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PORTAFOGLI ANTI-VOLATILITA’ di Gaia Giorgio Fedi

Il nuovo anno è stato inaugurato da una serie di turbolenze sui mercati, che ha reso più complesse le valutazioni per l’asset allocation. Tra incognite, inviti alla cautela e moderato ottimismo, gli esperti interpellati da Invice – Investment & Advice hanno concordato su un punto: quest’anno a tenere banco sara’ la volatilità. E bisognerà imparare a convivere non solo con la volatilità, ma anche con le banche centrali, le cui scelte di politica monetaria si faranno sentire sull’andamento dei mercati. Sotto i riflettori, in particolare, la Fed, con Janet Yellen che a dicembre 2015 ha dato il via al ciclo di rialzo dei tassi di interesse, e la Banca popolare cinese, con il governatore Zhou Xiaochiuan che sta facendo di tutto, compresa una forte svalutazione dello yuan, per evitare il rischio di un hard landing dell’economia. “L’inizio 2016 sulle Borse ha fornito una buona indicazione delle difficoltà che gli investitori dovranno attraversare, stretti tra incertezza sulla crescita cinese, debolezza dei prezzi delle materie prime e conclusione del regime di repressione finanziaria da parte delle Fed – commenta Fabrizio Santin, gestore team Multi Asset di Pictet Asset Management – Il regime di volatilità dovrebbe continuare ad aumentare creando quindi opportunità tattiche a scapito di un quadro strategico a nostro avviso meno positivo rispetto agli anni precedenti. I mercati proseguono a singhiozzo, ma per gli esperti questa è la normalità cui si dovranno abituare gli investitori. Per ottenere flessibilità su mercati in rapido cambiamento, Santin raccomanda “la costruzione di portafogli nella quale la componente in delega sia ampia (50% del portafoglio per un investitore con profilo di rischio medio, ndr)”.

QUALI PREVISIONI PER IL 2016

Schermata 2016-03-25 alle 16.31.26“Le aspettative a inizio d’anno sul Pil mondiale per il 2016 erano pari al 3,3%, sotto la media del 3,8% del periodo 2010-2015, ma meglio della stima del 3% per il 2015. Le ultime settimane hanno mostrato un quadro macro che si sta deteriorando, e le possibili svalutazioni dello yuan ci diranno quanto il rallentamento cinese in uirà sulle economie globali”, commenta Marco Aboav, macro portfolio manager di MoneyFarm. In questo quadro, per l’esperto l’obbligazionario governativo dovrebbe essere penalizzato da un rialzo dei tassi, anche se oggi le probabilità prezzate sui mercati su una stretta in Usa e nel Regno Unito scendono. Quanto al reddito fisso italiano, per Aboav potrebbero esserci “opportunità di acquisto sulla base del nuovo possibile stimolo monetario”. Le incognite non mancano: “il tema della decelerazione cinese sarà il driver sui mercati azionari del 2016”, un buon motivo per preferire “Paesi supportati da politiche monetarie espansive, come Europa e Giappone”. Cautela sugli altri mercati emergenti che “hanno raggiunto un rapporto debito/ Pil al di sopra del 110%, al quale si aggiunge l’incertezza legata al petrolio”, che potrebbe continuare a essere sotto pressione. Per Aboav è quindi bene “tenere sempre sotto controllo la parte più rischiosa dei propri portafogli”, mantenendo una buona porzione “di prodotti facilmente liquidabili in euro, cercando rendimento sull’obbligazionario ed evitando eccessiva esposizione all’azionario”.

LE RICETTE SUI PORTAFOGLI

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Francesco Citta, ufficio studi di Copernico Sim

Francesco Citta, dell’ufficio studi di Copernico Sim, è convinto al contrario che in un quadro di penuria di rendimenti “sia necessario incrementare il grado di rischio del portafoglio”, magari “mantenendo una componente di breve termine o comunque con un profilo di rischio contenuto e facendo investimenti periodici su asset più rischiosi con piani di switch programmato, in modo da mediare le oscillazioni contingenti”. Quanto alle asset class, “sulle obbligazioni potrebbe essere interessante una scommessa su titoli di stato italiani indicizzati all’inflazione. Mentre a livello globale si potrebbe puntare su strumenti per raggiungere mercati complicati, come l’obbligazionario High Yield europeo. Sull’azionario si potrebbero inserire strumenti azionari focalizzati sul Giappone, che secondo molti analisti darà risultati interessanti, e sull’Europa”, aggiunge Citta.

Nella ricetta di Santin di Pictet Am, per la parte obbligazionaria suggerisce di “affiancare alla componente governativa europea (25%) un prodotto che possa migliorare il rendimento del portafoglio attraverso un flusso cedolare corposo (peso 5%)», per esempio bond emergenti in valuta locale e credito HY. Mentre “la componente azionaria (20%) dovrebbe essere investita su un prodotto globale: un approccio interessante è quello tematico che individua le aziende esposte ai trend del futuro (robotica, energie pulite, economia digitale per nominarne alcuni, ndr)”, aggiunge Santin.

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Raffaele Zenti, cofondatore e partner di AdviseOnly

La latitanza dei rendimenti è il tema centrale dell’asset allocation nelle opinioni degli esperti. “Purtroppo è l’effettodistorsivo delle politiche monetarie espansive degli ultimi anni, che ci hanno salvato da catastrofi ma ci penalizzano oggi in termini di perdita di opportunità sugli investimenti”, commenta Raffaele Zenti, cofondatore e partner di AdviseOnly. In un portafoglio AdviseOnly, con un prfilo di rischio medio e un orizzonte a 7 anni, “circa il 40% è sull’azionario: con un 25% di azionario del mondo sviluppato value diversificato, quindi con un price to book accettabile e dividendo alto; 10% su emergenti value con ottimi fondamentali; 5% su azioni del real estate, che offrono un premio al rischio interessante al momento. Poi c’è un 30% di obbligazionario governativo internazionale di alta qualità creditizia (UK, Giappone, Usa, Germania, che fa da bilanciere in situazioni problematiche, ndr), un 10% di obbligazioni Usa legate all’inflazione e il resto in bond corporate di buona qualità americano ed europeo a breve termine, in modo da garantire un’esposizione sulla componente equity nel reddito fisso”, conclude Zenti.

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