AssicurazioniBorsa e finanza

RC AUTO: IL LABIRINTO FRA RIVALSE, ESCLUSIONI, FRANCHIGIE E LIMITI DI RISARCIMENTO di Diego Puppo

Alzi la mano chi si sente pronto a raffrontare due contratti diversi di Responsabilità Civile Auto per la sola garanzia obbligatoria a copertura dei danni verso terzi. Senza offesa, ma credo saremmo in pochi. E’ forse un’amara realtà ma purtroppo, pur essendo una garanzia obbligatoria per legge, il mercato assicurativo italiano offre un ventaglio di proposte alquanto diverse nelle quali l’utente spesso cade in errore.

Innanzitutto sfatiamo il mito che vi sia una polizza in assoluto migliore rispetto ad altre. Sono troppe le componenti che vanno ad influire sul costo di una polizza e se andassimo a focalizzare l’attenzione anche solo sulla garanzia obbligatoria sarebbe utile tralasciare la componente “prezzo” e guardare invece bene ogni singola voce del contratto.

Lasciamo per il momento stare le altre garanzie accessorie chiamate ARD (auto rischi diversi) o CVT (corpi veicoli terrestri) che oltre ad avere nomi strani in questo momento creerebbero solo maggiore confusione rispetto a quanta ve ne sia già nella sola garanzia base.

Partiamo dal definire il “limite di risarcimento” che nella polizza RC Auto è più comunemente chiamato “massimale”. Il minimo obbligatorio per legge oggi in vigore è € 6.000.000,00 di cui € 1.000.000,00 per danni a cose. Esistono altre combinazioni di massimali superiori fino ad arrivare di solito a € 75.000.000,00 ma non si creda che questo massimale incida sul costo della polizza per oltre 10 volte rispetto al massimale minimo per legge. Le differenze fra un massimale e l’altro, infatti, sono nella stragrande maggioranza dei casi di qualche euro.

Non lesinate su questo aspetto in quanto il massimale rappresenta la massima esposizione della compagnia di assicurazioni nel rimborso del danno da voi cagionato a terzi comprendendo persone, cose e animali e quindi il risarcimento materiale, le lesioni, eventuali interessi presenti nelle cause, spese legali, ecc.

Fatta questa precisazione non crediate sia tutto finito. Vi sono polizze che mantengono in capo al contraente della polizza una cosiddetta franchigia. Facciamo un esempio di polizza che prevede una franchigia di € 500,00. Vuol dire che fino a questo livello di risarcimento la compagnia di assicurazioni non interviene ed è direttamente il contraente a rimetterci di tasca. Per risarcimenti superiori (facciamo ad es. € 900,00), invece la compagnia risarcisce € 400,00 ed il cliente ce ne rimette € 500,00. Se la polizza prevede un risarcimento con franchigia è ovvio che debba costare meno rispetto ad una polizza a copertura totale visto che una parte del danno resta a carico del cliente però il risparmio che appare inizialmente verrebbe annullato nel caso di sinistro.

Quando comparate una polizza non limitatevi al premio ma raffrontate i contratti anche dal punto di vista del massimale e dell’eventuale franchigia presente.

Ora l’aspetto più delicato. L’ambito “esclusioni e rivalse”. Ed è qui che purtroppo molti, troppi, ci cascano e non si accorgono fino al momento in cui capita il danno.

Senza voler entrare troppo nello specifico parliamo delle classiche clausole di esclusione presenti in polizza. Tali clausole sono sempre presenti nelle polizze e solo con un premio aggiuntivo si possono annullare parzialmente o totalmente. I contratti offerti dalle compagnie internet o tramite istituti di credito di solito non permettono di coprire totalmente questo ambito nemmeno dietro versamento di un premio aggiuntivo. Il contratto funziona in questo modo. La Compagnia, in caso di danno a terzi procurato da un proprio assicurato, paga regolarmente la controparte e poi si rivale al 100% sul cliente. Si, avete capito bene. E’ come se il cliente non avesse alcuna copertura assicurativa. Quali sono questi casi? Parliamo dei più frequenti: guida in stato di ebbrezza (e oggi non ci vuole molto per esserlo se non state attenti anche solo alla correzione del caffè prima di uscire dal ristorante), guida sotto l’effetto di stupefacenti. Fin qui direte: “non bevo e non mi drogo”. Bene. Passiamo allora ad altre più “normali” clausole di rivalsa nei confronti dell’assicurato. Guida in maniera difforme rispetto a quanto descritto su libretto, guida non regolamentare. Volete sapere che significa? Che nel caso in cui si origini un danno con cinque occupanti su un’auto omologata per quattro scatta la rivalsa, oppure nel caso in cui procurate un danno con un’auto non regolarmente collaudata entro i termini di legge. Anche in questi casi la compagnia rimborsa il danneggiato e si rivale al 100% sul cliente. Idem nel caso di guida con patente scaduta. Comprenderete ora come il rischio che si corre credendo di aver risparmiato “qualche 10 euro” non è bilanciato dal rischio a cui si va incontro di rimborsare danni potenzialmente anche di qualche centinaia di migliaia di euro come nel caso di lesioni? Non parliamo poi delle limitazioni presenti in talune polizze sul chilometraggio annuo, sulla tipologia di guida di chi utilizza la vostra auto, ecc., altri ambiti di cui tratteremo in altre occasioni ma che nuovamente fanno comprendere come non sia assolutamente logico basarsi solo sul ”prezzo della polizza” quando si vanno a comparare due contratti diversi prima di decidere quale scegliere.

Pensateci bene quindi prima di credere di aver fatto “l’affare della vostra vita” a “risparmiare” chissà quale somma che vi permette magari di andare in vacanza (ma di spot folli di questo genere sono pieni in mass media) pubblicità pretestuose e fuorvianti, magari proposte da intermediari che non svolgono tale attività in maniera prevalente o presenti in ambiti in cui la professionalità di un agente di assicurazioni non è presente.

Diego Puppo
Agente di assicurazioni, iscritto prima all’Albo Nazionale Agenti dal 21.06.2002 e poi al nuovo Registro Unico degli Intermediari Assicurativi dell’I.S.V.A.P. (Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private) dall’1.2.2007. Dal 2004 è componente dell’Esecutivo Provinciale del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (S.N.A.), con l’incarico di Segretario e più volte delegato Provinciale ai Congressi Nazionali S.N.A. Nel novembre 2008 viene nominato Vice Presidente dello S.N.A. V.C.O. ruolo che ricopre tutt’oggi all’interno della sezione del VCO “Vittorio Zenith”. Dall’aprile 2012 al 2014 ricopre il ruolo di Vice Presidente dello S.N.A. Regionale Piemonte – Valle d’Aosta Per informazioni e contatti d.puppo@libero.it o ufficio +39 0323 403444
Translate