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MUSEO EGIZIO DI TORINO

Il Museo Egizio – nato a Torino nel 1824 e oggi presieduto da Evelina Christillin – è il più antico museo dedicato alla civiltà sviluppatasi sulle rive del Nilo e vanta la seconda collezione di antichità egizie del mondo, nonché la più importante e ricca al di fuori dell’Egitto. Nei suoi quasi 200 anni di storia, il Museo si è più volte trasformato e rinnovato, mantenendo sempre un obiettivo fondamentale: coniugare le esigenze della ricerca scientifica con quelle di fruizione del pubblico.

Il 1° aprile 2015 è stato inaugurato il nuovo allestimento, dopo 1080 giorni di opere di rifunzionalizzazione, restauro e messa in sicurezza dell’edificio, grazie a un progetto da 50 milioni di euro finanziato dai soci fondatori, Comune, Regione, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con un ruolo prioritario della Compagnia di San Paolo; durante i lavori, il Museo non è mai stato chiuso, consentendo al pubblico la visita di tutte le sale non coinvolte dal cantiere. Lo spazio museale è oggi di circa 10.000 mq e comprende 5 piani, 15 sale e uno spazio espositivo di 600 mq destinato alle esposizioni temporanee. Con la direzione di Christian Greco è stato elaborato un progetto scientifico in linea con i più attuali criteri espositivi e gli standard allestitivi internazionali. Il percorso inizia con la storia del Museo e delle collezioni, prosegue con l’esposizione di 3300 reperti ordinati cronologicamente, e con la ricostruzione dei contesti archeologici degli oggetti in mostra, la storia delle missioni, la loro organizzazione, il loro modo di operare. Alcuni documenti dell’epoca trovano posto nel nuovo allestimento, che ha riportato anche visivamente l’Egitto nelle sale, grazie alle splendide ricostruzioni in 3D, frutto della collaborazione con il CNR, della Tomba di Kha, della cappella di Maia e della tomba di Nefertari.

Al centro del nuovo progetto scientifico e dell’attuale allestimento è stata posta la ricerca come strumento più idoneo alla valorizzazione della collezione e al dialogo con istituzioni museali e centri di studio nazionali e internazionali. Il Museo Egizio è un ente di ricerca che investe in questa direzione per diventare sempre di più un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale. Primi e importanti passi sono stati compiuti in questa direzione: va ricordato in proposito il ritorno del Museo in Egitto con l’avvio, nel maggio del 2015, di una missione congiunta italo-olandese nel sito archeologico di Saqqara.

Inoltre, sono state avviate numerose convenzioni con Musei, Università e enti di ricerca sulla base di quattro linee di indirizzo: lo studio della cultura materiale e le analisi archeometriche connesse; la metastoria del Museo Egizio; la ricezione dell’antico Egitto; lo studio e la pubblicazione di materiali papiracei.

Quest’ultimo progetto coinvolge studiosi del Museo Egizio, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, l’Archivio di Stato di Torino e le Università di Liegi, Oxford, Leiden, Basilea e Copenaghen. Il Museo Egizio ha già all’attivo alcune interessanti collaborazioni con i Dipartimenti di Scienze della Terra, di Fisica e di Antropologia di vari atenei, tra cui quelli di Torino e di Padova, oltre che con il Centro di

Conservazione e Restauro della Venaria Reale. Prestigiosa è inoltre la fattiva collaborazione con i Musei Vaticani, e relazioni importanti sono in atto con i Musei del Louvre, Berlino, British, Metropolitan, Smithsonian, Boston, Lisbona, Vienna, Basilea, e le Università di Harvard e Oxford; in tutte queste sedi il direttore Greco è stato invitato a tenere conferenze di presentazione sull’attività dell’ Istituzione torinese.

L’attività di ricerca, portata avanti dal dipartimento scientifico composto da sette curatori, è un efficace strumento di comunicazione con il pubblico sempre più numeroso del Museo: dal 1 aprile 2015 sono state registrate 888.434 presenze rendendo raggiungibile l’obiettivo di un milione di visitatori nel primo anno dalla riapertura.

Nell’ottica di stimolare l’interesse e la fidelizzazione del pubblico, è stato avviato un ciclo di conferenze divulgative con la partecipazione di curatori e studiosi provenienti da importanti istituzioni culturali per raccontare le più importanti scoperte e le più interessanti ricerche sull’antico Egitto e sui tesori del Museo. Lo scorso dicembre sono state inaugurate le “Gallerie della Cultura Materiale”, veri e propri magazzini visitabili allestiti lungo tutto il percorso museale. Si tratta di un’ampia rassegna di manufatti, provenienti dai depositi del Museo Egizio, ordinati per tipologie in base al materiale con cui sono realizzati, alla loro forma, alla loro funzione e a ciò che rappresentano. Le Gallerie della Cultura Materiale, con oltre 11.000 reperti, sono un’esposizione parallela per offrire al pubblico nuovi contenuti e un diverso criterio allestitivo.

Da museo antiquario dei primi dell’800, l’Egizio è diventato un museo archeologico contemporaneo che esprime dinamicità e occasioni per instaurare un costante dialogo con il proprio pubblico e con le principali istituzioni culturali nazionali; la mostra Il Nilo a Pompei, prima esposizione temporanea organizzata nella nuova sede museale insieme alla Soprintendenza Speciale di Pompei e con il Museo Archeologico di Napoli, ne è testimonianza eloquente.

Per ulteriori informazioni:
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Stefano Fassone
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Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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