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BONALDO STRINGHER – IL GRANDE GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA

Bonaldo-StringherBonaldo Stringher e’ una di quelle figure di “tecnico dell’ economia” di altissimo livello che, nelle varie funzioni ed incarichi che ricoprì durante la sua lunghissima carriera, ebbe un ruolo di assoluto prestigio in campo nazionale ed internazionale, attraversando da vero protagonista la storia politica italiana: dal predominio della Sinistra a quello della Destra fino ad arrivare all’istaurarsi del regime fascista e al suo consolidamento.Nacque a Udine nel 1854, come suddito dell’impero Austro-Ungarico da una famiglia ricca di fermenti intellettuali ma disagiata dal punto di vista economico. Infatti fu solo grazie ad un sussidio che nel 1871 ebbe la possibilita’ di iscriversi alla Regia scuola superiore di Commercio di Venezia, piu’ nota come Ca’ Foscari, prototipo delle attuali Facolta’ di Economia e Commercio, dove si diplomo’ in Economia nel 1875.

Pochi mesi dopo venne assunto come “ufficiale straordinario di statistica” presso la Direzione della statistica del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio a Roma, dove collaboro’ al progetto per l’abolizione del corso forzoso delle banconote (istituito nel 1866), che divenne legge nel 1881 per approdare infine nel 1883 al ripristino del cambio dei biglietti in oro.

Nel 1884 divenne Capo Sezione e venne trasferito al Ministero delle Finanze dove si occupo’ di politica doganale, in particolare della politica protezionistica, che condusse alla cosiddetta “Tariffa 1887” e alla guerra commerciale contro la Francia, alla fine di questa attivita’ venne nominato Capo Divisione. Nel 1885 partecipo’ al rinnovo dell’Unione monetaria latina creata nel 1865 (comprendente Francia, Belgio, Italia e Svizzera) che, pur avendo un significato molto modesto rispetto alla attuale Unione monetaria europea, contribuì a far uscire l’Italia dal suo provincialismo mettendola in contatto permanente con altri Stati Nazionali.Nel 1891 divenne Ispettore Generale delle Finanze e sposo’ Lucia Canali dalla quale ebbe otto figli.

Per quanto riguardava il sistema bancario nazionale l’Italia aveva accumulato un forte ritardo nei confronti degli altri Stati Nazionali europei, quindi nel 1892 con l’avvento del Governo Giolitti si dovette necessariamente metter mano alla questione monetaria e bancaria; date le sue competenze e capacita’ Bonaldo Stringher passo‘ dal Ministero delle Finanze a quello del Tesoro, iniziando una stretta collaborazione con lo statista di Mondovì.Nel frattempo scoppio’ lo scandalo della Banca Romana del Cavalier Tanlongo, dovuto alla colpevole emissione di banconote con la duplicazione di numeri di serie di banconote regolarmente emesse, senza alcuna copertura in moneta metallica. Occorreva quindi una riforma organica del sistema bancario italiano con la costituzione di una Banca Centrale, unica emittente delle banconote circolanti, con compiti di sorveglianza e di vigilanza sull’intero sistema creditizio nazionale.

Tale riforma, dopo un lungo e articolato iter parlamentare, si realizzo’ nella legge di istituzione della Banca d’Italia del 10 agosto del 1893.
Nello stesso anno Giolitti, in seguito alla presentazione della Relazione della Commissione parlamentare sullo scandalo della Banca Romana, si dimise ma tramite uno degli ultimi atti del Governo nomino’ Bonaldo Stringher Direttore Generale del Ministero del Tesoro, carica questa ricoperta dal 1893 al 1898.
Nel 1900, venuto a mancare Giuseppe Marchiori, Direttore Generale della Banca d’Italia, Bonaldo risulto’ il candidato ideale per sostituirlo in quanto oltre a non avere rivali dal lato tecnico-operativo, da quello politico si andava ricostituendo il tessuto di alleanze giolittiano con il cui leader Stringher era in ottimi rapporti.
Al contrario del suo predecessore instauro’ un clima di collaborazione e di fiducia con i rappresentanti politici, sempre convinto come era che le condizioni monetarie di un paese debbano andare a rimorchio delle condizioni reali e non viceversa.
La sua politica economica in estrema sintesi fu quella di salvaguardare gli equilibri regionali del capitalismo italiano.
Stringher pose termine alla sudditanza culturale della Banca d’Italia nei confronti del Governo, che in seguito si trasformo’ in una autonomia dal potere dell’Esecutivo, uno degli elementi questo che ancora oggi risulta essere alla base della cultura aziendale della Banca d’Italia.
Direttore Generale della Banca d’Italia dal 1900 al 1928, dalla istituzione della nuova carica nel 1928 ne divenne il primo Governatore, fino alla sua morte avvenuta solo due anni dopo nel 1930.
Stringher che per trenta anni aveva ricoperto la massima carica della Banca d’Italia, ne forgio’ i valori di riferimento: autonomia, silenziosa operosità’, essere al servizio del Paese. Tali valori furono perseguiti ed applicati dai sui successori, anche in tempi nei quali sarebbe stato piu’ facile e comodo aderire senza tentennamenti alle richieste del potere.

Stefano Poddi
Membro dell’ Accademia Italiana di Studi Numismatici International Bank Note Society IBNS # 10087 poddiste@yahoo.it http://www.stefanopoddi.it tel. 06 33174783 cell. 329 2436450
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