Come muoversi tra bond e valute (di Lele Riani)
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Come muoversi tra bond e valute (di Lele Riani)

Lira egiziana e rupia indonesiana tra i preferiti di Investec Am. Il portoflio manager Harling: “Oggi siamo sovrappesati anche sulle obbligazioni in valuta forte”

Le valute emergenti? Dovrebbero continuare a beneficiare del momentum positivo che si trova alla base della crescita ciclica globale, con gli indicatori principali tendenzialmente favorevoli nelle diverse regioni. Ne è convinta Victoria Harling, portfolio manager dell’Emerging Markets Corporate Debt Fund di Investec Asset Management, che sulla lira egiziana puntualizza: “Dopo il passaggio a un tasso di cambio fluttuante, abbiamo registrato numerosi segnali incoraggianti dall’Egitto, tra cui il completamento del programma del Fondo Monetario Internazionale, gli afflussi da parte di investitori stranieri nel mercato interno delle obbligazioni e la rimozione delle importazioni non essenziali”. L’altro Paese a cui Harling guarda con favore è l’Indonesia, in cui sono in corso sviluppi strutturali di rilievo, “fra cui il miglioramento delle dinamiche delle partite correnti, l’agenda positiva delle riforme e il programma di amnistia fiscale che hanno supportato i flussi di portafoglio. La rupia indonesiana è anche una delle poche ad alto-rendimento nella regione. Restiamo più prudenti, invece, sul renminbi cinese, viste le preoccupazioni sulla capacità che, nel lungo periodo, le azioni di controllo dei capitali possono avere nell’allentare la pressione sulle riserve di cambio del Paese”.

OBBLIGAZIONI IN VALUTA LOCALE…
E sul fronte reddito fisso, l’esperto di Investec Am mostra ottimismo sulle obbligazioni in valuta locale. Fra i Paesi che offrono un contesto interessante, secondo Harling, c’è in primo luogo la Corea del Sud: “Men-

tre i dati sulle esportazioni hanno di recente mostrato miglioramenti, altri indicatori economici continuano a evidenziare un graduale rallentamento. Il sentiment, sia a livello di business che di consumatori, resta debole. Questo contesto dovrebbe essere positivo per il mercato obbligazionario del Paese”.

Per quanto riguarda il Brasile, la ripresa economica del Paese continua a essere davvero molto lenta, mentre le pressioni inflazionistiche si sono attenuate notevolmente. “Ci aspettiamo che il ciclo di tagli aggressivi ai tassi di interesse nel paese continuerà nel breve periodo, sostenendo ulteriormente la nostra posizione overweight”, aggiunge Harling.

… E IN VALUTA FORTE E
Investec Am è overweight anche sulle obbligazioni in valuta forte, sia sovrane sia corporate. “Orientiamo il portafoglio verso i Paesi che offrono curve ripide e rendimenti attraenti, combinando titoli sovrani e titoli corporate – fa notare Harling – Soffermandoci in particolare sul corporate, individuiamo tre settori di analisi: l’immobiliare, il finanziario e quello dei consumi. La nostra allocazione sottopesata nel settore immobiliare era dovuta principalmente alle valutazioni costose dei costruttori cinesi, che dominano l’indice. La limitata emissione di bond in dollari statunitensi da parte dei grandi costruttori ha creato una situazione di ridotto valore e rendimenti molto bassi che non compensano l’assenza generale di deleveraging nella maggior parte delle società cinesi, nonostante un forte aumento delle vendite – conclude – Abbiamo mantenuto un posizionamento sovrappesato sul’immobiliare dell’America Latina, che crediamo offra ancora del valore”.

di Lele Riani

 

CINA, IL DOWNGRADE NON FA PAURA

Moody’s ha tagliato il rating del debito cinese di lungo periodo, dopo aver rivisto al ribasso l’outlook per il Paese da stabile a negativo a marzo. Di per sé, il downgrade non è stato uno sviluppo improvviso. Questo taglio porta il rating cinese da AA3 ad A1 e l’outlook è stato riportato a stabile. È la prima volta dal 1989 che Moody’s taglia un rating cinese. Spiegando la sua decisione, l’agenzia ha citato la lenta erosione delle condizioni del mercato del credito, specialmente l’aumento diffuso del leverage. Secondo Moody’s è probabile che le riforme strutturali rallenteranno, ma non fermeranno, l’aumento dell’indebitamento. La mossa mette la Cina nelle stesse condizioni di Giappone e Arabia Saudita. L’agenzia di rating ha anche notato che la crescita del PIL cinese probabilmente resterà solida rispetto a quella di altri stati sovrani. L’outlook stabile riflette la view di Moody’s secondo cui i rischi sono bilanciati e un ulteriore downgrade è improbabile nel breve termine. Pensiamo che l’impatto del downgrade sarà limitato e contenuto. Oltre ai punti di forza dell’economia cinese riconosciuti dall’agenzia di rating, va ricordato che il debito estero del paese (pari a circa il 12% del Pil, secondo il Fondo Monetario Internazionale), è ancora piuttosto basso rispetto agli standard internazionali. Anche la reazione dei mercati è stata per ora relativamente tranquilla, con lo yuan che si è leggermente indebolito rispetto al dollaro dopo la notizia.

di Leo Hu, portfolio manager di NN Investment Partners

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