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Perchè investire nella storia?

Un titolo storico è un titolo fuori corso e privo di valore borsistico, che rappresenta una viva ed autentica testimonianza del passato così come un manoscritto. Le carte valori d’epoca rivestono un pregio particolarmente importante per la storia economica e la storia del gusto, preziosi ed affascinanti frammenti indispensabili per ricomporre il complesso mosaico del cammino umano. E’ una forma di collezionismo sempre più diffusa. Ormai privi di alcun valore reale, i certificati azionari e obbligazionari d’epoca sono oggi ricercati per la loro valenza storico-documentativa, se non addirittura per il loro valore artistico. Sebbene la storia di documenti comprovanti transazioni finanziarie risalga alla notte dei tempi, sembra che la prima società a trasformare i propri clienti in azionisti sia stata la Banca di San Giorgio, fondata a Genova nel 1407. La più antica azione esistente tuttavia, emessa dalla compagnia di commercio olandese Voc, risale al primi anni del Seicento. I mercati azionari sono in discesa, il mattone ha fermato la sua corsa, le opere d’arte hanno quotazioni esorbitanti. In quali beni investire? Una reale alternativa è il settore della carta da collezione di qualità, meglio se acquistata presso centri specializzati con rilascio di certificato di autenticità. Acquistare oggi un certificato d’epoca potrebbe rilevarsi un’ottimo investimento per il futuro: il mercato degli scripofili ha tutte le premesse per continuare a crescere.

A contribuire all’accrescimento della ricchezza, sono stati soprattutto i mercati di nicchia, come il tessile, i beni di lusso e il collezionismo.      ( Fonte Espansione )

Le quotazioni presso le maggiori aste internazionali ne sono la conferma: alcune rivalutazioni raggiungono il 300% annuo e a detta degli esperti siamo solo all’inizio, la dematerializzazione dei titoli è avvenuta solo alla fine degli anni novanta e solo ora ci si accorge che azioni e obbligazioni stampate su carta stanno scomparendo dal mercato e diventano sempre più rare e preziose. Facciamo un piccolo esempio: abbiamo preso in esame una rivalutazione media che nel tempo ha avuto il titolo “FIAT emesso nel 1956”, rispetto al valore della stessa quotata nel mercato finanziario e come si può ben notare la differenza e’ notevole.

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Lo stesso per una quotazione media della sola firma di “Napoleone Bonaparte”. (I prezzi si riferiscono a quotazioni avute presso aste internazionali).

Napoleone

Nel contempo, come si evince dal grafico, la quantità di collezionisti è aumentata a dismisura.

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Questo è il momento giusto per investire o semplicemente per fare un regalo che non solo sarà apprezzato per l’originalità e l’estetica ma anche per il valore storico finanziario che avrà con il passare degli anni.

Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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