RAI di Yap- Foto Repubblica.it
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Borsa e finanza

Dove nasce il Bitcoin? In Micronesia, nel 1400

In questo periodo non si fa altro che parlare di criptovalute e Bitcoin. L’ambiente finanziario guarda con molto interesse le nuove possibilità finanziare, pur (ancora per ora) non facendone parte integrante del suo business. Ma da dove nasce l’idea di creare una valuta che non sia collegata ad un sistema bancario internazionale? La risposta va ricercata in una zona denominata Micronesia, a nord dell’Australia e in particolar modo nell’isola di Yap.

Nel lontano 1400 (sì, avete letto bene) gli abitanti dell’isola raggiungono Palau, e si innamorano di un particolare tipo di pietra del luogo. Lavorandola a lungo ne ottengono dei dischi molto pesanti che utilizzano come mezzo di scambio. Il foro all’interno permette di poterli trasportare un po’ più agevolmente, nonostante il peso importante. Da cosa è dato il suo valore? Da una serie di caratteristiche importanti: il tempo utilizzato per realizzare i dischi, la grandezza degli stessi e altre specifiche che andremo a descrivere qui sotto.

RAI di Yap- Foto Repubblica.it
RAI di Yap- Foto Repubblica.it

Trovate delle analogie con il Bitcoin e con le valute in genere?

Analizzando questi processi, possiamo dedurne molte, infatti come alcuni esperti del web il RAI (questo è il nome della valuta) viene “lavorato” o “estratto” fisicamente dai minatori, così come dai “minatori virtuali” nel web, c’è infatti una lavorazione sia da entrambe le parti che ne va a incidere sul valore finale.

La grandezza e il peso della pietra lavorata, così come per le monete fisiche, identifica anche qui il valore, a cui viene aggiunto il trasporto di 400 km (da da YAP a Palau) tramite mare con qualche barca colata a picco di tanto in tanto.

Aggiungiamo anche una analogia con la Blockchain, sull’isola di Yap tutti sanno a chi appartiene ogni singolo RAI, questo è possibile grazie ad un registro pubblico a cui tutti gli abitanti possono accedere. In pratica la valuta è facilmente scambiabile, difficilmente rubabile (visto il peso e la facilità a capire di chi sia). Nessuna banca centrale, massima trasparenza, ogni transazione viene trascritta, incide sull’andamento, sulla veridicità del prodotto, quindi sul valore.

Una bella favola? Non proprio, se pensiamo che il RAI viene utilizzato ancora oggi…

Fonte

Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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