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Ritrovamenti di Bot milionari, la legge è dalla nostra parte

Non sono passati 3 giorni alla notizia di un ritrovamento di un Bot milionario, che due ritrovamenti hanno scatenato tutti i mass media nazionali: Giuseppina Proietti di 99 anni trova un certificato del debito pubblico del 1956 che vale 177mila euro. A Parma invece, una facoltosa ereditiera si è ritrovata in una cassetta di sicurezza, una ingente somma di denaro in lire in banconote da 500mila lire e titoli di Stato di vario taglio, per un valore complessivo di quasi 5 miliardi del vecchio conio.

Se è vero che la legge aveva stabilito in precedenza un termine decennale ( 2002-2012 ) per il cambio delle lire in euro, è però utile sapere che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è in grado di far valere il proprio diritto. Per il caso delle lire, equivale al giorno del ritrovamento. Tempo fa, il Giudice Guido Vannicelli, del Tribunale di Milano, ha sottolineato l’illegittimità costituzionale del decreto Monti (art. 26 D.L. 121 del 6.12.2011), che aveva sancito l’immediata decadenza del cambio della lira in euro. Nel caso del ritrovamento del Bot, anche se la legge sancisce una prescrizione ordinaria decennale in fatto alla riscossione dei crediti, è però utile far notare che la Suprema Corte di Cassazione ha più volte ribadito il conteggio dei fatidici dieci anni inizia a maturare da quando il soggetto è in grado di far valere il proprio diritto.

 

( Credits: Parmatoday, Centroonline )

Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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