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La regola proporzionale di Diego Puppo

Con questa pubblicazione diamo inizio ad una sintetica introduzione nel mondo dei termini assicurativi che tanto stanno a cuore agli italiani, purtroppo più per dare colpe alle compagnie di assicurazioni (spesso alle agenzie) che per l’effettiva necessità che dovrebbe avere ognuno di conoscere prima firmare un contratto assicurativo.
Prendiamo spunto da un’interessante pubblicazione del 1986 de “La Previdente Assicurazioni”, mia compagnia di appartenenza di inizio della mia attività nel 1985, ora confluita in divisione nella “UnipolSai Assicurazioni”. Il titolo era “Dalla parte dell’assicurato”. Trattava ognuno dei termini contrattuali non “in assicuratese”, come si ama definire la lingua degli assicuratori, ma con semplici definizioni e richiami addirittura a fumetti che permettevano un’immediata comprensione. Tale pubblicazione prendeva spunto dal fatto che “non basta una firma”, inteso come obiettivo di una vendita, L’acquisto di un contratto assicurativo non deve infatti riassumersi in tale azione ma deve partire dalla comprensione delle esigenze del cliente, dalla ricerca di soluzioni adeguate e dall’applicazione di un contratto comprensibile per mettere alla prova l’intero impianto contrattuale al primo sinistro che fosse stato eventualmente denunciato post vendita.

Il primo termine che andiamo a valutare è “La regola proporzionale”.

Sembrerebbe già di per sé complicato comprenderne il significato se non fosse per la semplicità di spiegazione, una semplicità che però, se non compresa, potrebbe determinare tali e tanti problemi che il cliente farebbe meglio ad evitare sin dall’origine.

L’esempio è molto molto semplice.
Ho un bene (es. una casa) che vale € 200.000,00. Lo voglio assicurare per € 100.000,00 e quindi per il 50% del proprio valore. Se capitasse un sinistro (es. un incendio parziale) che crea € 10.000,00 di danni, il cliente verrebbe risarcito del 50% quindi € 5.000,00. Semplice no? Si parte dal presupposto che se un cliente paga il 50% di quanto dovrebbe pagare, correttamente dovrà essere risarcito solo del 50% di quello che ha subito. C’è da fare una doverosa premessa. Come si fa ad assicurare correttamente un bene? Anche qui tutto sommato non è complicato. Ad esempio le abitazioni vengono assicurate per il loro valore di ricostruzione a nuovo, quindi per una somma pari ai costi che dovrebbe sostenere l’assicurato nel caso per esempio che la propria abitazione fosse rasa al suo a causa di un incendio. In pratica l’assicurato dovrebbe avere a disposizione la somma necessaria per ricostruire la propria abitazione nelle stesse condizioni in cui era prima dell’evento incendio ovviamente con i costi di ricostruzione attuali. Ecco allora che diventa fondamentale saper assicurare bene la casa all’atto della stipula contrattuale. A livello standard un’abitazione può avere un valore di ricostruzione a metro quadro che varia a seconda della provincia ma può essere tranquillamente ricompresa fra € 1.300,00 ed € 2.000,00 a metro quadro a seconda che si tratti di abitazione in condominio, villetta o villa singola. Ovvio che poi sono da tenere in assoluta considerazione i casi in cui si parli di abitazioni con finiture di particolare pregio. Basta pertanto moltiplicare tale importo a seconda della tipologia di abitazione, per i metri quadrati effettivamente abitati (qualcosa in meno per mansarde non abitabili, locali accessori, taverne e cantine e circa € 800,00/1.000,00 a metro quadrato per i garage. Sommiamo un valore stimabile congruo per il terreno di competenza dell’abitazione ed ecco composto il valore di ricostruzione che non ha nulla a che vedere con il valore commerciale che invece prende spunto soprattutto dalla zona in cui è costruito l’immobile. Comunque, in caso di sinistro, il valore dell’immobile resta intatto (anzi aumenta in quanto è costruito a nuovo) e la posizione resta quella precedente al sinistro. Se tale valore è congruo (meglio quindi abbondare di qualcosa) problemi in sede di liquidazione non ve ne saranno mai. Si ricordi altresì che le compagnie di assicurazione già a livello contrattuale, comprendono una percentuale variabile fra il 10 e il 20% a titolo di abbuono così che già in automatico vi sia compreso un surplus di valore. Ad esempio una casa assicurata per € 200.000,00 con una clausola di “regola alla proporzionale del 20%” significa che l’abitazione fino a € 240.000,00 di valore non subisce alcuna regola proporzionale e pertanto in caso di sinistro (eventuali franchigie contrattuali escluse) il cliente percepirà sempre il 100% del danno subito.

Qualora invece la casa non fosse stata correttamente assicurata il cliente subirà sempre l’applicazione di una regola proporzionale pari al minor valore pagato in polizza. Ad esempio, una casa che con la stima sopra riportata vale € 200.000,00, è stata assicurata (deroga alla regola proporzionale compresa) per € 150.000,00, quindi subirà sempre una decurtazione del rimborso pari al 25% del danno subito. Viceversa, una casa del valore di ricostruzione pari a € 200.000,00, con deroga alla regola proporzionale compresa, assicurata per € 200.000,00 o più, non subirà mai alcuna decurtazione sul danno subito e il cliente soddisfatto verrà sempre rimborsato per il 100% del danno subito.

Diego Puppo
Agente di assicurazioni, iscritto prima all’Albo Nazionale Agenti dal 21.06.2002 e poi al nuovo Registro Unico degli Intermediari Assicurativi dell’I.S.V.A.P. (Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private) dall’1.2.2007. Dal 2004 è componente dell’Esecutivo Provinciale del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (S.N.A.), con l’incarico di Segretario e più volte delegato Provinciale ai Congressi Nazionali S.N.A. Nel novembre 2008 viene nominato Vice Presidente dello S.N.A. V.C.O. ruolo che ricopre tutt’oggi all’interno della sezione del VCO “Vittorio Zenith”. Dall’aprile 2012 al 2014 ricopre il ruolo di Vice Presidente dello S.N.A. Regionale Piemonte – Valle d’Aosta Per informazioni e contatti d.puppo@libero.it o ufficio +39 0323 403444
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