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Cresce l’ottimismo tra le famiglie italiane

Il mood delle famiglie italiane recupera ulteriormente terreno. In particolare, gli ottimisti sulle prospettive dell’Italia risultano in aumento, mentre i pessimisti diminuiscono. È questa una delle principali evidenze la situazione dell’Italia e guardando al dell’edizione autunnale dell’Osservatorio semestrale promosso da Anima Sgr,  l’operatore leader indipendente del risparmio gestito italiano, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GfK. La rilevazione – che ha come obiettivo di indagare sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti – è stata realizzata su un campione di oltre 1.300 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o postale), rappresentativo di oltre 41 milioni di individui, fra cui si contano circa 10 milioni di investitori (cioè possessori di almeno un prodotto di investimento). Analizziamo ora nel dettaglio quanto è emerso.

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MIGLIORANO LE ATTESE SUL FUTURO DELL’ITALIA
L’osservatorio registra un grande miglioramento del sentiment. Diminuisce infatti il numero di chi giudica peggiorata la situazione dell’Italia e guardando al futuro si consolida la ripresa di fiducia: se ad aprile si parlava del 15%, oggi il 21% del campione generale ritiene che migliorerà la congiura economica. In particolare, si riscontra un calo dei “pessimisti”: in totale – fra coloro che credono che il contesto peggiorerà “di poco” e “di molto” – si passa dal 41% al 31%.

 

LA PROGETTUALITÀ RALLENTA
Se si avvertono i primi segnali positivi, in attesa che la crescita diventi più tangibile, la progettualità conosce una lieve battuta d’arresto: dal 55% del totale dei bancarizzati si passa al 48% che ha dichiarato di avere nel cassetto progetti per i prossimi mesi, per la sua vita e per la sua famiglia; invece, se si fa riferimento al sottoinsieme degli investitori, resta stabile la situazione, in quanto dal 69% si scende soltanto al 68%. I progetti di risparmio – ovvero mettere soldi da parte per emergenze e imprevisti, continuare o cominciare a crearsi una pensione integrativa o accumulare un capitale come riserva di sicurezza per il futuro – dal 30% passano al 27%, mentre i progetti di spesa – vale a dire i costi sostenuti per andare in vacanza, provvedere agli studi dei figli, acquistare e ristrutturare casa, saldare debiti ecc. – dal 39% diventano il 34%.

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MENO TABÙ VERSO LE SPESE SUPERFLUE
Le strategie messe in atto per realizzare i propri progetti di vita in generale restano stabili, fatta eccezione per una minore attenzione verso la riduzione delle “spese superflue”, pur restando comunque una priorità (per i bancariz-zati dal 73% di aprile si passa al 66% di oggi, mentre per gli investitori dal 69% si passa al 63%). Prosegue anche la tendenza all’“accumulo”, ovvero a risparmiare, soprattutto per quanto ri-guarda il sottoinsieme degli investitori (per questi ultimi prima si parlava del 44% e ora del 46%).

RIPARTE L’APPEAL PER IL MATTONE
Conosce un incremento nel complesso la propensione ad investire – per i ban-carizzati dal 34% al 39% e per gli inve-stitori dal 69% al 73% – ma l’evidenza in maggiore contro tendenza rispetto al passato è la ripresa, se pur ancora a piccoli passi, di appeal per gli immobili, complici probabilmente i tassi favorevoli per la stipulazione dei mutui, oltre all’annuncio da parte del governo Renzi della volontà di voler ridurre la pressione fiscale sulla prima casa di proprietà: per i bancarizzati, come mostra il graco, dall’11% si passa al 13%. Tra l’altro se si guarda all’età dei rispondenti all’in-dagine è interessante notare come l’interesse per gli immobili (comprare casa o ristrutturare) sia sensibilmente più alto (18%) tra i “Millenial” (nati tra il 1980 e il 2000).n particolare, rimane ampia e stabile al 27% la preferenza per l’investimento in prodotti finanziari.

INVESTITORI SODDISFATTI PER I PROPRI INVESTIMENTI...
Alla domanda “Nel complesso quanto si ritiene soddisfatto dei suoi prodotti di investimento?”, nell’ambito del sottoinsieme degli investitori, se un anno fa il 41% aveva dichiarato di essere “soddisfatto”, oggi la percentuale è salita di ben 10 punti, a quota 51%; inoltre, il 31% ha risposto “così così” e il 13% “poco o per niente”, mentre il 5% non ha indicato.

… MA ANCORA POCO INFORMATI E COMPETENTI
Se gli investitori si dichiarano soddisfatti dei loro investimenti, tuttavia nel complesso dedicano molto poco tempo all’informazione finanziaria e alla gestione dei propri risparmi: basti pensare che il 53% degli investitori afferma di non dedicarsi a questa attività, il 24% q ora al mese e solo il 2% qualche ora alla settimana.

Senza contare che anche la conoscenza dei termini nanziari risulta ancora “molto scarsa” – per il 31% del sottoinsieme degli investitori – e “scarsa”, rispettivamente, per il 45%. Di qui un approccio prevalentemente “delegante” delle famiglie italiane e quindi orientato ad af darsi alla professionalità di un consulente per la gestione dei propri investimenti: il 68% delega ad un professionista del risparmio, il 25% richiede almeno un confronto con un consulente, contro solo il 7% che si af- da al “fai da te”.

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