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BOLLA PAPALE (CON SIGILLO) DI PAPA URBANO VIII DATATA FEBBRAIO 1624

Una menzione speciale va alla Bolla Papale (con sigillo) di Papa Urbano VI, datata Febbraio 1624, emessa solamente un mese prima della bolla OMNES GENTES PLAUDITE MANIBUS” , datata 29 Aprile, dove indusse il XIII Giubileo.Il valore stimato è tra i 1000 e i 1250 €.

 Urbano VIII, nato Maffeo Vincenzo Barberini (Firenze, 5 aprile 1568 – Roma, 29 luglio 1644), fu il 235º papa della Chiesa cattolica dal 1623 alla morte.

Maffeo Barberini nacque a Firenze da Antonio, un ricco mercante, e da Camilla Barbadori, quinto di sei figli. Fu battezzato il 5 aprile 1568, ma la sua data di nascita è sconosciuta. Originari di Barberino Val d’Elsa, i più prossimi ascendenti del papa avevano cambiato l’originario nome di Tafani in Barberini, così come i tre tafani presenti sullo stemma in tre api. Maffeo nacque in una casa signorile in piazza Santa Croce.

Urbano VIIAll’età di tre anni perse il padre; si occupò pertanto della sua educazione lo zio Francesco Barberini, protonotario apostolico. Studiò a Firenze e a Roma, nel Collegio dei Gesuiti (Collegio Romano), dove si laureò in legge. Fu il secondo futuro pontefice a laurearsi in un collegio gesuita. Nel 1589 ottenne il dottorato in utroque iure all’Università di Pisa.

Tre anni prima, il 7 aprile 1586 aveva ricevuto la tonsura (rito che all’epoca precedeva il conferimento degli ordini sacri); il 24 giugno 1592 fu ordinato diacono. Fu ordinato sacerdote il 24 settembre 1604.

Morto lo zio che, da giovane, lo aveva ospitato a Roma, ne ereditò il cospicuo patrimonio, con il quale acquistò un prestigioso palazzo, arredandolo in maniera estremamente sfarzosa, sullo stile rinascimentale, lussuoso a tal punto da diventare il personaggio più in vista e importante della città.

La sua carriera nella Curia romana fu rapida: il 20 ottobre era già arcivescovo. Nel 1606 ottenne la porpora cardinalizia.

Cultore della letteratura latina, fu autore di versi, in latino e in volgare italiano. I versi latini furono pubblicati durante il pontificato a Bologna (seconda città per importanza dello Stato Pontificio) da Clemente Ferroni sotto il titolo Maphei Cardinalis Barberini poemata. Una seconda edizione fu pubblicata a Roma nel 1638.

Il cardinale Barberini partecipò a due conclavi: quello del 1621 e quello del 1623, che lo vide eletto.

Il 29 aprile 1624 con la bolla Omnes Gentes plaudite manibus, indisse il XIII Giubileo. Concesse ai religiosi di clausura, agli ammalati ed ai carcerati di poter acquistare l’indulgenza senza recarsi a Roma (bolla Pontificia sollicitudo). La porta santa fu aperta nel pomeriggio della vigilia di Natale. Durante l’anno giubilare giunsero a Roma circa mezzo milione di pellegrini. Il pontefice rese più comode le visite alle sette chiese, sostituendo a quelle fuori le mura (San Sebastiano, San Paolo e San Lorenzo) visite cittadine a Santa Maria del Popolo, Santa Maria in Trastevere e San Lorenzo in Lucina. Sempre nella prospettiva di ridurre lo scomodo dei fedeli senza ridurne le offerte per le indulgenze, con questo giubileo venne introdotta la novità, divenuta poi usanza comune, di lucrare l’indulgenza del Giubileo ogni volta che si ripetessero a Roma le opere prescritte.

Urbano VIII indisse poi otto giubilei straordinari, con queste motivazioni:

 

  • 31 agosto 1627: per i fedeli dell’Impero d’Etiopia;
  • 8 aprile 1628: per invocare l’aiuto di Dio nel mondo cattolico;
  • 22 ottobre 1629: per invocare l’aiuto di Dio nel mondo cattolico;
  • 15 dicembre 1631: per le necessità della Chiesa;
  • 24 marzo 1634: per allontanare i pericoli dalla Chiesa;
  • 11 luglio 1636: per invocare l’aiuto di Dio;
  • 3 marzo 1638: per chiedere la pace sulla penisola italiana;
  • 12 dicembre 1643: per chiedere l’aiuto di Dio su Roma.

 

Massimo Uccelli
44 anni, libero professionista, in bilico tra il vecchio ed il nuovo, tra documenti antichi e tecnologia. Sempre in cerca di informazioni riguardanti documenti di vecchie banche italiane (Monti di Pietà).
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