finanza, dei loro clienti, degli investitori privati. L'obiettivo dichiarato è costituirsi come fulcro e punto di riferimento di un "futuro consapevole" della finanza, attraverso la capacità di INVESTORS' di rendersi interattiva, attraente e pratica per il Lettore. INVESTORS' è il punto di riferimento certo nel panorama editoriale della finanza operativa italiana: la piattaforma della crescita consapevole e dell'arricchimento culturale nell'investment. http://www.investors-mag.it
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