Assicurazioni

INDAGINE ALTROCONSUMO SU ISTITUTI DI CREDITO E FINANZIARIE ALLA PROVA DEL MERCATO ASSICURATIVO di Diego Puppo

Ancora una volta un’indagine sugli istituto di credito che adottano politiche di vendita discutibili nella vendita di prodotti assicurativi all’interno di operazioni finanziarie.

Un’inchiesta di “Altroconsumo”, ha preso in considerazione 280 filiali di diversi istituto di credito e finanziarie e i risultati scaturiti sono alquanto sconcertanti.

Più di una filiale su tre obbligherebbe i clienti richiedenti un prestito o un mutuo ad acquistare una polizza assicurativa arrivando a condizionare la conclusione dell’operazione finanziaria, o quanto meno il costo,  alla stipula del contratto.

Le situazioni emerse sono state portate all’attenzione dell’Antitrust e dell’Ivass, l’organo di di vigilanza del settore assicurativo, al fine di attivare le procedure per porre termine a questa sconcertante procedura.

Nella concessione di un mutuo su un’abitazione, per esempio, è obbligatoria la stipula della sola polizza a copertura del rischio incendio, esplosione e scoppio sul fabbricato. Prima problematica sulla quale porre l’attenzione è che il valore assicurato sia quello di ricostruzione a nuovo del fabbricato stesso e non della sola parte che interessa alla banca che è il capitale mutuato. Se questo avviene, in caso di incendio è l’istituto di credito ad essere risarcito ma poco o nulla resterebbe nelle tasche del cliente a rimborso del danno subito.

Molte volte banche e finanziarie fanno stipulare la polizza incendio non solo senza neppure presentare i documenti obbligatori per legge al cliente (adeguatezza assicurativa e nota informativa) ma senza nemmeno richiedere loro se hanno già in corso una copertura propria o all’interno della polizza condominiale per gli stessi rischi. Tale “secondo rischio” diventa così, oltre che inutile e dispendioso per il cliente, anche presenza problematica qualora si verificasse poi un sinistro sulle garanzie acquistate. Infatti la presenza di due contratti sul medesimo bene crea innumerevoli problemi e lungaggini nelle procedure peritali e quindi anche nella tempistica di liquidazione.

Giova ricordare che anche quando il cliente non avesse in corso alcuna copertura assicurativa e si limitasse a stipulare quella proposta dalla banca o dalla finanziaria, occorre stare molto attenti. Infatti, in presenza di copertura base incendio, esplosione e scoppio, con contratto stipulato con banca o finanziaria, il cliente sarebbe costretto, qualora poi interessato, ad integrare le altre garanzie su quella polizza in quanto non vi è possibilità di stipulare un altro contratto con altra compagnia per coprire le sole garanzie accessorie sul fabbricato, quali ad esempio fenomeno elettrico, danni da acqua condotta, spese di ricerca e riparazione del guasto, atti vandalici, eventi atmosferici, ecc. Altra problematica il fatto che la banca o la finanziaria inseriscano il costo di questa copertura assicurativa nella pratica di mutuo o finanziamento facendo così lievitare il costo assicurativo della stessa percentuale applicata per la concessione del mutuo o del prestito. Inoltre, al cliente non è raro che venga richiesto di pagare il premio assicurativo in via anticipata per tutta la durata del mutuo o prestito.

Ricordiamo che la copertura assicurativa incendio, esplosione e scoppio è obbligatoria nei casi di concessione di un mutuo ma non è obbligatorio stipularla con la banca o la finanziaria. Men che meno, nei casi di abitazioni condominiali, laddove è già in vigore la polizza globale stipulata dall’amministratore dove basta inserire sul contratto la dichiarazione di vincolo della banca e consegnarne alla stessa copia autentica, che l’obbligo verrebbe assolto a costo “zero”.

Non dimentichiamoci che la vostra abitazione è già ipotecata nei casi di mutuo e pertanto banca non vi è alcun ulteriore obbligo di stipulare garanzie a favore della banca. Se le problematiche suesposte non fossero ancora tali da far comprendere la portata del problema, c’è chi va anche oltre. Pur non essendo obbligati, ed è questo l’oggetto dell’indagine, vi sono molti casi in cui taluni solerti dipendenti bancari, evidentemente nemmeno totalmente responsabili delle conseguenze di tutto ciò e spronati dalle proprie reti commerciali sempre pronte a “chiedere numeri” sempre più alti, finiscono per proporre ai clienti polizze sul caso morte, polizze vita a piano di accumulo, polizze a copertura del rischio della perdita di impiego, polizze infortuni e da invalidità permanente da malattia. Vi sono casi addirittura di formatori commerciali non considerati idonei dalle banche per le quali lavoravano in quanto non accettavano di promuovere queste politiche commerciali. Questi contratti addirittura vengono stipulati senza che la banca, come nel caso della polizza incendio, ne sia beneficiaria confermando che il tutto viene svolto per fare utili (provvigioni assicurative spesso più alte di quelle liquidate agli agenti di assicurazione professionisti) in quanto i ridotti tassi di interesse sui mutui e il diminuito numero di pratiche concluse non permettono più di far quadrare i bilanci.

E’ giusto ricordare che queste coperture assicurative sono assolutamente efficaci anche laddove un capo famiglia o una coppia decidano di aprire un debito (mutuo o prestito) che può durare anche quasi tutta la vita lasciando a disposizione degli eredi, in caso di decesso, i capitali necessari a completare il pagamento del debito. Altra cosa è il fatto che siano rese obbligatorie da banche e finanziarie con condizioni tra l’altro molto da diverse da quelle che si trovano normalmente nelle agenzie di assicurazione in quanto provengono da convenzioni spesso standardizzate e quindi non personalizzate sulle esigenze del cliente.

Non sono poi rari i casi in cui gli istituti di credito propongono pacchetti assicurativi “a premio unico anticipato e multiramo” di svariate migliaia di euro di premi a clienti che pur di ricevere il tanto agognato mutuo non esitano a fidarsi.

Consiglio: prima di sottoscrivere qualsiasi documento che interessa la parte assicurativa chiedetene conto e  documentazione e quando ne siete in possesso (obbligo di legge) chiedete consiglio ad un agente di assicurazioni professionista.

Come mai gli Organi di Controllo lasciano campo a queste situazioni a dir poco “sconcertanti”?

To be continued……

Diego Puppo
Agente di assicurazioni, iscritto prima all’Albo Nazionale Agenti dal 21.06.2002 e poi al nuovo Registro Unico degli Intermediari Assicurativi dell’I.S.V.A.P. (Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private) dall’1.2.2007. Dal 2004 è componente dell’Esecutivo Provinciale del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (S.N.A.), con l’incarico di Segretario e più volte delegato Provinciale ai Congressi Nazionali S.N.A. Nel novembre 2008 viene nominato Vice Presidente dello S.N.A. V.C.O. ruolo che ricopre tutt’oggi all’interno della sezione del VCO “Vittorio Zenith”. Dall’aprile 2012 al 2014 ricopre il ruolo di Vice Presidente dello S.N.A. Regionale Piemonte – Valle d’Aosta Per informazioni e contatti d.puppo@libero.it o ufficio +39 0323 403444
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