Borsa e finanzaInvice

Cavalcare i megatrend con gli Etf (di Enzo Facchi)

I replicanti si innovano e diventano anche tematici. I principali temi d’investimento? Tabanella (iShares): “Automation and Robotics, invecchiamento della popolazione, digitalizzazione e la medicina d’avanguardia”

La gestione passiva fa un ulteriore passo avanti. Per avvantaggiarsi sulla gestione attiva. E lo fa in modo diverso rispetto al passato, con una nuova logica, che non è più solo quella del completamento della gamma dei prodotti offerti. Lo fa nella logica dell’innovazione, per esempio con gli Etf tematici, con gli smart beta (a metà strada tra la gestione attiva e passva), o ancora con i replicanti Esg (socialmente responsabili). “Nel tempo, attraverso gli etf si riesce ad allargare il perimetro di esposizione ad ambiti che prima erano appannaggio della gestione attiva – commenta Marco

Tabanella, head of wealth and retail clients di iShares Italy – È il caso, per fare un esempio, dei megatrend. Un mondo in cui prima vivevano solo i fondi attivi e che oggi vede diffondersi anche molti replicanti che, al di là dei costi, hanno tutta una serie di vataggi”.

Quali sono questi vantaggi?
In primis, la maggiore economicità, considerando che il Ter medio si aggira intorno ai 40 punti base. Poi, la maggiore diversificazione; ma un vantaggio su tutti è dato dal fatto che con l’Etf si evita il rischio di over-concentrazione su singoli “nomi”. Un esempio potrà chiarire meglio questo concetto. A inizio anno il rapporto tra Apple e il suo fornitore Qualcomm ha subìto un arresto con conseguente impatto sul titolo. Questo evento non ha però determinato conseguenze sul nostro indice.

Come si può spiegare la tenuta del vostro indice?
Tutto sta nella metodologia di costruzione adottata. Si parte da un universo di investimento, lo Stoxx Global Total Market, che copre circa 8.000 aziende, incluse le small cap e i titoli dei Paesi emergenti. La metodologia che utilizziamo si avvale di una classificazione che ci permette di categorizzare in modo molto granulare le società che compongono questo indice per arrivare poi a selezionare in modo accurato solo le aziende che operano in settori specifici. Dopo aver fatto lo screening applichiamo una serie di filtri: per prima cosa, il 50% delle revenues deve essere generato nel settore di nostro interesse; poi, richiediamo una capitalizzazione minima di 200 milioni e un certo livello di volumi, almeno 1 milione come media giornaliera su un arco di tempo trimestrale. Ma l’aspetto più importante è che tutti gli indici creati sono equal weighted. Questo comporta che si investe su titoli mainstream ma anche su aziende potenzialmente più esposte alla crescita del settore ma al contempo quotate.

Può spiegarsi meglio?
In sostanza tutte le società presenti nell’indice tematico hanno la stessa esposizione. Quindi, società blasonate hanno lo stesso peso di aziende meno famose, che dal canto loro offrono un’esposizione più diretta a un determinato trend. Sono comunque tutte aziende quotate, che rispettano i criteri di selezione di cui abbiamo già parlato. Da questo punto di vista l’indice è bene diversificato e non ha rischi di over-concentrazione.

Quante sono in media le aziende che compongono gli indici?
È una domanda importante, che mi permette di evidenziare un altro aspetto dei nostri indici: che non sono statici. Gli indici sono costruiti in modo da essere diversificati tra un minimo di 80 titoli, ma non c’è un tetto massimo. Quindi se un domani un domani dovessero entrare in un particolare mercato nuove società, i loro titoli potrebbero essere accolti nei nostri indice, a patto che rispecchino i requisiti richiesti.

Quali sono i megatrend più rilevanti in questo momento?
Oggi ne possiamo individuare 5: il changing economic power (il cambio di equilibrio a livello economico tra i vari Paesi, con l’avanzata di alcuni emergenti come India e Cina, ndr), il cambiamento climatico, i cambiamenti sociali e demografici, l’innovazione tecnologica e infine l’urbanizzazione. Questi megatrend li abbiamo tradotti in temi di investimento, ovvero in categorie investibile.

E quali sono queste categorie?
Sono diverse. Una, per esempio, è l’automation and robotics (ricollegabile al megatrend dell’innovazione tecnologica), quindi compagnie specializzate nelle varie forme di tecnologia, incluse le nanotecnologie, la robotica e la tecnologia indossabile. Altro tema è quello dell’ageing population, cioè dell’invecchiamento popolazione, che riguarda tutti i servizi di natura finanziaria, come le assicurazioni o il mondo delle pensioni ma anche il settore dell’intrattenimento, l’healthcare e il farmaceutico. Poi c’è il tema della digitalizzazione, che riguarda a colossi dell’ecommerce come Amazon, ma anche il mondo del cloud computing, del cyber security e del fintech. E infine c’è la categoria che guarda all’innovazione nel campo della medicina: parliamo di attrezzature molto sofisticate che permettono di fare interventi di precisione sui pazienti.

Tutti temi che abbiamo reso investibili con la costruzione di indici che stanno alla base degli nostri Etf.

Marco Tabanella, head of wealth and retail clients di iShares Italy
Marco Tabanella, head of wealth and retail clients di iShares Italy

Ma perché farlo proprio oggi?
Quando lanciamo un Etf, lavoriamo insieme a provider di indici con l’obiettivo di migliorarne la qualità. Esistono società come FactSet che mettono a disposizione database enormi e molto granulari che consentono di analizzare i bilanci di società in tutto il mondo. L’obiettivo? Capire da dove arrivano le revenues delle società stesse. Grazie a queste società è possibile arrivare molto in profondità nelle nostre analisi. Questa capacità di analizzare meglio i dati ci permette di fare indici più evoluti, che ieri non era possibile fare.

Quali le modalità di impiego di questi Etf?
Ci sono due modalità: uno nel mondo della consulenza “private”, sempre più attenta agli investimenti tematici che integrano le allocazioni tradizionali; l’altro filone importante è quello dei prodotti creati dalle banche, ovvero di scatole diverse, anche assicurate, che al loro interno possono annoverare una molteplicità di Etf. In passato abbiamo stretto diversi accordi con gli istituti di credito al fine proprio di costruire strumenti con sottostante Etf. E in futuro arriveranno altre partnership.

di Enzo Facchi

INVICE.IT INVESTMENT & ADVICE
Invice - Investment & Advice è il nuovo progetto editoriale di Brave Editori Srl. IL QUOTIDIANO ONLINE Sul quotidiano online, www.invice.it, sono disponibili ogni giorno le principali news provenienti dal mercato, dal mondo dei promotori/consulenti e dall’universo del risparmio gestito, le strategie d’investimento consigliate da strategist e gestori, le interviste ai personaggi del momento, oltre a un ampio spazio dedicato alla finanza personale e al mondo della tecnologia. IL MENSILE Il magazine Invice, disponibile nella versione digitale sul sito e sui circuiti Apple e Android, è interamente dedicato ai professionisti della consulenza. Ogni mese saranno analizzati i principali trend di mercato, i fondi e gli altri prodotti più “in” secondo il parare dei promotori/consulenti, le offerte di lavoro nel mondo del risparmio gestito, le problematiche legali e fiscali, oltre ai principali temi d’investimento e di attualità. Con Invice la consulenza è a portata di clic
Translate